La sconfitta è anche culturale

La Juve è uscita a testa altissima dal confronto col Bayern. Come del resto l’anno scorso nella finale col Barcellona. A tal punto che uno spiritosone ha scritto che le zebre bianconere son diventate giraffe.
Il problema non è il campo, dove la Juventus fa quasi sempre il suo e anche di più contro squadre molto più forti e ulteriormente fortificate da fatturati inimmaginabili per le nostre. Il problema avviene dopo, quando si cerca di capire quello che è successo. E’ vero che gli arbitri delle due sfide col Bayern hanno commesso qualche errore, ma anche i tedeschi se si mettessero lì per ore troverebbero qualcosa da rinfacciarci, e solo un provincialissimo Marotta può farsi ridere dietro dal mondo intero chiedendo tutela dagli arbitri (?) e non spiegando perché i suoi si sono mangiati il gol della qualificazione in almeno tre occasioni o perché Allegri abbia commesso l’errore di togliere l’efficacissimo Morata per Manzukic che non stava in piedi. E dal canto suo, Guardiola, anziché spiegare perché il suo Bayern abbia preso ben 4 gol, ha avuto buon gioco a prenderci per il culo dopo aver letto sui giornali italiani che la partita d’andata l’aveva arbitrata lui. Ma vi sembra possibile che in Italia ogni partita venga spiegata solo con l’arbitro? Noi giornalisti, ve lo garantisco, annusiamo l’aria e sappiamo quello che il popolo vuole dai media. Se voleste la tattica, vi garantisco che saremmo tutti già tornati a Coverciano da un bel pezzo. A voi in realtà piace coprire le magagne con il più facile dei fattori esterni: l’arbitro. Qui da noi, se la squadra del cuore vince, c’è sempre il rivale che dice che lo ha fatto grazie all’arbitro, se poi perde la sua di squadra, ha ovviamente perso per colpa dell’arbitro. Sono i talebani del tifo, di ogni colore, da abbattere senza pietà.
Solo noi italiani non sappiamo accettare che l’arbitro non è un notaio, ma un ‘giudice’ con una certa discrezionalità nelle sue decisioni, erede del latino ‘arbiter’. Tutti accettano il ruolo dell’arbitro, noi italiani no. E già so che non lo accetteremo nemmeno con la moviola in campo. Quest’anno quattro squadre hanno recentemente lasciato l’Europa: ognuna ha avuto da dire dell’arbitro. Magari con qualche ragione, ma a furia di frignare per tutto, all’estero non ci prendono più sul serio. Da qualche tempo siamo addirittura al paradosso: pur potendo contare su un designatore europeo di nazionalità italiana, Collina, ci lamentiamo ancor di più per stupide dietrologie, come se a Collina per primo non facesse comodo un calcio italiano forte in Europa. Le stronzate su Collina che sento qui, All’estero manco le pensano. Loro pensano a giocare. Così ecco che ai quarti di Champions troviamo tre squadre spagnole, due tedesche, un’inglese e una francese, oltre alla classica outsider, che quest’anno è portoghese. Per come stanno le gerarchie economiche del calcio europeo è poi tanto strano? Inglesi, spagnoli, tedeschi e il francese PSG fatturano e spendono cifre inimmaginabili per il nostro calcio. Noi viviamo per l’arbitro sempre e comunque: interisti, milanisti, juventini, italiani tutti. Io mi sento profondamente italiano nell’animo, direi un patriota, altrimenti da Ufficiale Riservista non accetterei con entusiasmo i brevi richiami in servizio, come quello di questi giorni. Ma di mestiere faccio il critico e non posso ignorare l’infima cultura calcistica italiana. Gli altri spendono, vincono e si divertono pure giocando a Natale o a Capodanno. Noi no, ma ovviamente è colpa dell’arbitro.

44 Commenti su La sconfitta è anche culturale

  1. Paolo Assandri // 17 marzo 2016 a 16:28 // Rispondi

    d’accordo, però sulla rovina del calcio per mano dell’Uefa che ha reso 5 squadre imbattibili (e per altro ognuna di queste imbattibile nel proprio campionato, Juve compresa che se non farà grossi errori vincerà dieci scudetti di fila) non ci sono dubbi. Un tempo il fatto che gli “introiti” contassero meno in proporzione rendeva lo spettacolo più avvincente, ora sono sempre le stesse. E il sempre dopo un po’ annoia. Cmq Blatter e Platini vanno in galera, per cui limpidezza è un’altra cosa.

