Lutto nel calcio: non si gioca

Sospesi tutti i campionati di calcio, compresa l’intera 33.a giornata di serie A (recupero il 25 aprile) per la sconvolgente morte di Piermario Morosini durante Pescara-Livorno. Il 25enne centrocampista del Livorno è crollato a terra al minuto 31 del primo tempo, dopo un arresto cardiaco: polemiche sul ritardo dei soccorsi. Nell’antistadio, davanti all’ambulanza col defribillatore, era infatti stata parcheggiata un’auto dei vigili urbani di Pescara (!) E anche per velocizzare l’arrivo della barella hanno dovuto muoversi i giocatori del Pescara. Altro che terzo mondo…
RIP Piermario Morosini.

34 Commenti su Lutto nel calcio: non si gioca

  1. Marco dal Canada // 15 aprile 2012 a 03:43 // Rispondi

    Mi dispiace tanto per questo povero ragazzo, ho letto che ha perso i genitori,
    dopo un fratello e che ha una sorella e un’ altro fratello con handicap, quando la
    sfortuna vuole trova la strada.
    Mando le mie piu’ sentite condoglianze alla famiglia.
    Da come ho letto era un ragazzo d’oro.
    Addio Piermario
    Rest in peace

  2. Silvio da Torino // 15 aprile 2012 a 08:57 // Rispondi

    Colpito un uomo già duramente provato dalla vita.
    Che la terra ti sia lieve.
    RIP

  3. Essendo giovane, ma non molto, non è la prima volta che vedo una cosa del genere, però a differenza di altre volte e come mi era successo in passato, per la morte in circostanze analoghe del grande Stefano Dal Lago (giocatore di hockey pista del Novara -considerato ai tempi il più forte giocatore in Italia e molto probabilmente al mondo) accasciatosi sulla pista durante una gara di Coppa Italia, mi ha molto scosso.
    Di parole se ne dicono sempre molte e spesso a vanvera, in questi casi, giusto per poter dire “c’ero anch’io”, quanto scrivi è condivisibile e non dovrebbe succedere, neanche nella repubblica delle banane, figuriamoci in Italia e nel “mondo civilizzato”…
    Un mesto saluto
    Simone

  4. Fabio Primo // 15 aprile 2012 a 11:02 // Rispondi

    Incredibile è la storia della famiglia di Piermario , con una serie di disgrazie e lutti incredibili ravvicinati nel tempo. Come se ci fosse un accanimento….
    L’esistenza di molte persone sembra quasi una maledizione….fin dalla nascita.

  5. E chi ha voglia di calcio in questo momento…
    RIP Moro!

  6. Quella che sto per esprimere è un opinione personale un pò impopolare che spero non mi faccia apparire per ciò che non sono…Non so se l’idea di sospendere i campionati di tutta Italia sia stata una decisione corretta. Di sicuro è stata una decisione d’impeto ed emotiva in cui ha pesato enormemente l’impatto televisivo di una tragica morte avvenuta davanti alle telecamere e a migliaia di spettatori. Se fosse capitato in un campetto di terza categoria (in cui magari il defibrillatore neppure c’è) sarebbe accaduto lo stesso blocco? Col senno di poi si sarebbe potuto giocare in tutte le categorie alle 16 e 45 di oggi..ad un giorno esatto dall’annuncio della scomparsa del povero Piermario. Tutti insieme in barba una volta tanto ai diritti televisivi…Si sarebbe potuto iniziare con un minuto di raccoglimento in cui dall’altoparlante lo speaker avrebbe potuto recitare un eterno riposo in memoria di Piermario. E a fine gara si sarebbe potuto imporre un silenzio stampa generale a tutti gli addetti ai lavori onde evitare di scadere nelle solite dichiarazioni infantili e polemiche del tutto fuori luogo in una giornata così. Si sarebbe ..ma quello che c’è è la morte di un giovane di 25 anni già provato dal destino. E non serve trovare un colpevole nell’auto parcheggiata in un certo modo..tanto poi finisce all’italiana. Mi piace pensare che ora Piermario sia in Cielo accanto ai suoi genitori…un Angelo in più in Paradiso che ci protegge e che ci indica la strada da seguire in questo mondo. E’ stata una tragica fatalità..era giunto il suo momento come giunge per la vecchietta di 90 anni in ospizio o magari per una madre o un padre di famiglia che muoiono mentre stanno andando a lavorare per tirare avanti la baracca…La vita prosegue col cuore gonfio di dolore anche in una piovosa e fredda giornata di primavera..

