Argentina: le origini del calcio

di Andrea Ciprandi da http://andreaciprandi.wordpress.com/,
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Contrariamente a quanto si pensi, il calcio in Argentina e in particolare a Buenos Aires non fu portato dagli italiani bensì dai britannici.
La Boca. E con essa gli italiani in gran parte genovesi che hanno iniziato a viverci fin dalla seconda metà dell’Ottocento, col loro indiscutibile ruolo nel popolamento e conseguente sviluppo di Buenos Aires tanto quanto altri italiani in altre zone dell’Argentina. Partendo da questi presupposti, in Italia si è diffusa l’opinione che altrettanta importanza questi abbiano avuto nell’introduzione del calcio nel paese. Le cose, però, non andarono così.
La prima partita disputata nel paese data 20 giugno 1867, appena tre anni e mezzo dopo la fondazione della Football Association in Inghilterra, e si giocò a Buenos Aires dove oggi sorge il Planetario, attuale quartiere centrale di Palermo ma allora periferia nord della città. Ad attestarlo è una lapide ivi posta in cui si menzionano alcuni immigrati britannici, fra i quali spiccavano i fratelli Hogg, che giusto il mese precedente avevano fondato la prima istituzione di tutto il Sud America dedicata al calcio vale a dire il Buenos Aires Football Club.
L’attività calcistica nella capitale argentina e dintorni (soprattutto quelli meridionali dove sorgeva la maggior parte delle aziende gestite da britannici) divenne sempre più popolare, tanto che fra il 1891 e il 1893 venne prima fondata e poi direttamente riformata addirittura una lega, l’Argentine Association Football League. Promotore e di fatto vero artefice dello sviluppo di questo sport non solo a Buenos Aires ma in tutto il paese fu ancora una volta un britannico, lo scozzese Sir Alex Watson Hutton. Fra i maggiori club degli albori, l’English High School, il poderoso Lomas Athletic e il Quilmes Rovers da cui discende il Quilmes Athletic Club che oggi milita in prima divisione. Questo nella provincia di Buenos Aires, mentre in quella per esempio di Santa Fe s’imponevano Rosario Athletic Club e Rosario Central a cui sarebbe seguito il Newell’s Old Boys, per restare ai più noti, anch’essi fondati da britannici. Tanto quanto, ed esattamente come, dall’altra parta del Rio de La Plata, in Uruguay, altri britannici ancora, sempre loro, dagli anni Sessanta ai Novanta avevano fondato fra le tante istituzioni dedite più o meno esclusivamente al pallone il Montevideo Cricket Club, il Montevideo Rowing Club, l’Albion Football Club e il Central Uruguay Railway Cricket Club poi Peñarol.
Ancora per qualche tempo questa disciplina rimase riservata agli studenti dei collegi britannici, gli unici in grado di sopportare le spese che richiedeva e con tempo sufficiente per praticarla. Si può quindi affermare che le origini britanniche riguardano tutti i primi club del paese, non potendosi considerare un’eccezione nemmeno il Gimnasia y Esgrima La Plata perché pur fondato già nel 1887 come polisportiva iniziò a dedicarsi al calcio solo a inizio Novecento. Oltre al citato Quilmes, fra le squadre fondate a quei tempi e che continuano a essere affiliate all’AFA va poi ricordato anche il Banfield che dal cricket passò a dedicarsi pure al calcio già prima della fine del secolo, essendo poi la volta del Belgrano Athletic ma soprattutto del leggendario Alumni, nato da quel famoso English High School e capace di vincere dieci titoli nazionali fra il 1900 e il 1911.

E’ solo in chiusura del secolo XIX e apertura del XX che fecero la loro comparsa alcuni club costituiti da nativi argentini discendenti da altri ceppi, essendo il primo di tutti l’attuale Estudiantes di Buenos Aires, ma in questo come in altri casi a venire va comunque registrato l’apporto numerico di soci, benché magari non fondatori, anche e ancora di sudditi della regina Vittoria, per cui più corretto sarebbe parlare di squadre non più interamente britanniche. Seconda istituzione ‘criolla’ a nascere fu l’Argentinos de Quilmes, a cui da lì a poco, essendosi ormai il gioco del pallone diffuso ben oltre i cancelli dei collegi, si sarebbero sommati i due attuali giganti: River Plate (1904 più probabilmente che 1901) e Boca Juniors (1905), entrambi originari del quartiere della Boca, su iniziativa questa volta, finalmente, di discendenti italiani ma comunque non necessariamente genovesi come in tanti continuano a sostenere.
Il primo club non britannico a raccogliere grandi successi, prima che Xeneizes e Millonarios pur nel corso di lunghi decenni arrivassero a imporre quella certa qual supremazia che oggi gli è riconosciuta, fu però il Racing. Fondato nel 1903 ad Avellaneda, sobborgo che ai tempi si chiamava ancora Barracas al Sud, fra il 1913 e il ’19 seppe vincere sette campionati consecutivi stabilendo un record ancora ineguagliato in Argentina e degno di quello precedentemente ottenuto dal britannico Alumni.
Nel complesso, quindi, è solo a partire dal primo decennio del Novecento quindi trent’anni abbondanti dopo l’avvento del calcio nel paese che fiorirono club fondati da gente del posto di origine anche, in maggioranza, spagnola e italiana. Fra essi, oltre ai tre già citati e sempre in ordine cronologico di fondazione, spiccano per notorietà anche Argentinos Juniors, Independiente, il Chacarita Juniors in cui avrebbe militato quel Renato Cesarini da cui l’omonima ‘zona’, San Lorenzo, Huracán e Vélez Sarsfield – dovendosi a tutti nel complesso e con l’ovvio apporto anche di molti altri l’impulso da cui sarebbe nato un vero e proprio stile detto appunto ‘criollo’, espressione delle masse e non più di una élite, che finì per soppiantare l’impronta iniziale che invece fu britannica.

Fonti prinicipali: pubblicazioni di Esteban Bekerman, Diego Estévez e Alejandro Fabbri.

 

 

 

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