Argentina: AFA, ennesimo pasticcio

di Andrea Ciprandi da http://andreaciprandi.wordpress.com

La Federcalcio argentina è tristemente nota per i suoi dietrofront.
Esattamente due stagioni fa aveva annunciato l’imminente organizzazione di un grottesco ‘supercampionato’ con una quarantina di squadre fra tutte quelle allora iscritte alla A e alla B. Progetto poi accantonato.
Ancora peggio l’AFA ha però fatto nel corso dell’ultima stagione, perché dalle parole è passata ai fatti.
Prima che l’anno calcistico prendesse avvio, lo scorso agosto, si prefiguravano infatti i due classici tornei semestrali e poi un eventuale spareggio, nel caso in cui ad aggiudicarseli fossero state due squadre diverse, che avrebbe decretato l’unico campione per il 2012-13. Ben presto, comunque, la Federazione si rimangiò quanto detto col risultato che nessuno capiva che peso avrebbe avuto la cosiddetta Superfinal, comunque in calendario: in base a quest’ultimo ripensamento sembrava infatti che le due corone semestrali sarebbero valse ugualmente.
Nello stupore generale, quindi, e a partita già disputata, una decina di giorni fa la stessa Federazione ventilò che Inicial e Final avevano avuto dei semplici ‘vincitori’ e che solo chi aveva vinto la Superfinal doveva essere considerato campione (stagionale).
A tutto ciò si aggiungeva una grossa anomalia. I benefici derivanti dalla vittoria di quest’atto finale, se riconosciuto ufficialmente, non sarebbero stati infatti gli stessi se a trionfare fosse stata una invece che l’altra contendente. Il Newell’s, vincitore del Final e per questo già qualificato alla Libertadores 2014, avrebbe potuto al massimo entrare anche nella Sudamericana 2013 che sta per prendere il via. Il Velez, invece, che vincendo l’Inicial 2013 si era guadagnato il diritto a giocare solo la Libertadores 2013, che sta per concludersi, ma non anche la Sudamericana sempre del 2013, facendo sua la Superfinal in un sol botto si sarebbe qualificato sia alla Sudamericana che alla Libertadores 2014… insomma, non era mai accaduto prima che un titolo vinto in una data stagione desse benefici per una corrispondente a due anni più tardi, anche se in questo caso a far testo evidentemente è la conquista della Superfinal che è un titolo del 2013 (e nemmeno più uno spareggio, si capisce).

Alla fine, comunque, il 2012-2013 ha avuto due campioni per tre titoli, tutti ufficiali: Velez campione dell’Inicial e della Superfinal, e Newell’s, campione del Final.
Ma gli effetti di quanto l’AFA è faticosamente arrivata a stabilire non finiscono qui. Di fronte a quanto accaduto, infatti, il San Lorenzo ha immediatamente avanzato la pretesa che allora anche un titolo vinto nel 1936, mai ufficializzato, gli venisse riconosciuto. Quella lontana stagione in effetti si era dipanata come quest’ultima con la sola differenza che i tornei avevano denominazioni diverse. Si giocarono infatti la Copa de Honor, vinta proprio dal club di Boedo, e la Copa Campeonato, cha andò invece al River Plate, più la Copa de Oro che fu uno spareggio esattamente come doveva essere in principio la Superfinal, andata sempre al River e fino a ieri unica a essere stata ufficializzata.
E di fronte alle pretese del San Lorenzo, l’AFA ha detto sì. Col risultato che l’Albo d’Oro è stato così aggiornato:

1) River Plate 34 titoli (33 più la Copa Campeonato 1936)
2) Boca Juniors 24
3) Independiente 14
4) San Lorenzo 11 (10 più la Copa de Honor 1936)
5) Velez Sarsfield 10 (compresi sia la Superfinal 2013 che l’Inicial 2012)
6) Racing 7
7) Newell’s 6 (compreso il Final 2013)

In più, il River Plate si trasforma nel primo club a essere stato ‘tricampeón’ per aver vinto tre titoli di fila: Copa Campeonato ’36, Copa de Oro ’36 e titolo ’37. A perdere questo primato è il Racing, che l’ottenne soltanto fra le stagioni ’49, ’50 e ’51 e se n’è potuto fregiare per più di sessant’anni.
Queste vicende ricordano quanto accaduto appena pochi anni fa in Brasile, con l’assegnazione di titoli vecchi cinquant’anni e la conseguente ricompilazione dell’Albo d’Oro locale. Il tutto suona piuttosto ridicolo e mette a nudo la disorganizzazione e più di tutto la leggerezza con cui alcune federazioni affrontano e risolvono temi che per milioni di tifosi sono vitali. Una squilibrio, questo, che dice tanto sulle contraddizioni del calcio di oggi.

 

 

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