    • Beh, insomma si sa che le morti non sono tutte uguali: è così da sempre e sarà così per sempre. Nel mondo musicale, limitandoci all’Italia, della scomparsa di Lucio Dalla si ricordano tutti. Chi invece si ricorda di quando ci hanno lasciato Giuni Russo o Francesco Puccioni in arte Mike Francis? Per non parlare di un qualunque un pianista di piano-bar.
      GLR

  7. L’auto davanti all’ambulanza? “Ma si, cosa vuoi che sia, la sposteranno… Cosa vuoi che succeda.. non è mai successo niente”. Inciviltà allo stato brado.

  8. Sono sempre contrario alle sospensioni ad effetto, in casi come questi. Le immagini della morte in diretta allo stadio Adriatico ci hanno sconvolti tutti ma, fermo restando il rispetto per il ragazzo scomparso e il dolore inimmaginabile dei suoi familiari, dove li mettiamo i diritti di chi ha viaggiato, magari anche da molto lontano, per assistere a una partita, salvo scoprire a 20 minuti dal fischio d’inizio che è stato tutto inutile? Forse il tempo e i soldi sottratti ai tifosi privati dello spettacolo, riporteranno in vita Morosini o allevieranno il dramma di chi lo conosceva e amava?

    • Non so. Non ho un’opinione precisa, sinceramente. Solo che ogni volta che scrivi, pare che i tifosi di calcio siano la categoria più importante del mondo. Io invece non distinguo mai le persone e a volte dei tifosi di calcio forse è anche gusto fregarsene
      GLR

    • Franco da Udine // 17 aprile 2012 a 12:44 // Rispondi

      Faccio eccezione, conoscevo (anche se decisamente non bene) PMM, per cui sono fra quelli cui prendere un weekend di sosta era doveroso. Parlando dei tifosi, se invece che una tragedia ci fosse stato un nubifragio, la nébbia o le cavallette, avrebbe parlato così? Se qualcuno si fa 300 km dal Veneto a Milano e poi, alla domanda “ma il Vostro disagio è più importante della morte di un ragazzo?” risponde “sì” (Da QSVS – sabato sera), pretendere di tutelarne dei “diritti a panem et circenses” è quantomeno curioso.
      Poi Le dirò, a noi Udinesi interessa poco: sabato sera Totò &C non sarebbero scesi in campo, punto. E nemmeno l’Inter. Sconfitta a tavolino 0-3? Tifosi delusi? Mi permetta un sereno, sincero “chissene”. Ne avrete di calcio da vedere. E poi, mi permetta una provocazione: chi (tifoso di Galatina sempre a QSVS di cui sopra) spende migliaia di euro per venirsi a vedere una gara, che in un momento di crisi economica e povertà diffusa, o ne ha tanti (e quindi non gli pesa tornare a “Sassiro” il 25 aprile) o se ne ha pochi farebbe meglio a spenderli diversamente. Oppure affari suoi, non si è giocato per un motivo ed uno solo: era-giusto-così!

