Cattivi pensieri

Videoeditoriale del 20 aprile 2020

17 Commenti su Cattivi pensieri

  1. Ciao Gianluca,
    in tema di cultura sportiva ti sei dimenticato del “motorismo” abbiamo la ferrari, la ducati e abbiamo avuto grandi piloti 😉
    Viva lo sport!

  2. Se così fosse, senza tifosi allo stadio, il calcio morirebbe in pochi anni, la cosa che fa sognare tutti i bambini che iniziano a giocare a calcio è quella di far esultare uno stadio intero per un proprio gol. Per questa ragione infatti, ritengo che se non ci sono le condizioni di giocare a porte aperte, il calcio non deve ripartire.

    • Belle parole che oggi contano zero: il calcio è nelle prime dieci industrie del Paese con 5 miliardi di fatturato e versa all’erario qualcosa come 1,3 miliardi ogni anno. Non c’è né tempo né spazio per la filosofia. Per un po’ staremo tutti telespettatori…Non c’è soluzione
      GLR

  3. Ciao Gianluca.
    Il mio pensiero è una vista sul futuro.
    Il calcio sarà business finché potrà arrivare a milioni di persone ma così facendo è obbligato a perdere seguito.
    Secondo me, già non ha senso finire questa stagione senza pubblico, figuriamoci iniziarne una nuova.
    Sarò l’unico che ha questo pensiero?
    Grazie come sempre.
    Ciao

    • Come ho ripetuto mille volte ed è al momento l’opinione dominante anche di tutte le Istituzioni calcistiche europee e mondiali si riprende esattamente da dove ci si è fermati. Il virus ha già condizionato tutto e tutti fin troppo. Quando si potrà, ci riprenderemo il tempo e ce lo gestiremo al meglio. È un po’ i mesi tradizionali non avranno più grande senso. Giusto così.
      GLR

  4. dal punto di vista economico credo che il calcio vada gestito esattamente come qualunque altro business, dopotutto 10.000 ristoranti fatturano quanto il calcio e producono probabilmente anche più indotto…Al di la dei numeri il calcio deve rientrare in un piano di riapertura nazionale dell’economia, senza ne’ essere privilegiato, ne penalizzato rispetto ad una altra attività commerciale.
    Per i tifosi invece perchè non aprire gli stadi con distanziamento sociale nello stadio?

    • Ma che dici? Non so se nemmeno tutti i locali italiani, intesi come servizio al pubblico, fatturano 5 miliardi di euro all’anno, di cui 1,5 miliardi versati all’erario e sono numeri datati e approssimati per difetto. Come fai a fare distanziamento sociale dopo un gol della squadra del cuore: se due si abbracciano gli spari? Semplicemente non ce li mandi. Mi sembra ovvio, purtroppo
      GLR

  5. Il mio cattivo pensiero, da sempre, si aggancia oggi ad un tuo commento. In Amrica, 200 milioni di persone, 4 grandi sport nazionali e nessun quotidiano sportivo, ma solo pagine sportive all’interno dei quotidiani generali. In Italia, 50 milioni, un solo sport, e quanti quotidiani sportivi? 4? 5? ho perso il conto… Trovo ciò esemplare ed assai deprimente

    • Mah, non credo c’entrino molto i quotidiani sportivi che peraltro in Italia nessuno legge, come quelli politici d’altronde. In Italia si legge pochissimo e non è questo il problema. Il quotidiano è più o meno superato in tutto il mondo, con l’avvento di internet e dei social, anche se all’estero continuano ad avere buone vendite. Come cultura dello sport siamo indietro anni luce rispetto agli USA ma non è una novità e non dipende da chi racconta lo sport: là l’evento è un divertimento che dura tutta la giornata, qui una guerra dove spesso interessa più il prima e il dopo che la partita stessa: oltre la metà dei tifosi di calcio le partite non le guarda nemmeno. Lo so per certo.
      GLR

  6. Non penso che si arriverà a tanto, i progetti per i nuovi stadi sembrano uno dei primi punti all’ordine del giorno.
    Io la vedo più semplice: il mondo del calcio così some quasi tutti gli ambienti è gestito da gente incompetente, egoista e tendenzialmente autocentrata su se stessa. Una miriade di di difetti tipici dell’uomo in tutti i campi e che denota l’assenza di valori etici ed un sostanziale disinteresse per le leggi divine. Detto questo non ci sono solo persone così ma anche timorati di Dio