  2. Ciao Gianluca, sono un “simpatizzante” juventino ma apprezzo molto il tuo modo di fare giornalismo e la tua professionalità. Hai ragione in Italia si parla troppo di arbitri, da quando escono le designazioni (statistiche favorevoli o contrarie) alla moviola del dopo partita.. Io uso unico mezzo in mio potere: Il telecomando. Quando si parla di arbitri o di moviola io cambio canale!! Ci sono cose più importanti nella vita! Oltre che stesso nome siamo anche coetanei. Ciao

  3. Andrea Moro // 17 marzo 2016 a 16:58 // Rispondi

    dato che siamo nel blog giusto, anche un pò colpa di Mancini 😉

  4. Grandissimo Gianluca, non aggiungo altro.

  5. Bravissimo! Sono completamente d’accordo.

  6. Marcello Roveda // 17 marzo 2016 a 17:17 // Rispondi

    Non capisco perché si debba dire che la Juve è uscita a testa alta. Fino a metà del secondo tempo avevano in mano la qualificazione, poi in meno di 40 minuti, dal 28° del secondo tempo al 5° del secondo tempo supplementare, hanno preso 4 goal. Prendere 4 goal in meno di 40 minuti, seppur contro il Bayern, si esce a testa alta? Penso che nel mondo del calcio ognuno può sovvertire la realtà a proprio piacere. Se ci si riferisce che la Juve fino a 1 minuto dalla fine era qualificata, maggiormente polli!

    • Ma infatti questo articolo è di difficile comprensione per chi fa il tifoso ‘anti’ in servizio permanente e nemmeno ha la pretesa di essere compreso da questa parte del popolo calcistico. Fosse uscita così l’Inter, saresti tu il primo a dire che è uscita a testa alta. Riguardano altra squadra ovviamente no. Proprio quello che ho scritto a proposito della cultura calcistica italiana. Di ogni colore. Questo è un pezzo di nicchia, per pochi calciofili veri. Non lo farei mai in Tv, dove volutamente si fa show, ma qui me lo posso permettere…
      GLR

      • Però questo è un peccato.
        Se anche un giornalista serio ed esperto come te può scrivere queste riflessioni solo sul suo blog e non nelle TV dove lavora vuol dire purtroppo che anche chi potrebbe cambiare le cose non ci prova nemmeno.
        Io sogno trasmissioni televisive dove si parli di calcio e non di minchiate

        • Purtroppo non sapete di cosa parlate. Se un giornale o una Tv venisse fatto secondo quella che dovrebbe essere la cultura sportiva chiude in un mese per mancanza di lettori o telespettatori e, di conseguenza, di pubblicità. Tu puoi fare il programma più bello del mondo, ma se te lo guardano in 1.000 la seconda puntata non la fai neppure. Dovere di chi fa il mio mestiere è invece interpretare i gusti della massa. Vi siete mai chiesti perché negli altri Paesi non esiste un quotidiano calcistico e in Italia ne abbiamo addirittura tre? Anche io amo le trasmissioni sulla storia ma le tv generaliste quando le fanno le mandano in onda alle 3 del mattino. In prima serata vanno Grandi Fratelli e Talent vari. Come quello che ti dice perché in tv faticano basket, hockey ed altri sport. 20.000 persone in un Palazzetto dello Sport con tutti i loro parenti non sono nulla per l’Auditel. Lo share si comincia a misurare in centinaia di migliaia. Si comincia appena…
          GLR

  7. Elena Monzani // 17 marzo 2016 a 17:37 // Rispondi

    è dura ammetterlo ma è così

  8. Niente da dire….bravo Gianluca, una disamina onesta, con un filo di vergogna…che viene leggendo i giornali e sentendo i commenti…storicamente uguali negli anni, di qualsiasi colore siano…per noi italiani la colpa è sempre degli altri, possibilmente l’arbitro…oppure che da altre parti si spendono più soldi…come se ad esempio, i portoghesi annegassero nell’oro….mai che ci si facesse una semplice domanda…perché da altre parti ci sono più soldi?

