Inter a rapporto dall’Uefa

Questa mattina l’Inter è stata a rapporto dall’Uefa a Nyon in Svizzera per spiegare al Club Financial Control Panel perché negli ultimi tre anni ha speso più di quanto ha incassato.
L’obiettivo, dopo le spiegazioni del CEO Michael Bolingbroke resta quello di evitare il cosiddetto ‘warning’.
Il Presidente Uefa Michel Platini aveva annunciato il 25 settembre scorso di aver aperto una procedura a carico di sette club: Basilea, Krasnodar, Liverpool, Monaco, Sporting Lisbona, Roma e Inter per il mancato rispetto delle regole del fair-play finanziario, imputando loro il fatto di aver speso nell’ultimo triennio più di quanto ricavato.
Considerando il pareggio di bilancio come obiettivo, la stima del rosso finale dell’Inter si dovrebbe attestare sui 180 milioni, grazie allo sconto deciso dall’Uefa della cinquantina di milioni che il club nerazzurro ha meritoriamente investito nel suo settore giovanile.
Quella incontrata dall’Inter, che ha presentato i suoi bilanci dell’ultimo triennio, era una commissione inquirente, presieduta dall’italiano Umberto Lago e composta da 6 membri di diverse nazionalità. Toccherà poi alla Commissione giudicante pronunciarsi tra alcuni mesi, presumibilmente tra febbraio e marzo.
Thohir e Bolingbroke hanno illustrato nel dettaglio la strategia del club, evidenziando i traguardi già raggiunti, come la riduzione dei costi, a partire dagli ingaggi scesi da 180 a 69 mlioni di euro in tre anni e quelli da raggiungere, come l’espansione mondiale del marchio attraverso nuovi sponsor e l’ulteriore rafforzamento del settore giovanile, oltre all’ennesimo tentativo  di ristrutturazione dello stadio. Il piano quinquennale di Thohir, che aveva già trovato il consenso e il finanziamento di Istituti di Credito Internazionali, è stato apprezzato anche dall’Uefa, che ora studierà le carte e tra qualche tempo richiamerà l’Inter, insieme alle altre società ascoltate, per comunicare la propria decisione. Potrebbe trattarsi di un ammonimento scritto, eventualmente accompagnato da una sanzione che, se accettata, chiuderà di fatto il contenzioso.
La sanzione potrebbe essere una trattenuta sui premi Uefa, la riduzione della rosea per la successiva manifestazione europea o qualche vincolo alle spese per il mercato e non verrà comunque applicata prima della stagione 2015-16. I precedenti per violazione del fair play finanziario non mancano. Finora sono stati 9 i club già puniti dall’Uefa a diverso titolo: su tutti il Paris Saint-Germain ed il Manchester City, entrambi multati di 60 milioni, 40 dei quali recuperabili una volta rientrati nelle regole, insieme alla possibilità di inserire solo 21 giocatori, invece dei 25 previsti, nella lista per le Coppe Europee.

 

 

8 Commenti su Inter a rapporto dall’Uefa

  1. Dopo aver letto delle sanzioni che rischiamo mi sento più tranquillo. Ce le stiamo già autoinfliggendo:
    – Trattenute sui premi Uefa? Siamo sulla buona strada per non andarci del tutto in Europa.
    – Riduzione della rosa a 21 giocatori? Per quelli che abbiamo sai che perdita. Avercene 11 decenti.
    – Vincoli alle spese per il mercato? Visti gli ultimi mercati, non è detto sia un male.

  2. Sicuro i nostri sperano in qualche vincolo alle spese per il mercato.
    Mentre ci potrebbe essere qualche sollievo per noi tifosi con la limitazione della rosa nelle competizioni europee evitando così di vedere in campo certi soggetti. 😉

  3. Paolo Sabiu // 8 novembre 2014 a 15:19 // Rispondi

    Questo FPF è stato concepito veramente male: solo i club economicamente più potenti hanno la possibilità di rafforzarsi e di rimanere competitivi a livello euro-mondiale, mentre gli altri, costretti a non sgarrare per non incorrere in sanzioni che appesantirebbero ancor più la situazione, resteranno a fare da sparring partners. Unica speranza: l’exploit, frutto soltanto di qualche combinazione fortunata.
    In sostanza, siamo diventati dei ‘poveracci’, e chissà ancora per quanto rimarremo tali!

    • L’UEFA dovrebbe almeno ripartire in modo più equilibrato i premi economici tra Champions ed Europa League altrimenti i grandissimi club che hanno già mega introiti extra diventeranno sempre più imbattibili. Ricordiamo che questa regola del FPF è nota sull’onda dell’indignazione per gli acquisti di giocatori fatti dai vari Real Madrid, Barcellona and company. Acquisti per centinaia di milioni di euro, che avvengono ancora, alla faccia di Platini e del suo FPF

  4. Fabio Primo // 8 novembre 2014 a 18:02 // Rispondi

    Anche se l’Uefa ci bloccasse i prossimi mercati di gennaio e luglio non credo cambi granché per l’Inter, viste le cifre che metterà a disposizione la proprietà per l’acquisto di nuovi giocatori.

  5. Marco Ferrara // 9 novembre 2014 a 01:47 // Rispondi

    Continuo a non capire come Thohir voglia espandere il marchio attirando sponsor con una squadra così mediocre. Trovo poi assurda la trattenuta sui premi; una società in difficoltà fa di tutto per sistemare i conti e la Uefa mette i bastoni tra le ruote?

  6. io concettualmente sono contrario a questa regola: le società di calcio sono delle aziende come le altre; se i proprietari adempiono agli obbglighi imposti dalle varie federazioni per le iscrizioni ai campionati (pagamento degli stipendi, dei fornitori etc) non vedo perchè non possano investire i loro capitali anche perdendoci del proprio. Se trovano chi gli fa credito buon per loro. Nel momento in cui non riescono più a sostenere i costi l’azienda fallisce, come succede per qualsiasi società.

  7. Regola idiota fatta da idioti.. ottima solo per mantenere le posizioni di rendita di alcuni.. PS. L’indonesiano può anche avere abbattuto gli ingaggi, ma come pensa di aumentare i ricavi che – sorpresona – se non fai la Champions e il brand non va in giro, crollano? Il Chievo ha 8 milioni di monte ingaggi.. puntiamo a quello?

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