  9. Ciao GL, che sia giusto o sbagliato fermare il campionato è un’opinione troppo personale.
    Ognuno di noi ha sicuramente motivi più che validi per approvare o meno la decisione.
    Il fatto ce se ne discuta fa capire quanto sia imprecisa (anzi assente) una normativa. Ricordo ancora con enorme stupore che si giocò una finale di Supercoppa Europea tra il milan e una squadra spagnola a pochi giorni dalla scomparsa di un giocatore della stessa squadra iberica. Oppure ricordo anche che nel funesto giorno dell’11 Settembre la Roma giocò la sua partita di CL. L’uefa solo il giorno dopo (…) decise la sospensione delle partite.
    Questo dimostra l’incongruenza.
    Un’unica cosa trovo più che corretta sul tuo editoriale (e questo non mi stupisce affatto).
    La figura indegna del quarto mondo che abbiamo fatto in quel di Pescara.
    E da oggi, saremo sicuramente tutti medici cardiologi… vedrai

  10. Ci vuole così tanto in Italia avere un ambulanza con defibrillatore o bordo campo? Non si può morire a 25 anni giocando a calcio. Mi dispiace molto per quello che è accaduto e la sospensone delle partite è stata la decisione più giusta presa dalla figc. RIP Morosini.

  11. mamma viviana // 15 aprile 2012 a 14:17 // Rispondi

    Ciao Gl,io ho vissuto in prima persona un caso analogo a quello di Morosini mio figlio Davide,giocatore dilettante un anno fa ha vissuto questo dramma per mia fortuna lui ce l’ha fatta.Lui 25 anni aveva allora come questo povero ragazzo.Davide si era appena laureato in scienze motoria e per” professionalità ”sua e anche delle società per cui ha giocato ha sempre fatto gli esami diagnostici di routine,sempre tutto ok.Eppure durante un amichevole è successo il dramma.Non era in serie A eppure il portiere e l’allenatore della squadra avversaria hanno proceduto immediatamente al massaggio e l’hanno salvato poi in ambulanza dopo tre defibrillazioni il cuore ha ricominciato la sua attività:Davide è rimasto in coma tre giorni,ma grazie a quel massaggio cardiaco non ha avuto drammi cerebrali e ora sta benissimo ,gli hanno applicato un defibrillatore sotto cute e deve prendere delle pastiglie 4 volte al giorno ma va benissimo…continua ad insegnare ginnastica hai bambini delle elementari ad insegnare nuoto e anche a tifare come me per l’Inter,siamo molto più uniti perchè lui purtroppo ha vissuto di persona ma credimi da genitore ti posso assicurare che è stato un dramma,ma ringrazio qualcuno lassù perchè nello stato in cui era arrivato all’ospedale è stato veramente un miracolo tutto quello che è capitato dopo.Io conosco bene Pescara mio padre era di quelle parte e il dottor Paloscia è veramente bravo credo che la colpa non sia di nessuno neanche dei soccorsi è stato massaggiato defibbrillato ma il suo cuore spezzato da tanti dolori ha detto no credimi non è colpa di nessuno se non di un destino crudele.Tvb Mario Morosini hai riacceso un deja vu tristissimo ma la tua mamma ti ha accolto in paradiso con lei bacioni mamma Viviana

  12. non credo nel fato, non credo nel destino.
    Credo nelle cose fatte al meglio… prima, durante, e anche dopo gli eventi.
    (Ricordo le giuste critiche ai malesi per l’intervento in pista sul povero Simoncelli)
    Questo modus-vivendi da “superficialoni” da “accomodatori per interesse” delle poche regole certe presenti non può portare altro che a tragicità come questa.
    Non conosciamo i fatti del “prima”, abbiamo alcune immagini del “durante”, ed è l’ora del “dopo”… Anzichè pubblicare le foto angocianti degli ultimi attimi di vita di questo ragazzo,senza rispetto per i familiari e soi cari ( I teli degli inglesi lo insegnano ancora un volta ),
    si faccia invece campagna mediatica perchè venga promulgata una legge sportiva che OBBLIGHI gli organizzatori alla presenza a bordo campo di qualsiasi evento sportivo di personale preparato e attrezzatura di pronto intervento (Defibrillatore ecc ). E che si incarichino i giudici di gara di accertarsi della loro presenza pena il “non consenso all’ inizio della gara.
    E, che questa legge, decreto, o paragrafo regolamentare, come dir si voglia, lo si chiami:
    ” Morosini ” affinchè nessuno dimentichi.
    Intitolare gii stadi e ritirare i numeri di gioco non credo serva a molto.
    Con cordoglio alla famiglia e un saluto ad un professionista obiettivo,
    Dimitri