  9. È sempre colpa dell’arbitro…quando si perde!
    Ieri sera la juve ha fatto una bellissima partita fino al gol dei tedeschi…poi secondo me è affiorata la maggiore esperienza a certi livelli del Bayern.
    L’arbitro avrà anche fatto i suoi errori ma se Evra invece che fare il fenomeno avesse mandato quel pallone nel parcheggio dello stadio adesso la juve sarebbe ai quarti…con o senza torti arbitrali.

  10. d’accordissimo con te GLR… sogno uno sport in cui tutti si prendano le loro responsabilità e in cui gli arbitri siano solo uno dei tanti fattori.
    Il modello per me ideale sarebbe lo sport statunitense con NBA e NFL su tutti… credi che ci arriveremo mai???

    • Non credo…pensa che un fenomeno che ho opportunamente cestinato si è appena dichiarato sorpreso perché su questo sito a volte, al di là degli sfottò che sono il sale del calcio, si commentano gli eventi calcistici con moderazione: insomma c’è troppa spazzatura attorno a noi! Volevo mandarlo affanculo, poi ho pensato di cestinarlo sperando che vada su quell’immondezzaio di facebook dove menti eminenti con discorsi da prima elementare si insultano all’infinito per motivi calcistici e nemmeno di razza o religione. Poveri noi. No, non ci arriveremo mai.
      GLR

      • sai forse non ci arriveremo mai con i nostri mezzi dirigenti e fauna varia ma se il mondo attorno a noi ci porta in quella direzione, magari dovremo adeguarci. Prospettiva di una pochezza disarmante, se vuoi, che lascia vedere bene il livello provinciale del nostro sport e di chi ci lucra, ma se questa è l’unica soluzione pazienza.
        p.s. lo sport funziona anche da cartina al tornasole della società per cui traiamo le conclusioni ovvie sigh!!

    • Attenzione, però, a mitizzare i campionati statunitensi. D’accordo che da quelle parti l’arbitro è giustamente considerato un protagonista marginale, e mai decisivo, dell’evento ma è altrettanto vero che non esiste meritocrazia e le franchigie partecipanti sono sempre le stesse per diritto divino (anzi economico) indipendentemente dai risultati ottenuti. E quando il bacino di utenza non è soddisfacente si chiude tutto dalla sera alla mattina e ci si trasferisce da una città all’altra.

  11. Paolo Sabiu // 17 marzo 2016 a 20:22 // Rispondi

    Lo sfogo di Marotta a fine partita mi ricorda moltissimo quello di Bettega dopo la finale persa col Borussia Dortmund nel ’97, quando si lamentò affermando che la Federazione tedesca è più influente di quella italiana in ambito calcistico internazionale. Della serie: a volte ritornano…

  12. Sugli arbitri parole sacrosante. Io sono appassionato di football americano, dove ci sono 6 arbitri più un arbitro capo: ebbene solo in occasione del Superbowl, i media riportano i nomi degli arbitri. Polemiche sugli arbitraggi pressoché inesistenti (certo, forse anche grazie all’instant replay, che consente di correggere qualche errore). Oggi tutti i media hanno dato i nomi degli arbitri del WE, e ci sono già le statistiche; come diceva Totò “ma fatemi il piacere!”

  13. Complimenti per la tua disamina, ma si parla di Juve quindi la sconfitta è SOLO culturale. Lo slogan Juve è “vincere ad ogni e costo e con ogni mezzo”, che funziona benissimo in Italia, dove NON esiste la cultura del merito, e infatti nel rapporto partecipazioni/vittorie la Juve domina col 37%, seguita da Inter 21% e Milan 22%. In Europa invece nel rapporto partecipazioni CoppaCampioni/Champions e vittorie ottenute i numeri parlano chiaro:Milan 25% Inter 15,8% Juve 6,9%.

    • Ridurre tutto alle sole 2 Coppe dei Campioni conquistate è sbagliato. Oltre a quelle, infatti, la Juventus è stata la prima squadra in assoluto a mettere in bacheca TUTTE le Coppe Europee e ha perso 8 finali (6 di Coppa dei Campioni, 1 di Coppa Uefa e 1 di Coppa delle Fiere). Segno che comunque anche in Europa è competitiva eccome!

