Inter Nos 8

Pubblicato su San Siro Calcio, domenica 7 dicembre 2014

INTER, ORA BASTA ALIBI! – Troppe chiacchiere, anche in questa settimana. E le chiacchiere, si sa, creano spesso aspettative, al momento non ancora tradotte in fatti. Con Roberto Mancini l’Inter starà anche cambiando mentalità, ma la classifica, dopo la prevedibile sconfitta di Roma, piange. I nerazzurri sono nella parte destra della graduatoria a sei punti dal terzo posto che, stando alle chiacchiere, sempre quelle, sarebbe ancora oggi il vero obiettivo stagionale, Nessuno poteva chiedere miracoli immediati a Mancini, ma sappiamo bene che Mazzarri, col quale era oggettivamente impossibile andare avanti, era diventato certamente una parte importante del problema, ma non l’unico.
Passi il pareggio nel derby, visto che il Mancio aveva potuto lavorare sulla squadra solo per quattro giorni, passi pure la sconfitta di Roma, visto che i giallorossi restano francamente di un altro pianeta, ma adesso è arrivato il momento di fare i punti e di migliorare davvero la classifica. Di qui alla sosta natalizia l’Inter è attesa da tre partite sulla carta abbordabili, nelle quali è doveroso attendersi un bottino tra 7 e 9 punti. Si comincia con l’Udinese a San Siro, si prosegue col Chievo a Verona e si chiude con la Lazio ancora a San Siro.
Da questo trittico si dovrà capire una volta per tutte la reale efficacia dell’ennesimo cambio di panchina, fortemente preteso da Moratti e avallato da Thohir.
Con l’Udinese dell’ex Stramaccioni, Roberto Mancini, che ha finalmente trovato nell’ex difensore brasiliano bicampione d’Europa Silvinho il suo vice, farà finalmente in suo esordio sulla panchina nerazzurra a San Siro. Contro il Dnipro in Europa League, infatti, era squalificato e nel derby giocava in casa il Milan.
Urgono punti e urge quindi una vittoria convincente contro l’Udinese che settimana scorsa a San Siro contro il Milan non ha destato una grande impressione.
Ed è ora che tutti in si diano una svegliata in campo e non soltanto nelle bellicose dichiarazioni della vigilia, a cominciare da Capitan Ranocchia che in settimana si è sbilanciato in uno stentoreo ‘Con l’Udinese non toppiamo di sicuro’. In realtà quella vista a Roma e prima ancora con Dnipro resta una difesa che fa paura, capace di regalare a qualunque avversario almeno una o due palle gol. Al di là della disposizione tattica a 3 o a 4, serve che tutti diano una mano in fase di non possesso. In questo Osvaldo, tanto per fare un esempio, si è dimostrato assai più utile di Icardi, mentre Palacio sta pagando il suo estremo spirito di sacrificio con un digiuno in termini di gol che dura dal 10 maggio, penultima giornata dello scorso torneo, 4-1 interno alla Lazio.
In attesa di capire come e dove questa squadra potrà essere rinforzata nel mercato di gennaio l’Inter resta la squadra vista finora, con più difetti che pregi. Se non altro a San Siro potrà ora contare su un ambiente assai più favorevole di quello vissuto finora. Negli ultimi tempi della gestione Mazzarri perfino gli abbonati avevano smesso di venire allo stadio ed era diventato un problema perfino far leggere il nome dell’allenatore di San Vincenzo allo speaker senza la puntuale colonna sonora di bordate di fischi. Scendere in campo a San Siro insomma era diventato difficile anche per i calciatori più esperti. Ora però il pubblico è pronto a fare la sua parte per far sentire l’Inter davvero a casa. Quindi la squadra non ha più alibi e deve tornare a vincere.



 

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