  13. Gianluca,io sono un agente della Polizia Locale di Milano,e quando ho sentito che la causa dei ritardi dei soccorsi, era da attribuire alla presenza indebita di un veicolo della P.L.,credimi mi sono molto irritato.Capisco che nell’antistadio possa esserci un’ambulanza,capisco possa esserci un’autopompa dei vigili del fuoco,faccio fatica a capire la presenza di un’autovettura della P.L. Non voglio pensare che i miei colleghi,fossero lì per vedersi in servizio la partita del Pescara,ma anche fossero stati comandati di servizio all’interno dello stadio,c’è una regola che credo valga da nord a sud,da est a ovest: l’autista della pattuglia DEVE SEMPRE AVERE A VISTA IL VEICOLO IN DOTAZIONE.Ci sarà l’autopsia e forse il medico legale stabilirà,che il ritardo non ha influito sulla sorte di questo sfortunato ragazzo,rimane però il comportamento superficiale che infanga un corpo e una divisa,unitamente forse ad una denuncia di interruzione di pubblico servizio.

  14. Sono avvenimenti che ci fanno capire quanto futile sia il mondo del calcio fatto di polemiche su gol-non gol, fuorigioco-non fuorigioco, complotti, e così via….la morte di un giovane ragazzo è una tragedia che ricolloca tutto alle posizioni originali per cui ritengo che sia stato giusto la parte della FIGC fermare il tutto e per una volta accettiamo la decisione senza dar adito polemiche.Ciao Piermario

  15. Se l’interruzione della giornata di campionato voleva essere un segno di rispetto e di sensibilità umana per il lutto che ha colpito la famiglia di Morosini (ormai, pare, ridotta al lumicino), i compagni di squadra e i colleghi che lo avevano conosciuto, avrebbe meglio raggiunto il suo scopo se l’informazione sportiva avesse gestito il caso con maggiore sobrietà e misura (esemplari a riguardo le scarne ma sentite otto righe che introducono questo blog), evitando di imbastire degli imbarazzanti talk show in cui pseudoesperti ed orecchianti hanno tranciato pareri senza che nessuno disponga ancora delle necessarie informazioni sulle cause della morte del povero Morosini, calciatore professionista sottoposto ai più ferrei controlli preventivi del mondo (lo si creda o no, è proprio così).
    Se la sospensione voleva disobbedire alla logica dello “spettacolo che deve continuare”, devo dire che lo spettacolo, ahimé, è comunque continuato.
    Henryk, Roma

  16. Mario da Colonia // 15 aprile 2012 a 18:41 // Rispondi

    non so se essere piu triste per lui o per la sorella.
    una vicenda che dovrebbe far riflettere sulle cose
    effimere per cui facciamo drammi.ad iniziare dai tifosi
    che non accettano di non vincere.
    rip ragazzo.

