SI 2008: Inter-Roma 8-7. All’Inter la Supercoppa Italiana 2008-09

L’Inter supera 8-7 la Roma ai calci di rigore e si aggiudica la quarta Supercoppa della sua storia, la prima dell’era Mourinho. Meglio del previsto i 90 minuti regolamentari, dato il motore ancora tiepido, chiusi su un 2-2 che ha consacrato Muntari e confermato Balotelli. Di De Rossi e Vucinic i pareggi giallorossi, prima che un capitano, Totti, sbagliasse dal dischetto con l’altro, Javier Zanetti, che chiudeva i conti portando in bacheca un altro trofeo. La Supercoppa chiude ufficialmente in positivo il lavoro preliminare di Mourinho, cavalleresco nel ribadire subito di aver vinto la Supercoppa perché il predecessore Mancini aveva conquistato lo scudetto. Resto convinto che qualsiasi squadra dopo un cambio di panchina, all’inizio sia destinata ad avere più problemi che benefici, poi le cose si sistemano e se addirittura migliorano, vuol dire che l’avvicendamento è stato azzeccato. Al momento l’Inter sembra non aver risentito negativamente del ribaltone, ma è ancora presto per dire se Mourinho è davvero fenomenale, come dice chi lo ama a prescindere. I miei amici londinesi tifosi dell’Arsenal lo chiamavano ironicamente the man who knew too…little, ossia ‘l’uomo che sapeva troppo…poco’, parafrasando il titolo di una parodia cinematografica del capolavoro di Hitchcock, dove Bill Murray faceva il verso al grande James Stewart. Certamente Mourinho ha un’aria da ‘saputello’ che dà sui nervi ai rivali e che potrebbe costargli parecchio in caso di rovesci imprevisti, ma al momento la vittoria in Supercoppa, sfuggita a Mancini l’anno scorso, gli dà ragione, così come il diligente precampionato senza figuracce. C’è ancora tempo per capire se, con l’arrivo a fine mercato di Quaresma, il gioco dell’Inter potrà davvero basarsi così ampiamente sugli esterni o si dovrà correggere qualcosa in corsa. Per il resto Stankovic ha confermato di saper fare quel che Lampard faceva e continua a fare nel Chelsea e Mourinho si è finalmente rassegnato ad avere una rosa più ampia di quella richiesta, perché nessuno se ne vuole andare: all’Inter, visti gli ingaggi, in fondo si sta da dio pure in tribuna e proprio il precampionato di Stankovic dimostra che chi ha le palle può aspirare ad un posto fisso in squadra. Intanto bentornata Supercoppa, il primo dei quattro obiettivi stagionali, perché l’idea è di provare a vincere tutto quel per cui si compete.

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