Argentina: Riv-oluzione!

di Andrea Ciprandi da http://andreaciprandi.wordpress.com

Terminato lo scorso semestre Ramon Díaz ha via via cambiato faccia alla rosa fino al punto da rivoluzionarla, almeno rispetto al reparto avanzato. Questo attraverso una serie di acquisti ma prima di tutto parecchie cessioni, alcune delle quali giunte come un fulmine a ciel sereno, che parevano improbabili.
A volte un semplice elenco dei fatti è sufficiente per rendere perfettamente l’idea di quel che succede.
Fra i nomi di spicco, fuori Trezeguet (Newell’s) e Luna (Rosario Central), restituito forzatamente Iturbe al Porto ed escluso dal progetto Rogelio Funes Mori che è sul punto di andare al Godoy Cruz.
Dentro Fabbro e Teo Gutierrez.
In più, sono arrivati i due centrocampisti Carbonero e Ferreyra (questi di ritorno) e dalle giovanili sono stati promossi gli attaccanti Andrada, che coi professionisti aveva già esordito, e il figlio d’arte Simeone, che invece è debuttante.
Importanti anche le cessioni paventate ma non effettuate: sono rimasti il promettente difensore Balanta e il centrocampista di rottura Ledesma.
Ancora da sciogliere, però, sono gli ultimi dettagli. Probabile che vengano sacrificati Román e un altro straniero, da cedere per far posto ai nuovi senza eccedere il limite massimo consentito dall’AFA. In più si vedrà la prossima settimana chi verrà (forse) integrato fra Mora, inizialmente epurato, Hauche del Racing (con un fugace passaggio per il Chievo) e Romero del Lanús, tutti iscritti nelle liste in chiusura del mercato per aver tempo di concludere un’eventuale trattativa nel tempo extra concesso dalla Federazione. Ovvio che la priorità sia l’acquisizione di un attaccante esterno, perché le poche punte che già ci sono giocano in area.

E così alla partenza del nuovo campionato il River si ripropone come candidato al titolo. Non solo per il rango, perché se bastasse questo non sarebbe retrocesso, ma in base a com’è stato costruito in questo particolare frangente.
Qualche parola sui due maggiori acquisti, comunque, è necessario spenderla.
Fabbro, argentino naturalizzato paraguaiano come Iturbe, ex Cerro Porteño ma anche Boca (con cui vinse l’Apertura 2003 ma che poi batté nella finale di Libertadores 2004 quando giocava nell’Once Caldas), è un giramondo. Per chi segue la cronaca rosa, è anche il fidanzato di Larissa Riquelme, la prosperosa modella paraguaiana salita agli onori della cronaca nell’ultimo Mondiale. Oggi come oggi però quel che più interessa è che si tratta del trequartista di esperienza (ha 31 anni) e peso che Díaz cercava fin dal suo ultimo insediamento a Núñez. Uscito dal prestigioso vivaio dell’Argentinos Juniors, si distingue per grande visione di gioco, velocità nonostante la stazza, illuminati passaggi filtranti e un’ottima media-gol per non essere una punta (nelle ultime tre stagioni, 54 gol in 159 partite). Col suo inserimento, Lanzini, che ha oltretutto dimestichezza col gol, sarà più libero di muoversi in prima linea.

A fare coppia col giovane e talentuoso ex rifinitore eletto della Banda sarà proprio il secondo acquisto di lusso, il colombiano Teofilo Gutierrez. Ventotto anni, arriva dal Cruz Azul e di lui in Argentina si ricorda un passato d’eccellenza ma al tempo stesso burrascoso nel Racing. Epurato dall’Academia nel 2012 proprio in ragione delle sue bravate, nonostante l’ottimo rendimento, non è un caso che la sua prima dichiarazione da ‘millonario’, a parte quella scontata che vuole segnare al Boca, sia stata che la sua passione del momento sono i gol e non più le pistole. Il riferimento è chiaramente a quella a piombini con cui minacciò Saja nello spogliatoio dopo essere stato espulso nel clásico di Avellaneda, partita che finì per essere ovviamente la sua ultima con la maglia del Racing. Anch’egli di corporatura robusta, come Fabbro, non è un mistero che l’attacco del nuovo River farà conto sulla fisicità oltre che sulla velocità (quella che di recente gli era stata garantita da Mora, quando giocava, e Iturbe). Ridurre la sua presentazione al temperamento, però, sarebbe un grave errore o quanto meno limitativo: si stratta infatti di un attaccante che in poco più di cento incontri giocati con sei squadre diverse ha ottenuto la media di quasi un gol a partita.
Venendo strettamente alla cronaca, il River parte comunque con un problema che riguarda proprio il reparto a cui maggiormente si è messa mano. All’esordio né Fabbro né Gutierrez giocheranno, il primo solo per questioni di documenti e il secondo anche perché ancora non ha raggiunto la forma. In base a ciò Díaz dovrà affidarsi ancora una volta a Lanzini nel ruolo di rifinitore che voleva togliergli e con lui al giovane Simeone. Per una volta che il mercato è stato fruttuoso, quindi, si deve far buon viso a cattiva sorte di fronte a una partenza a leggero handicap rispetto ai piani.
Al di là di questa particolare faccenda e fermo restando che come sempre sarà il campo a dare i responsi, è comunque indubbio che ora che Passarella si è deciso ad appoggiare i piani del suo allenatore i presupposti per una campagna ai vertici ci sono tutti.
(articolo scritto per Riverplate.com)

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