  17. PIERMARIO MOROSINI
    e’ notizia di queste ore che i grandi professoroni della lega calcio ecc miglioreranno l’assistenza medica a bordo campo con un pronto soccorso degno di questo nome. perchè siamo sempre il paese del DOPO e mai del prima? perchè non si riesce mai ad anticipare i problemi ed eventuali criticità del sistema ma, come d’incanto o meglio come d’incubo, ci si sveglia a tragedia avvenuta?
    PS: mi rifiuto di commentare l’auto davanti al cancello e a chiunque essa fosse appartenuta

  18. Franco Drocchi // 15 aprile 2012 a 20:42 // Rispondi

    CIAO GIAN LUCA, TI SCRIVO IN QUANTO ADDETTO AI LAVORI. SONO DIPENDENTE DA 15 ANNI PRESSO LA CROCE ROSSA DI MONZA E NON TI DICO QUANTI ARRESTI CARDIACI MI SONO CAPITATI ( TRA L’ ALTRO SENZA MEDICI O INFERMIERI A BORDO….)
    FORSE NEMMENO IL PADRETERNO POTEVA SALVARE LO SFORTUNATO GIOCATORE. PERO’ MI STO INDIGNANDO PER IL FATTO CHE NESSUNO DEI MEDICI CHE DICONO LA LORO HA IL CORAGGIO DI DIRE QUELLO CHE C’E’ UN PROTOCOLLO DA SEGUIRE OBBLIGATORIAMENTE!
    IL DEFIBRILLATORE LO DEVI APPLICARE APPENA HAI CONSTATATO L’ ARRESTO, SE TESTIMONIATO DA SANITARI, COME IN QUESTO CASO,E CONTINUI A MASSAGGIARE MENTRE UN SOCCORRITORE APPLICA LE 2 PIASTRE ADESIVE. APPENA HA TERMINATO, CONNETTI IL CAVO DELLE PIASTRE E FAI PARTIRE L’ ANALISI.(PER APPLICARE LE PIASTRE SERVONO 30 SECONDI): QUESTO E’ IL PROTOCOLLO. NON ESISTONO ALTERNATIVE. NON LO HANNO FATTO, SONO ANDATI IN PANICO TUTTI, NON HANNO CAPITO PIU’ NULLA.
    LORO HANNO FATTO PARTIRE L’ ANALISI DEL DEFIBRILLATORE SOLO IN AMBULANZA DOPO 7 MINUTI! DOVEVANO FARLO APPENA CONSTATATO L’ARRESTO, PER LEGGE. QUANDO HANNO FATTO L’ ANALISI A BORDO ERA IN ASISTOLIA, MA IL RITMO 5 MINUTI PRIMA POTEVA ESSERE BENISSIMO IN FIBRILLAZIONE.
    POCHE SCUSE E POCA OMERTA': CI SONO LE IMMAGINI IN DIRETTA CHE TESTIMONIANO IL FATTO CHE NON E’ STATO ADOTTATO IL PROTOCOLLO DEL DEFIBRILLATORE. FOSSI STATO LI’ IO SAREI STATO LICENZIATO E DENUNCIATO DAL 118 BRIANZA!
    SCRIVO TUTTO QUESTO AL DILA’ DEL FATTO CHE IL POVERO MOROSINI NON SI SAREBBE MAI POTUTO SALVARE.
    P.S.: vedrai che denuncia si prendono i soccorritori di pescara

  19. Ho sentimenti contrastanti: da un lato l’ovvio dolore per una morte tanto assurda da capire, quanto macabramente sovraesposta da quegli sciacalli che sono i tuoi colleghi giornalisti. Dall’altro la constatazione che è una morte sul lavoro, come ce ne sono centinaia ogni anno, e a cui non si reagisce con l’ipocrisia delle sospensioni da parte dei “padroni”, né in risposta alle quali si può, in tempi di crisi, indire scioperi di protesta, un po’ perché se lo si facesse per ogni morte, non si lavorerebbe mai in questo Paese di merda, in cui morire lavorando è considerato quasi normale, un po’ perché chi ci arriva a fine mese senza la paga di un giorno o di due giorni, e magari con l’ombra di un licenziamento più facile all’orizzonte?
    A me sembra davvero che questo cordoglio, queste frasi sui nuovi angeli in cielo, sulle stelle che brillano, questa retorica ultras che tanto mi fa senso, sia solo l’occasione persa di riflettere compiutamente su quella vita e quel mondo che, giustamente, dici essere infinitamente più importante del calcio, che perdiamo obnubilati dall’iper-considerazione di questo mondo di fango che è il calcio.
    Saluti
    Lucio

