Il Giorno – Bar dello Sport 177

Pubblicato su Il Giorno, venerdì 21 giugno 2019
Nessun rispetto per i tifosi
Vita durissima di questi tempi al Bar dello Sport. Cresciuti col bianchino in pugno e la squadra del cuore come seconda pelle in tempi romantici in cui mai Herrera avrebbe potuto allenare il Milan o Rocco l’Inter, i nostri perdigiorno nel calcio ultra-business di oggi non si raccapezzano più.
Così all’idraulico napoletano Gennaro, dopo Higuain, ora tocca pure il novello Masaniello Sarri sulla panchina della Juve, dopo tutto quello che gli ha vomitato addosso. E sull’altro fronte, anche il carrozziere Ignazio precisa di vivere Sarri in bianconero con ancora più disgusto. Sta pure peggio l’assicuratore interista Walter, militante anti-juventino dalla nascita, che ora ritrova la sua “FC Internazionale 1908 da sempre in Serie A” nelle mani di Antonio Conte, simbolo bianconero prima da giocatore e poi da allenatore, assai più del dirigente Marotta. E che dire dell’impiegato delle poste giallorosso Tiberio che ha appena visto l’ultimo imperatore romano Totti deposto come ai tempi delle invasioni barbariche? A dirla tutta, non è contento neppure il tassista milanista Gianni che dopo Mihajlovic, Fassone e Mirabelli credeva di aver messo una pietra tombale sugli interisti al Milan e invece si ritrova in panchina Marco Giampaolo che, pur non avendo mai lavorato per l’Inter, si è sempre vantato della sua fede interista sognando di diventarne l’allenatore. Insomma, l’ultimo vorticoso valzer delle panchine ha decisamente spiazzato i nostri eroi, che ora faticano a rinfacciarsi tutto il materiale provocatorio su cui dialetticamente campavano da anni. A tentare l’ultima analisi arriva come sempre col solito tatto quella sagoma dell’incartapecorito pensionato Ambrogio, memoria storica del Bar dello Sport: “Siete troppo ignoranti per capire che loro non sono sempliciotti strapelati come voi – spiega – loro sono professionisti, sempre al servizio di chi li paga meglio!”

 

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Viva l’Inter!


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