Il Giorno – Bar dello Sport 152

Pubblicato su Il Giorno, sabato 15 dicembre 2018

Ritorno (a casa) del calcio italiano
Dopo l’ecatombe delle italiane nelle Coppe qualsiasi cosa sarebbe più allegra che stare al Bar dello Sport: il lago d’inverno, un piccolo circo di periferia, un concertino con scimmietta e organetto in periferia sotto Natale.
Dopo giornate trascorse a riempirsi la bocca con il grande ritorno del calcio italiano in Europa ci si è drammaticamente accorti che si trattava di ritorno a casa o comunque di avvilente ridimensionamento.
A casa davvero c’è tornato solo il Milan, perché Juventus e Roma sono comunque ancora in Champions League, mentre Inter e Napoli sono state ‘solo’ declassate nella piccola Europa ma alla fine, a parte l’Inter che beffardamente è stata l’unica imbattuta, tutte le altre hanno perso contro avversari meno quotati, ad eccezione del Napoli che però paga il declassamento in Europa League per avere incassato un gol evitabilissimo dalla Stella Rossa Belgrado. Al Milan invece, conti alla mano, è stata fatale la doppietta incassata a San Siro dai dopolavoristi del Dudelange (!)
Persino il carrozziere juventino Ignazio non è più così certo di portarsi a casa l’agognata Champions, visto che la sua inarrestabile Juventus in Europa ha comunque perso un terzo delle gare del suo girone, due su sei.
Piangono tutti: l’impiegato delle poste romanista Tiberio preannuncia anche il suo imminente rimpatrio, mentre l’idraulico napoletano Gennaro contava su Ancelotti soprattutto per non ritrovarsi ancora in Europa League. Brasati i due milanesi: l’assicuratore interista Walter vorrebbe cacciare anche Marotta appena insediato, mentre il tassista milanista Gianni ha addirittura perso l’uso della parola, si spera solo temporaneamente. In tutto questo, a scavare come un coltello nelle carni di ognuno giunge la puntuale mortifera sentenza dell’anzianissimo pensionato Ambrogio: “Avevate ragione – sghignazza – Il calcio italiano è proprio tornato. A casa!”

 

1 Commento su Il Giorno – Bar dello Sport 152

  1. Almeno gli inglesi hanno potuto votare la Brexit, noi no!

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Viva l’Inter!


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