Il Giorno – Bar dello Sport 172

Pubblicato su Il Giorno, venerdì 17 maggio 2019

La Coppa dei rimpianti
Una valle di lacrime il Bar dello Sport dopo la finale di Coppa Italia vinta dalla Lazio sull’Atalanta. Qui non ci sono né laziali né atalantini, a parte il cementista di origini bergamasche Cortinovis che però si fa vedere poco qui perché, a differenza dei nostri nullafacenti, lui lavora sul serio e nel tempo che si perde qui ha già stirato chilometri di asfalto! Il più avvilito è l’impiegato delle poste romanista Tiberio, ancora sconfitto nel tradizionale torneo capitolino con la Lazio che, spendendo molto meno delle Roma, negli anni di Lotito ha già inanellato ben cinque coppe Italia, a fronte del nulla cosmico della sua Roma.
Per tutti è la Coppa dei rimpianti, perché a sentire l’assicuratore interista Walter e il tassista milanista Gianni, entrambi estromessi proprio dalla Lazio, sarebbe bastato poco per portarla a Milano. Nemmeno pervenuto nella manifestazione il Napoli dell’idraulico partenopeo Gennaro, uscito con largo anticipo per mano del Milan. Il trofeo della coccarda tricolore però è una spina nel fianco anche per il carrozziere juventino Ignazio che, eliminato proprio dall’Atalanta, si è ritrovato per il primo anno senza il solito en-plein a livello nazionale, ma la delusione in Coppa Italia è niente davanti a quella ben più devastante della Champions League persa con l’Ajax, dalla quale non si è ancora ripreso e chissà se mai si riprenderà davvero. Morale? Tutti ce l’hanno coi propri allenatori e perfino un traguardo tradizionalmente secondario come la Coppa Italia rafforza istinti sempre più distruttivi. Come non bastasse, interviene puntualmente a sproposito il sempre più intrattabile pensionato Ambrogio, memoria storica del Bar dello Sport: “L’unica coppa buona per voi è quella di vino – sogghigna – perché non siete manco tipi da champagne!”

 

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