Inter-Milan, day after tweet

Colpa di Pioli e dell’arbitro, giocatori innocenti o comunque incapaci di intendere e volere. Come al solito buona parte della tifoseria interista ha trovato i colpevoli del derby. Come sempre nella banalità non vi è un minimo di analisi del derby che, è bene ricordarlo, al 83°, quindi ad una manciata di minuti dal fischio finale, vedeva l’Inter in vantaggio per 2-0, ma totalmente incapace di gestire un avversario tecnicamente inferiore. Ognuno in campo, già pago di quel che aveva fatto nel primo tempo, dimenticando come si era poi effettivamente snodato.
Per me era già stato deludente il 2-2 dell’andata e ancor più per il fatto che l’Inter era stata pure costretta a riprenderlo per i capelli. Questa volta è successo l’esatto contrario, ma in mezzo ci sono diverse gare giocate con sciatteria e presunzione, tra cui quella di Crotone, vergognosamente persa e di cui questo 218° derby alla fine è stato il naturale prosieguo
Accontentiamo subito il mangia-allenatore di professione: Pioli ha chiuso già da un mese, da quando cioè dopo la raffica di vittorie e di punti si è deciso che, siccome Roma e Napoli continuavano a vincere, non va bene per l’Inter. L’ha deciso l’ambiente esterno, l’hanno perfettamente recepito con la solita puntuale professionalità i giocatori e quindi il tema non è più d’attualità. Lo diventerà nuovamente tra sei mesi, quando si deciderà che anche il suo successore, dopo qualche partita inferiore alle attese, non sarà nemmeno lui all’altezza delle aspettative dei tifosi, come gli otto, nove con Pioli, che hanno provato a far ripartire l’Inter dopo il Triplete. Pioli anche stavolta ha sbagliato le sostituzioni! D’altronde bisogna capire chi hai in panchina, perbacco! Gabigol viene invocato mica perché se ne conosce realmente il valore ma solo perché fa divertire la gente come al circo: non ce n’è uno degli aficionados che l’abbia mai visto allenarsi e si ponga la domanda vitale in ogni sport collettivo: ragazzo, giochi per te o per la tua squadra?
C’è Brozovic, ma Handanovic per fortuna come portiere viene ritenuto ancora più affidabile. C’è Banega che però se non parte titolare entra col muso, esattamente come Joao Mario nella stessa situazione. C’è Ansaldi, ma il popolo lo ha già condannato a morte ad ogni partita e allora tanto vale che spiri in panchina per la tranquillità di tutti.
E’ Pioli che non li sa gestire, ma, come ho detto, il suo tempo è finito da quando si è deciso che Roma e Napoli sono più forti di noi per colpa sua. In questo derby, nessuno che abbia rilevato per l’ennesima volta quanti palloni si sono buttati via a casaccio, a cominciare dal celebrato Miranda, con almeno tre rinvii di parastinco nel finale in bocca agli avversari. Il brasiliano, a volte pure capitano della sua Nazionale, pallida ombra di quella che fu, a lungo ci è parso Beckembauer solo perché ci eravamo drammaticamente abituati a Ranocchia come leader della difesa. Ci sarebbe anche da rilevare, come ha fatto qualche addetto ai lavori, che in una squadra incapace di ripartire non è poi così assurdo buttar dentro al 90° un contropiedista veloce come Biabiany  per provare andare a fare il terzo gol e chiuderla ed il bello è che l’occasione ghiotta  è pure capitata allo stesso Biabiany, dopo gli erroracci di Perisic e Eder. Perisic ha alternato giocate da fuoriclasse, come quella che ha portato al raddoppio di Icardi, ad errori incredibili, come il rigore in movimento sparato in mano a >Donnarumma. Eder, al di là dell’impegno che ci mette sempre, ha fallito l’assist più naturale della sua carriera per Icardi solo in area. Sul lungo recupero, Orsato ha spiegato più volte, anche in cinese, passatemi la battuta, che la partita, causa interruzioni, sarebbe durata più dei minuti annunciati ma i nostri, dopo il gol di Romagnoli, sul quale invito a riguardare lo spirito difensivo sia di Nagatomo, che ha comunque fatto il suo, sia di Miranda, si sono preoccupati più di invocare di continuo il fischio finale che di tenere palla come sanno fare anche all’oratorio. Purtroppo un’altra fotografia di quanto siano presuntosi i nostri l’ha offerta Antonio Candreva: mi spiace dirlo perché lo stimo, ma dopo il bellissimo gol del vantaggio la sua prima giocata è stata un’assurda ‘veronica’ a centrocampo che ha regalato palla al Milan. Chi non ha testa, abbia almeno gambe e cuore. Ancora una volta, il Milan ha avuto cuore più che culo come dice qualcuno, perché, come nel derby d’andata, è conscia di essere squadra assai meno attrezzata tecnicamente dell’Inter ma chi ne fa parte non ha nulla da perdere e lotta fino alla morte, anche perché probabilmente va a dormire preoccupato per il suo futuro. Paletta e compagni pensate possano vivere di ricchissimi contratti a lungo termine come i nostri? Zapata, l’autore del gol del pareggio, è un ottimo esempio dell’impegno che, al di là dei suoi limiti, bisognerebbe pretendere da ogni calciatore di qualsiasi Serie. I rossoneri ci mettono animo perché sanno di essere proletari in confronto ai nostri borghesi, che hanno molto di più, ma non il cuore che serve per giocare le partite per 95 minuti.
So di essere abbastanza solo in questa analisi, perché tratto i giocatori da professionisti multimilionari quali dovrebbero dimostrarsi e non si dimostrano.
Molto più facile tagliare sempre la testa all’allenatore di turno, al direttore sportivo, al vicepresidente Zanetti che ha comunque sempre interpretato l’Inter con uno spirito che non vedo in alcuno di quelli che oggi vanno in campo. Già perché non è lui, non è Ausilio e nemmeno Piolia dover difendere degnamente sulle situazioni da palla inattiva in cui si sono presi due gol da dilettanti allo sbaraglio.
Chi mi conosce sa che ho sempre verificato che lo scudetto si vince prima in società e spero che la nuova proprietà capisca quel  che ripeto da anni: all’Inter si è vinto solo quando si è creata una vera e propria dittatura tecnica o dirigenziale. La democrazia nel calcio è che quando si vince sono bravi i giocatori e quando si perde è sempre colpa dell’allenatore. Questo modo di pensare lasciamolo pure ai tifosi o comunque a chi sta fuori, anche perché a volte mi chiedo quanti di coloro con cui parlo abbiano mai lavorato nella loro vita, vista la pervicace idea per cui se uno fa una cazzata la responsabilità non è mai personale ma sempre del superiore.
Con risultati minimamente normali nell’ultimo mese, l’Inter sarebbe tranquilla al quinto posto. Riuscirà nell’impresa di arrivare dietro squadre molto più scarse e con calciatori in fondo incolpevoli. Niente male. Niente male davvero. L’importante è avere sempre un colpevole bell’è pronto e da noi è sempre quello che non va in campo!

1 Commento su Inter-Milan, day after tweet

  1. Concordo su tutto tranne che sull’inferiorità tecnica del Milan perchè, e mi duole dirlo, ci sono almeno 2 elementi nella rosa del Milan che hanno la capacità di saltare l’uomo anche da fermi. Candreva e Perisic saranno tatticamente ed atleticamente migliori di Suso e Deulofeu, ma è anche vero che quando la tattica salta e il fiato scarseggia, la tecnica anche di un solo singolo può aiutare a tenere il pallone qualche secondo in più (o a prendere la porta da dentro l’area di rigore).

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