Inter Nos 11

Pubblicato su San Siro Calcio sabato 16 aprile 2016

Inter, oggi e domani
Come in ogni piega della vita, anche per l’Inter c’è un oggi, più o meno certo, e un domani, più che mai incerto.
Cominciamo dall’oggi.
Già durante le recenti vacanze pasquali, complice la sosta di campionato, il mercato l’ha fatta come al solito da padrone e i tifosi interisti non avranno potuto fare a meno di notare che, a parole, gli stanno per vendere mezza rosa. Su siti e giornali ‘specializzati’ nel mercato, Icardi, Brozovic, Perisic, Miranda, Murillo, Handanovic, oltre ovviamente ai non riscattati Ljajic e Telles e all’escluso di lusso Jovetic sono in partenza. E con loro persino il 34enne Palacio. Via tutti, insomma. Tutti appetiti da altre squadre. Fosse vero ad Appiano resterebbero in quattro gatti. In realtà, le cose stanno molto diversamente. Thohir lo ha detto in tutte le lingue del mondo: il suo progetto continua ad essere su cinque anni e immaginarsi che getti la spugna dopo poco di più due è francamente azzardato. Certamente i problemi finanziari restano, così come la volontà di cercare altri partners finanziari attraverso Goldman Sachs. In prima fila, ora sembrano esserci i cinesi del gruppo Suning Commerce, colosso nel campo dei elettrodomestici e proprietario del Jiangsu, che sarebbero pronti, il condizionale in queste operazioni è d’obbligo, ad acquistare il 20 per cento del club per 60 milioni. L’idea sarebbe quella di acquisire un 16% da Thohir (che scenderebbe così al 54,5% delle quote) e un 6% da Moratti che vedrebbe la sua partecipazione calare al 23,5%. Per concretizzare il passaggio azionario prima dell’estate così da avere le giuste risorse per affrontare il mercato estivo e per iniettare un po’ di liquidità in una cassa che necessita di fondi serve un CdA straordinario. Vedremo a breve.
In ogni caso per il momento Massimo Moratti non tornerà al timone della società. Al momento il Presidente del Triplete e dei 16 trofei in 18 anni sta bene così.
Intanto è stata rinnovata la sponsorizzazione con Pirelli. L’intesa con Marco Tronchetti Provera è a lungo termine: durerà 5 anni e comprenderà una componente fissa ed una variabile in base ai risultati sportivi raggiunti. L’accordo è stato chiuso sulla base di 9 milioni all’anno più bonus per una cifra complessiva di 45 milioni di euro, che potrebbero anche raddoppiare se l’Inter conseguisse nuovi successi europei, ma visti i tempi, meglio volare bassi. Il brand Pirelli campeggia comunque sulle maglie nerazzurre da 20 stagioni, un vero e proprio record, destinato ora a raggiungere il quarto di secolo: una delle più lunghe relazioni di sponsorizzazione nella storia del calcio.
Ma torniamo ai tanti giocatori interisti che sembrano in predicato di essere ceduti. La prima considerazione è che forse la rosa dell’Inter non è così scarsa come molti sono portati a credere. In fondo, se altrove ne vogliono parecchi, forse Roberto Mancini i giocatori sa sceglierseli bene, meglio di quanto sappia allenarli, dicono i suoi detrattori.
In realtà quelli che potrebbero davvero partire davanti ad offerte importanti sono Icardi, Murillo e Brozovic.
Un discorso a parte merita Handanovic, che da tempo ambisce a giocare almeno una stagione in Champions League e se non dovesse riuscire a farlo con in nerazzurri, potrebbe chiedere di essere ceduto, ma il recente rinnovo contrattuale mette comunque l’Inter al riparo da sorprese. In ogni caso, giusto per giocare d’anticipo, sono stati fatti un paio di sondaggi informali con Sportiello dell’Atalanta e con Perin del Genoa che, però nel frattempo si è infortunato.
In difesa potrebbe partire Murillo, sempre davanti alla possibilità di realizzare una sensibile plusvalenza rispetto ai 9 milioni spesi per acquistarlo, ma non Miranda, attorno al quale l’Inter sembra voler costruire il proprio futuro, se davvero non si riuscisse a trattenere Icardi.
A centrocampo, dove l’Inter si è già mossa in anticipo acquistando dal Siviglia Ever Banega e bloccando ben al di là di un opzione Roberto Soriano dalla Sampdoria, potrebbe partire Marcelo Brozovic, che da tempo piace molto in Inghilterra. Anche qui vale il solito discorso sulla plusvalenza, tenendo presente che il croato è costato poco più di 8 milioni.
Il grande incasso l’Inter potrebbe farlo in attacco se cedesse Mauro Icardi davanti ad una proposta minima superiore ai 30 milioni, ben più del doppio dei 12 milioni in due tranches spesi per acquistarlo.
Intanto si sta provando ad aprire un discorso con la Lazio per avere Candreva, offrendo anche Ranocchia, ma trattare con Lotito è sempre dura.
Alcuni di questi movimenti in uscita, la gran parte, potrebbero essere bloccati sul nascere se l’Inter dovesse riprendersi un posto in Champions League in extremis, ma meglio non farsi illusioni. Mancano sei partite e, dopo l’occasione persa a San Siro col Torino, il distacco dalla Roma resta importante. Peccato, perché in caso di arrivo a pari punti coi giallorossi al terzo posto, in Champions ci sarebbe andata l’Inter.
Per tornare davvero in gioco dovrebbe essere molto positivo il weekend dal 23 al 25 aprile quando in tre giorni si giocheranno Fiorentina-Juventus, Roma-Napoli e Inter-Udinese a San Siro: in tal caso comincerebbe un altro campionato nelle ultime tre giornate, con la classica ansia collettiva di fine torneo. Difficile comunque sbilanciarsi in tabelle, un po’ perché l’Inter dopo i due mesi terribili di gennaio e febbraio ha smesso di essere padrona del proprio destino. La squadra continua a viaggiare a rendimento alterno, ha perso col Torino e ha vinto a Frosinone, ma continua a dare la sensazione di non essere matura: ora vediamo che succede col Napoli a San Siro, squadra di caratura superiore ai nerazzurri. In ogni caso, meglio cominciare a pensare ad un’Europa League da protagonisti. Al momento per migliorare il ranking e prendere qualche soldino extra non c’è altra via.

 

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