  7. GL mi auguro proprio che non sia così. Sicuramente senza pubblico il calcio prenderà la strada di un lento assordante declino. Io che ricordo ancora le partite viste a San Siro con mio padre e la passione che è nata proprio lì, la stessa che ho trasmesso a figli e nipoti. Senza pubblico finirà tutto. Già ora con lo spezzatino in tv vedi solo la partita dell Inter, delle altre: ho altro da fare; le prendi in considerazione solo se sei annoiato a casa. Amala…

  8. Ciao GLR, beh prima partita a SanSiro 1981 inter-ascoli primo abbonamento 1986 ultimo abbonamento 2006 poi due anni di paytv e fine. Quello che hai descritto può essere uno scenario ed è quello in cui oggi mi rivedo: uno sport per ricchi ,pensare che è nato come sport popolare, non di appassionati. Ma quando finiscono le Bandiere, quelle che hanno storia come Bergomi e Zenga a seguire ci sono i Tifosi veri, e poi arriverà “The End”

    • Speriamo di no: il fatto che tu abbia smesso di andare allo stadio per motivi tuoi non autorizza certo a credere che tutti lo faranno. Nelle ultime partite di cartello san Siro nerazzurra ha stabilito il record di incasso e da oltre dieci anni ha il record di spettatori presenti allo stadio, malgrado squadre non sempre all’altezza e prezzi esorbitanti. Ognuno tende a personalizzare la vicenda ma bandiere o calcio che fu non c’entrano proprio nulla. Qui non è un discorso personale, ma collettivo: se fanno stadi sempre più piccoli e Business Class con Suites che solo grandi aziende possono permettersi al posto dei seggiolini tradizionali è chiaro che è la globalità degli spettatori che diventa globalità di tele-spettatori
      GLR

  9. è giusto finire la stagione seppur a porte chiuse.Per vedere stadi pieni , mi sa che dovremo aspettare il 2021 e comunque con limitazioni.Ricominciamo a vedere le partite per tornare a una semi normalità, man mano si vedrà.CI sarà da aspettare per tornare a una normalità al 100% , ma ci ritorneremo e a mio avviso molto più presto di quel che si pensa.

    • SanSiro Nerazzurra ha sempre avuto il suo pubblico,però tu stesso scrivi di nuovi stadi piccoli,che vuol dire che se fai stadio da 40000 posti a fronte di una domanda di 60000 i prezzi salgono,se fai posti per “vip” che possono sborsare,riduci i posti per chi ha un semplice lavoro/studia Torino è un esempio..Ora per me come ho vissuto il calcio,il luogo dove viverlo è lo stadio se poi il futuro sarà la TV beh è un “cambiamento” c’è chi lo approverà chi come me dice no grazie: W l’Inter a SanSiro

      • Piccoli si fa per dire, intendo più piccoli di quello attuale o San Siro ristrutturato: parliamo a Milano di 60.000 posti non mi sembra poi tanto piccolo. La Juve è virtualmente da 50.000 poi d’oro per scelta hanno ridotto la capienza a 42.000
        GLR

  10. Il calcio segue un trend diffuso: sempre maggiore professionalità, specializzazione, esasperazione economica e finanziaria. È un business, e sempre più sarà orientato al profitto e non alla passione. Niente più mecenati alla Moratti, niente più bandiere, ecc. Ma ciascuno di noi, se ha testa, deve prendere il buono che c’è e capire il contesto. Io resto un tifoso della Beneamata, andrò meno a San Siro, non sentirò più tutto il calcio.., ma leggerò dell’Inter e guarderò le pagelle sulla gazza..

Lascia una risposta

Le 4 regole del commentario:
1. Siate educati: i commenti ad personam saranno ignorati
2. Scrivete in italiano, il congiuntivo non è una malattia degli occhi!
3. Non è una chat: se volete conversare tra voi, io che ci sto a fare?
4. La lunghezza del commento non può superare i 500 caratteri (spazi compresi)
Viva l’Inter!


*

 caratteri disponibili