  14. Ciao Gian Luca,analisi perfetta…quello che mi stupisce nelle parole di Marotta…”il calcio italiano deve essere tutelato”…ma che frase è? Va bene solo sentirla nel Padrino…
    Fosse stata l’Inter ieri al posto della Juve forse ne avremmo sentite di peggio. Purtroppo la Juve ha perso per i propri errori…e il gol annullato era sul 1-0…non determinate considerato che poi hanno fatto il secondo…

  15. Minuto 91: se Evra avesse tirato la palla in tribuna, la partita sarebbe finita 2 a 1 e juve ai quarti. Stop. Partita decisa da questo errore, altroché arbitro, Collina e moviola in campo….

  16. Mah, se fosse stata l’Inter a uscire così, sai le critiche, altro che polli, non va mai bene niente nemmeno quando vinci 3 a 0. Marotta si vada a rivedere Barcellona Inter, 28.04.2010 SEMIFINALE di CL e l’arbitraggio del belga De Bleeckere. Alla fine andammo in finale noi. Con questo voglio dire che se meriti vinci nonostante tutto e quindi, anche l’arbitro. La Juve ha giocato benissimo segnando due bellissimi gol, poteva segnarne altri ma non l’ha fatto e concordo in pieno con i cambi sbagliati.

  17. Luca Salvarani // 18 marzo 2016 a 04:00 // Rispondi

    Da juventino invece ti dico: io accetto la sconfitta! sono dispiaciuto per COME è maturata e sono stra-orgoglioso di squadra e società!
    Non imputo la sconfitta all’arbitro ma credo che a fronte di 2 performances disastrose sia legittimo farlo presente! Questo almeno devi concedercelo!
    Credo che il 90% degli juventini la pensi cosi! Parliamo tanto dell’arbitro solo perchè siamo arcistufi di tutti gli insulti e illazioni in materia che riceviamo ogni domenica per oscurare i meriti sul campo!

    • Ma, per carità, io concedo tutto, ma per indole non seguo il 90% di questo o di quello e ho le mie idee. E quasi sempre, dico quasi sempre, l’arbitro viene dopo le tue mancanze. Tue intese nel senso più generale possibile. Ognuno poi è bravissimno a oscurare i meriti altrui.
      GLR

  18. Mia figlia vive da 8 anni fra Irlanda e Inghilterra. Durate o miei frequenti viaggi per incontrarla mi sono appassionato al rugby. Ecco tutti i nostri addetti ai lavori calcistici imparare la lealtà la sportività e il rispetto per avversario e arbitro che pervade questo bellissimo sport. Si gioca senza manfrine e lamenti e alla fine chi vince é il migliore. Siamo anche in altre nazioni!! Mio genero grande tifoso United non l’ho mai sentito nominare nel bene e nel male l’arbitro. Altra cultura.

    • Non a caso c’è chi ha detto che il rugby è uno sport da delinquenti giocato da gentiluomini e il calcio uno sport da gentiluomini giocato da delinquenti.
      GLR

  19. Io resto convinto che la tattica abbia ucciso il nostro calcio. Il “primo non prenderle” ha creato un enorme paradosso: è verissimo che il nostro campionato è il più difficile al mondo, ma semplicemente perchè non si gioca a calcio. E ciò ci penalizza in Europa, in partite da dentro o fuori, dove spesso, nella logica del vediamo che segna più goal, vince chi sa giocare, chi sa attaccare, chi sa far girare la palla di prima. Tutti concetti lontani mille miglia dalla nostra mentalità.

  20. Una delle tue più perfette recensioni, manca solo la considerazione che una società,non la squadra, come la Juventus non può coprirsi di ridicolo davanti al mondo calcistico come sono riusciti a fare i suoi top manager con le loro dichiarazioni (escluso Allegri, complimenti)

    • Di ridicolo si coprirono anche l’Inter a Valencia con una rissa a fine-gara e il Milan a Marsiglia con la storia dei lampioni. Giusto per far capire per l’ennesima volta che questo non è un pezzo per tifosi e non avevo la presunzione che fosse capito da molti.
      GLR

  21. Sono assolutamente d’accordo con te, ma questa mentalità tipica italica deriva da anni di sudditanza psicologica nonché reali e giuridicamente ben definite decisioni favorevoli sempre verso la solita squadra.

