Giallo Cinese

Il titolo, anche per la sua banalità, potrebbe farci sorridere se non fosse che in ballo ci sono parecchie decine di milioni di euro. La vicenda dell’investimento di capitali cinesi nell’Inter è nota da quest’estate, anche se fin da allora si è fatta molta confusione. Il comunicato diramato con entusiasmo dall’Inter risale al 1° agosto: “L’Internazionale Holding S.r.l. comunica di aver raggiunto in data odierna un accordo che prevede l’ingresso di un gruppo di investitori cinesi nel capitale di F.C. Internazionale S.p.A. La famiglia Moratti continuerà a mantenere il controllo della società, mentre il gruppo di investitori cinesi sarà il secondo più grande azionista. Contestualmente China Railway 15th Bureau Group Co., Ltd., controllata da China Railway Construction Corporation, e F.C. Internazionale S.p.A. hanno avviato una collaborazione per la costruzione di un nuovo stadio di proprietà entro il 2017.”
Come si evince dal comunicato la questione si è sempre sviluppata su un doppio binario. Una cosa è il nuovo stadio e l’altra, molto più delicata, è la partecipazione alle spese di gestione della società nerazzurra attraverso la vendita del 15% del club. Ed è proprio quest’ultima la parte più difficile. Se sullo stadio infatti c’è ancora molto tempo per confrontarsi, visto che il contratto di affitto di San Siro di Inter e Milan scadrà solo nel 2018, sulla compartecipazione cinese al pacchetto azionario dell’Inter i ritardi sono innegabili.
Sul tema si continua a fare molta confusione, anche per il comprensibile riserbo delle forze in campo. Al momento, a quanto si è faticosamente capito, la poderosa compagnia di costruzioni CRCC (China Railway Construction Corporation) di Meng Fangchao, da cui Moratti si è recato in visita ufficiale a maggio, è ancora incagliata nella terribile burocrazia cinese. A quanto si dice, essendo azienda a capitale statale con l’intenzione conclamata di investimenti esteri al di fuori del suo core business, deve ottenere addirittura cinque diversi nullaosta governativi (Ministero del Commercio, Ufficio Cambi, National Development and Reform Commission, Sasac e Consob locale). Fino poco tempo fa infatti, una compagnia cinese ferroviaria e di costruzioni come la CRCC poteva investire all’estero solo in ferrovie e fabbricati. Oggi però il mondo è cambiato e il governo cinese fatica a star dietro ai suoi imprenditori sparsi per il mondo. Ma all’Inter restano ottimisti, dopo i ripetuti incontri con la signora Kamchi Li, che rappresenta la CRCC in questo affare.
In stand-by sembra invece l’altra cordata di imprenditori, quelli che dovrebbero rilevare il 15% del club nerazzurro sborsando 55 milioni di euro. A rappresentarli è Kenneth Huang, presidente della QSL Sports Limited, il cui nome in passato era già stato infruttuosamente accostato ai Cleveland Cavaliers in NBA, poi al Liverpool e alla Roma. Ma anche qui ci sarebbe una firma vincolante. Una cosa è certa: almeno su questo i tempi del matrimonio con i cinesi sono destinati ad allungarsi.

3 Commenti su Giallo Cinese

  1. Ci lamentiamo, e a ragione, della burocrazia italiana, ma è proprio vero il detto: ‘tutto il mondo è paese’…
    Saluti.
    Paolo – Novara

  2. La mia teoria è che MM ha proposto ai cinesi di entrare esclusivamente come soci di minoranza (max. 40%), per avere sempre Lui e i figli il comando della società. E a queste condizioni, i cinesi non entrano.

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