Gli argentini nel mondo

di Andrea Ciprandi da http://andreaciprandi.wordpress.com e da http://pilloleargentine.wordpress.com/

I Mondiali sono alle porte e come sempre l’Argentina è data tra le favorite. In attesa di scoprire come andrà, è certo che i suoi campioni stanno facendo benissimo in Europa: in 5 dei 6 campionati maggiori hanno infatti dato o stanno dando un contributo imprescindibile nella conquista di titoli nazionali e internazionali, essendo la Germania l’unica eccezione.

In Inghilterra ha vinto il Manchester City. Con un’impronta sudamericana evidente, considerato anche che in panchina siede il cileno Pellegrini, le prestazioni impeccabili di Zabaleta e Demichelis in difesa e i gol di Agüero sono risultati determinanti. L’ex Independiente, al secondo titolo in tre anni coi Citizens, nonostante sia stato martoriato degli infortuni in Premier ha comunque segnato 17 reti di cui alcune cruciali: contro Evrton, WBA e Southampton, tutte valse punti in vittorie di misura o in cui è andato a segno soltanto lui. Zabaleta, poi, anch’egli al secondo titolo sulla sponda biancoceleste di Manchester, è stato il giocatore con più presenze stagionali (35) mentre il ‘Micho’, arrivato dal Bayern, ha fatto centro alla prima occasione essendosi trasformato in una pedina fondamentale: è sesto nella graduatoria di chi ha giocato di più.
In Spagna non si sa ancora chi sarà campione, ma a disputarsi il titolo incontrandosi peraltro all’ultima giornata saranno Barcellona e Atlético. Va innanzitutto sottolineato come entrambe siano allenate da argentini: Martino e Simeone. Nei catalani, quindi, è superfluo ricordare l’importanza di Messi e Mascherano. Il primo è secondo nella classifica del Pichichi dietro solo a Cristiano Ronaldo (e chissà come sarebbe andata se non fosse stato furori tanto tempo) e si è fregiato nella stagione in corso del record di massimo realizzatore della storia nei confronti diretti fra ‘merengues’ e ‘blaugrana’; il secondo invece continua a essere il vero jolly della squadra potendosi disimpegnare indifferentemente da centrale difensivo o centrocampista di contenimento a seconda delle necessità. Nell’Atlético, intanto, il ‘Principito’ Sosa ha saputo farsi immediatamente spazio a centrocampo nonostante la grande concorrenza, come dire che l’esperienza deludente al Napoli è ormai solo un lontano ricordo.
In Francia il PSG ha certamente beneficiato dell’assenza di Falcao negli ultimi mesi, in conseguenza di cui il Monaco ha rallentato. E’ però innegabile che i mezzi a sua disposizione ne giustificano ampiamente il successo, con Lavezzi e Pastore che sono stati protagonisti. E una nota positiva riguarda proprio il recupero dell’ex Palermo, tornato sui livelli che un paio di anni fa ne avevano fatto l’oggetto del desiderio dei migliori club al mondo.
In Italia ha brillato Tévez, al momento terzo miglior cannoniere del campionato e vero salvagente della squadra nei momenti in cui fra centrocampo e attacco non si trovava il giusto collante. E’ mancato soltanto in Europa, dove ha segnato un unico gol dopo tantissimi mesi di astinenza (partendo da quando era ancora al City).

In Europa, a proposito, la Juve è stata eliminata dal Benfica fresco campione del Portogallo. E nelle ‘Aquile’ gli argentini sono davvero tanti. Garay è un pilastro della difesa mentre Pérez e Gaitán sono i referenti del centrocampo, con Salvio che non lo è ancora solo perché più giovane. A dover esplodere è invece Rogelio Funes Mori, che prelevato dal River Plate si sta facendo le ossa nella squadra B. Occhio, l’apporto ‘argento’ alla causa potrebbe fruttare anche il più agognato trionfo di tutti, uno nuovo internazionale (l’Europa League) dopo 54 anni.
Perché il Benfica festeggi in Europa dovrà però sbarazzarsi del Siviglia, per cui giocano Pareja e Fazio che per quanto affermatisi nel vecchio continente hanno comunque mosso i primi passi rispettivamente nell’Argentinos e nel Ferrocarril Oeste – due società mediamente in disgrazia ma che per anni sono state un vanto dell’Argentina. E non fosse stato per il gol di M’Bia all’ultimo respiro, in semifinale, contro i portoghesi avrebbe giocato invece il Valencia, tradizionalmente argentina al punto che negli anni scorsi è stata definita la squadra ‘Che’. Pur contando su meno argentini che negli anni d’oro di Benitez e Cuper, è comunque allenato da Pizzi, che ha passaporto spagnolo ma è argentino di nascita, il suo d.t. è Ayala, in campo può schierare Cartabia e Pablo Piatti ed è ancora proprietario del cartellino di Banega (in prestito fino a giugno al Newell’s) e del 50% di quello di Gago (che è al Boca). Proprio in questi giorni, poi, ha acquistato dal Racing di Avellaneda il trequartista che forse, in prospettiva, diventerà più forte di tutti: Rodrigo De Paul, di appena 19 anni.

Per concludere, impossibile non ricordare che nella finale di Champions si affronteranno Atlético e Real Madrid. Dei ‘Colchoneros’ già si è detto. Resta quindi da ricordare l’argentino dei ‘Blancos’, Di Maria: c’è solo lui, ma la sua classe è cristallina e in questa rassegna merita di comparire avendo già dato il suo apporto a un successo stagionale: quello nell’ultima Copa del Rey.
Va da sé che i presupposti ci sono tutti perché tanti campioni dopo che in Europa tornino a vincere nel loro Sud America, a luglio.

 

 

 

 

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