    • Torno a dire che questo non è un pezzo commentabile da tifosi di questa o quella squadra. E’ un discorso generale. Dire che è colpa di questo o di quello vuol dire non capire che tutti, ma proprio tutti, i tifosi sono uguali nel mancato riconoscimento dei meriti altrui.
      GLR

  22. Complimenti per i suoi commenti sempre ineccepibili. Churchill diceva: gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come fossero partite di calcio. Io credo che per cambiare mentalità tutti dovremmo fare la nostra parte. I tifosi, gli addetti ai lavori e anche i giornalisti non possono esimersi. Creare discussioni fa vendere ed è rischioso cambiare. Forse spingere sul racconto dell’evento, anziché sulle polemiche potrebbe aiutare questo cambiamento. Amala.

  23. Meno male che ce la Juve che una volta all’anno mi fa sentire felice

  24. mario colonia // 18 marzo 2016 a 21:54 // Rispondi

    Dopo il 2002 i tedeschi dissero che bisognava ricominciare dai settori
    giovanili e lo fecero organizzandosi diversamente infatti sfornano giovani. noi siamo un paese ingessato e vecchio e vecchi sono i vertici del calcio e non solo in Tavecchio. la crisi in europa e’ acuita dalla crisi del calcio (città con piu coppe) milanese dato che i 2 presidenti mecenati sono invecchiati e sazi di vittorie.
    Moratti ha cercato di portare uno con idee diverse ma e’difficile per thohir agire nel sistema italia.

  25. Analisi perfetta. Tutti parlano della crisi del calcio italiano ma il primo passo per uscirne sarebbe analizzare i problemi senza tirare in mezzo i colori delle squadre: succede sugli arbitri, sullo stadio di proprietà, addirittura sui cori beceri…ma dove vogliamo andare? Da juventino le mie rivali sono l’INTER e il MILAN. Altro che storpiature

  26. Si può dire tutto quello che si vuole, su quell’arbitraggio, ma la gara l’abbiamo persa noi. Se Evrá al minuto 91 avesse rinviato il pallone in curva parleremmo d’altro, facile…Questo è il bello del calcio. Amen
    Juventino

  27. Pierluigi Pozzessere // 19 marzo 2016 a 14:04 // Rispondi

    Sono d’accordo con lei. Voi giornalisti cavalcate quello che la gente vuol sentire dire e lei ha cavalcato la gioia di tutti gli anti juventini nel sottolineare le parole del maestro Guardiola ma nessuno ha avuto il coraggio e la critica di chiedergli delle sue dichiarazioni su Ovrebo o sul pareggio col Milan per la mancata ammonizione di Antonini. Forse i giornalisti sportivi italiani hanno goduto più dei tifosi da bar…..

  28. Pienamente d’accordo con te, aggiungo il fatto che per andare a prendersela con l’arbitro in Italia anticipiamo le partite al venrdi quando gli altri giocano regolarmente il sabato o la domenica. Oppure facciamo i posticipi al lunedì per l’europa legue e poi si perde in casa con lo sparta o si mandano le riserve a giocare…questa è l’italia, dove il ct della nazionale e’ condannato per combine di partite…

  29. Bel post condiviso appieno sugli arbitri. Il vittimismo e’ poi un boomerang. All’Inter, dopo le varie polemiche con la classe arbitrale, si sono visti giocatori/allenatore isterici…e spesso perdenti.

  30. Sono d’accordo con te sull’assenza di cultura sportiva in Italia, ma non sono d’accordo sul fatturato. Ai quarti di finale di coppa campioni ci sono 3 squadre che hanno un fatturato inferiore a quello del Milan, e inferiore o sostanzialmente uguale a quello dell’inter. Quindi i problemi sono anche di altro tipo.

    • Io parlo di Albo d’Oro: e più che il fatturato, conta quello che si spende: alla fine è più facile che vinca un club che spende 100 milioni tutti gli anni e non una volta ogni quattro o cinque. La Champions è diventata una competizione per ricchi. L’ultima finale a sorpresa è stata Porto-Monaco nel 2004 e tra l’altro non sono nemmeno club poco danarosi.
      GLR

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