Gianluca Genoni, l’uomo dei record

Pubblicato su Style – Il Giornale, venerdì 9 agosto 2013

Ci credereste che Gianluca Genoni, il lombardo che detiene decine di record mondiali di apnea, da bambino aveva paura dell’acqua? «A cinque anni – confessa – andavo al mare con i calzini per non bagnarmi i piedi» tra l’imbarazzo dei genitori Andrea e Clara. La “chiamata” all’apnea è arrivata quando ha cominciato ad andare in piscina proprio per vincere questa incomprensibile repulsione. «Come per incanto – ricorda – mi sono accorto che nuotare in fondo mi piaceva. A 18 anni, ai campionati italiani di nuoto, mi sono piazzato quinto nei 200 rana. Ma all’apnea sono arrivato durante il servizio militare in marina a La Spezia, una fase decisiva, perché quasi ogni giorno uscivo in mare per allenarmi. Ho capito lì che sott’acqua mi sentivo ancora più a mio agio che in acqua». Negli anni dell’Università, fino alla laurea in Scienze Politiche, Genoni passa da una possibile carriera agonistica nel nuoto all’insegnamento e, grazie ai lunghi periodi trascorsi in piscina, diventa un apneista professionista: «Mi sono reso conto che avevo qualità superiori ai miei compagni, visto che la mia prima apnea seria è durata più di quattro minuti. Eppure non vengo da una città di mare: sono nato a Galliate in provincia di Novara e sono cresciuto a Busto Arsizio. Il primo record l’ho fatto lì, nel 1998: sott’acqua in piscina per 8 minuti e 10 secondi». Così ecco i primati a raffica: il primo il 17 agosto 1996 a Siracusa, nelle acque del leggendario Enzo Maiorca, dove Genoni scende a -106 metri in assetto variabile regolamentato. Questo record verrà poi migliorato 8 volte in 8 anni, fino ai -141 metri raggiunti a Sharm-el-Sheik nel 2006. Da allora Gianluca Genoni è il re incontrastato di questa disciplina: un Campionato Mondiale a squadre di Apnea a Santa Teresa di Gallura in Sardegna nel ’98, i successi nel variabile assoluto con i primati di Porto Ottoliu in Sardegna fino ai -138 metri del 2 ottobre 1999. E poi le sfide estreme, in condizioni più che proibitive. Ad esempio il 23 marzo 2002, a Breuil-Cervinia, è diventato il primo uomo al mondo a immergersi in apnea a 3.000 metri di altitudine sotto un metro di ghiaccio per oltre 60 metri, mentre nell’ottobre 2003 è stato protagonista della prima immersione in apnea ad oltre 5.200 metri di altitudine ai piedi dell’Everest. Per non parlare del primato record mondiale di discesa con propulsore elettrico (nel 2010 a Zoagli in 4’24” ha toccato la profondità di -152, due anni dopo a Rapallo è sceso a 160 metri), quello personale in assetto costante di -85 metri e di quello apnea statica del 2008, quando è rimasto “sotto” per 18’3”69 grazie a una ventilazione con l’ossigeno puro.
Un fenomeno insomma, sempre a caccia dell’impossibile e dotato anche di una sana scaramanzia da sportivo: «Prima di ogni record mi guardo attorno, cercando di vedere la pinna di qualche delfino – racconta – perché negli incontri con loro ho sempre visto un presagio positivo. Qualcuno dice che sono paranoico: da anni mi muovo più o meno con la stessa equipe di sub, tecnici e medici. Se però in barca c’è uno nuovo, all’inizio lo guardo con diffidenza: se non ci sono contrattempi, poi mi tranquillizzo. Inoltre c’è il rito della vestizione: prima il calzare destro, poi il sinistro, poi la parte superiore della muta e così via. Dal 1997 esigo la muta rigorosamente bianca. Per l’ultimo record me ne avevano confezionata una nera con inserti bianchi. Non è bastato, perché quel giorno, causa mare agitato, ho dovuto rinviare l’immersione al giorno dopo. D’ora in avanti allora, sempre e solo muta bianca». Tra le tante imprese è anche capitato lo spavento, quello vero, quello che, se poi ci ripensi, non scenderesti mai più: «Nel 2001, a profondità 45 metri, sono svenuto, ma i sub di assistenza sono intervenuti al volo con le procedure d’emergenza e risalendo ho ripreso conoscenza quasi subito. Quella volta, lo confesso, ho pensato che non ce l’avrei fatta».
E fuori dall’acqua com’è il mondo di Genoni? C’è la compagna Paola, architetto e velista, ormai rassegnata alle sue “folli” imprese e l’Inter, la sua squadra del cuore. E poi gli sponsor personali che lo seguono da anni e lo aiutano sia negli studi scientifici, in collaborazione con l’Università di Varese e il Cnr, che nelle esperienze didattiche in tutta Europa per formare nuovi istruttori per divulgare questa sua grande passione. «Confesso che non ho molto tempo per guardarmi intorno nel mondo normale. La vita dell’apneista professionista richiede grandi sacrifici e mi devo allenare ogni giorno. Semmai corro maratone: da quella di New York e quella di Milano con tempi di poco superiori alle tre ore. E’ un modo per vivere anche fuori dall’acqua». E per preparare, ovviamente, nuovi incredibili record.

Tutti i record di Gianluca Genoni

  • Assetto variabile regolamentato
    17 agosto 1996, Siracusa – Record mondiale (-106 m).
    4 ottobre 1997, Arbatax – Record mondiale (-120 m).
    2 ottobre 1998, Porto Ottiolu – Record mondiale (-121 m).
    30 settembre 1999, Porto Ottiolu – Record mondiale (-122 m).
    8 ottobre 2000, Porto Ottiolu – Record mondiale (-123m).
    12 ottobre 2000, Porto Ottiolu – Record mondiale (-125m).
    22 settembre 2001, Rapallo (GE) – Record mondiale (-126m).
    29 settembre 2002, Moneglia (GE) – Record mondiale (-132m).
    2 ottobre 2004, Chiavari (GE) Record Mondiale (-133m).
    5 ottobre 2006, Sharm el-Sheikh (Egitto) – Record mondiale (-141m).
    2 ottobre 2010, Zoagli (GE) – Record mondiale (-152m).
    28 settembre 2012, Rapallo (GE) – Record mondiale (-160m).
  • Assetto variabile assoluto
    3 ottobre 1998, Porto Ottiolu – Record mondiale (-135 m).
    2 ottobre 1999, Porto Ottiolu – Record mondiale (-138 m).
  • Apnea statica con ventilazione a ossigeno
    11 maggio 2002, Busto Arsizio (VA) – Record mondiale (12’34”).
    26 novembre 2008, Goito (Mn) – Record mondiale (18’03”) .
  • Competizioni a squadre
    21-27 giugno 1998, S.Teresa di Gallura (SS) – Vince con l’Italia il Mondiale a Squadre di Apnea

 

 

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