Inter Nos 9

Pubblicato su San Siro Calcio, domenica 21 dicembre 2014

INTER, VIETATO SBAGLIARE – Domenica scorsa l’Inter è finalmente tornata a vincere col Chievo dopo un digiuno che durava dal 19 ottobre, 47 giorni e 5 partite. Il 2-0 di Verona, frutto della solita partita di alti e bassi non ha però ancora spazzato via i dubbi sulla tenuta dell’Inter di Roberto Mancini. La classifica è migliorata solo apparentemente, ma per tornare tra le pretendenti almeno per un posto in Europa League, è vitale aggiudicarsi i tre punti con la Lazio a San Siro nell’ultima partita del 2014. La Lazio, tra l’altro, è certamente una concorrente diretta per l’Europa. Mancini continua ad avere buone sensazioni e fidarsi di lui, ancor prima di questa squadra, al punto in cui siamo arrivati, è doveroso.
A Verona comunque alcuni singoli sono sembrati più in palla, a cominciare dal capitano Andrea Ranocchia, al quale si chiede di essere puntuale in chiusura come a volte riesce ad esserlo in certe situazioni offensive. Meglio del solito anche Kovacic, al di là del gol e Mauro Icardi, finalmente più disponibile a mettersi al servizio del collettivo. Tra gli esterni Danilo D’Ambrosio sembra potersi finalmente proporre per una maglia da titolare. Continua invece a girare a vuoto Fredy Guarin, sul quale è già partito l’ennesimo chiacchiericcio di mercato.
Prima della fine dell’anno il direttore tecnico Piero Ausilio tornerà a sedersi al tavolo col colombiano e il suo manager, perché urge guardarsi negli occhi una volta per tutte.
Se dovessero riproporsi le sirene inglesi e spagnole, udite sempre più timidamente nelle scorse sessioni di mercato, l’Inter potrebbe valutare col giocatore un’exit-strategy definitiva. Da parte nerazzurra la valutazione del centrocampista resta quella di sempre, sui 15 milioni di euro, ma ultimamente per come ha giocato, è onestamente difficile chiederli. Tanto più che chi si è fatto vivo in passato a volte è stato comunque respinto dallo stesso giocatore. L’unica soluzione sarebbe
un prestito oneroso con obbligo di riscatto, sempre che Guarin, come ha già fatto altre volte, non decida di mettersi di traverso. E’ comunque sempre difficile parlare dei singoli in una squadra che solo a tratti riesce ad essere tale. Vincere però aiuta a vincere, come ama ripetere il Mancio, e adesso, fermata l’emorragia di punti, bisogna definitivamente uscire dalla convalescenza.
Alla 15ª giornata l’Inter resta francamente al di sotto delle attese, sei scalini sotto il terzo posto, quattro sotto l’ultimo posto utile per sperare nell’Europa League. Mancini, che a Verona ha trovato il primo successo in campionato della sua seconda vita interista, sa bene che per un deciso cambio di marcia serve un mercato invernale azzeccato e a proposito di consigli per gli acquisti il nome di Balotelli non incontra il favore della stragrande maggioranza dei tifosi, Curva Nord compresa, ma di questo parliamo in altra parte del giornale.
Intanto si è svolto il sorteggio per i sedicesimi di Europa League in programma a febbraio: l’avversario dell’Inter sarà il Celtic Glasgow. Contro gli scozzesi la prima grande Inter Euromondiale, quella di Helenio Herrera, perse la finale di Coppa dei Campioni del 25 maggio 1967.
Da allora è trascorso quasi mezzo secolo e il Celtic ha perso gran parte della sua forza e del suo prestigio, ma resta un avversario pericoloso, soprattutto per questa Inter che non ha certo l’affidabilità nelle sue corde.B

BALOTELLI, NO GRAZIE! – L’idea è che sul mercato di gennaio l’Inter qualcosa farà, sempre nel rispetto del Finalcial Fair Play, come ribadito alla nausea dal CEO Michael Bolingbroke.
Il mercato di gennaio è tradizionalmente chiamato mercato di riparazione e questo mai come quest’anno vale per l’Inter, dove c’è da riparare in ogni reparto, se davvero si vuole avere una chance per inseguire il terzo posto in classifica e tornare in Champions League.
Per l’attacco, accanto al solito Cerci, uno dei nomi più gettonati è tornato ad essere quello di Mario Balotelli, che non è riuscito a trovare pace nemmeno a Liverpool, dove avrebbe dovuto rinascere. Invece pare che dall’Inghilterra non vedano l’ora di liberarsene. L’ex interista Paul Ince, al proposito, è stato chiaro come il sole: “Vendetelo” – ha consigliato senza mezzi termini alla dirigenza dei Reds.
Dal punto di vista meramente economico un ritorno di Balotelli all’Inter sembra impossibile: Mario in Inghilterra guadagna troppo e l’unica strada sarebbe quella di prenderlo in prestito oneroso all’ultimo giorno di mercato, in modo da doverlo pagare solo per cinque mesi.
Ma ancor prima di capire se ci siano i margini per una simile operazione di mercato, occorre riflettere bene per evitare l’ennesimo scollamento tra tifoseria e nuova proprietà. Nessuno discute che nella mediocrità del momento, uno che calcia in porta come Balotelli all’Inter non esiste, ma anche in un’epoca di calcio-marketing a tutto spiano, sarebbe meglio scartare a prescindere chi ha offeso la maglia nerazzurra il 20 aprile di quattro anni fa, dopo la mitologica Inter-Barcellona 3-1. La stragrande maggioranza del popolo interista non lo vuol più vedere nemmeno in cartolina, figuratevi con addosso la stessa maglia offesa solo quattro anni fa. E non è detto che dal punto di vista ambientale, la piazza potrebbe calmarsi se, come ha suggerito qualcuno, a fare da pubblico garante per Mario fosse Roberto Mancini in persona.
Anzi il rischio è che lo stesso Mancini si giochi per Balotelli buona parte della sua grande credibilità presso i tifosi. Non è una questione tecnica, perché certe doti di Mario non le ha mai messe in dubbio nessuno, ma a 24 anni Balotelli resta il calciatore meno cresciuto della storia recente. Parafrasando lo storico slogan dello sponsor Pirelli, ‘la potenza è nulla senza controllo’, per lui si è detto che ‘la potenza è nulla senza cervello’.
Non a caso i tifosi interisti presenti al Bentegodi nell’ultima con il Chievo, il loro punto di vista l’hanno espresso dopo nemmeno due minuti di partita bersagliando Balotelli con cori ostili, a ribadire che un suo ritorno all’Inter non dev’essere preso neppure in considerazione.

 

 

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