  20. Paolo Sabiu // 16 aprile 2012 a 09:23 // Rispondi

    Le mie più sentite condoglianze alla sorella di “Moro”, l’unica rimasta della sua famiglia, alla fidanzata e a tutti i suoi cari; mi unisco al loro dolore.
    Giustissimo fermare il calcio: avvenimenti drammatici come questi dovrebbero far seriamente riflettere tutti, specialmente coloro che hanno il compito di garantire che le varie fasi di pronto intervento vengano svolte nella massima sicurezza, cosa che purtroppo non è successa a Pescara. Probabilmente, anche se fossero intervenuti prima con il defibrillatore non gli avrebbero salvato la vita, forse… In ogni caso, situazioni così assurde (e gravi) sono solo il frutto di una cultura ‘italiota’ totalmente sbagliata, ma questo sarebbe un altro discorso lungo.
    Un dubbio mi attanaglia: appena gli addetti del 118 si sono accorti che non c’era modo di passare con l’autoambulanza, non avrebbero potuto tentare di raggiungere più velocemente il povero Piermario di corsa e con il defibrillatore in mano, visto che in fondo si trattava soltanto di percorrere una cinquantina di merti a piedi?…
    Paolo – Novara

  21. E’ chiaro che se il vigile ha responsabilità, ne sopporterà conseguenze e peso, soprattutto morale. Pero’ è troppo poco in questa situazione ridursi a trovare il colpevole e si perde un’occasione. Non l’ha fatto neppure la madre della fidanzata, che invece ha centrato in pieno la questione, dicendo che doveva capitare e lasciando spazio al mistero che domina la faccenda. Non siamo in grado di darci un secondo di vita in piu’ da soli, neanche con ambulanza e defibrillatore ad ogni angolo di strada

  22. ArchAndrea // 16 aprile 2012 a 10:39 // Rispondi

    CIAO MORO

  23. Premesso che probabilmente non sarebbe servito a nulla, ma come cavolo si fa a non prevedere l’uso di numero UNO defibrillatore durante un evento come una partita di calcio (o un concerto..) dove partecipano in varie forme decine di migliaia di persone…e bada bene che si arriva da un inverno di partite sospese dai prefetti causa pubblica incolumità dovuta a…spalti ghiacciati???
    Detto questo, dato che il calcio per sua definizione è uno sport di squadra arriveranno i professionisti a limitare non il numero di partite, riduzione di calendari etc etc ma il tetto massimo di partite giocabili (35?) nell’anno solare procapite?

  24. Non so assolutamente dire (e come potrei) se il povero Morosini si sarebbe potuto salvare adottando la tecnologia del defibrillatore a tempo debito, né se il ritardo assurdo con cui è arrivata l’ambulanza a causa della sciagurata dabbenaggine di un vigile urbano sia stata determinante. Certo è la sfortuna si è accanita in modo veramente disumano con questo ragazzo: chissà se anche questo non ha indebolito il suo cuore?
    Riposa in pace Piermario.

  25. Questa triste storia ci insegna due cose:
    1) L’italia non è un paese del terzo mondo, ma del quarto mondo perchè nel loro piccolo i paesi del terzo mondo sono molto più organizzati di noi…
    2) L’italia è un paese di ipocriti…si ferma il campionato e 2 secondi dopo si fa a guerra per stabilire quando e come e perchè recuperare la giornata persa secondo i propri vantaggi…
    due domande in finale:
    Perchè si deve aspettare la morte di un giocatore per iniziare a porci il problema di avere defibrillatori in tutti gli stadi?
    Perchè se muore un ragazzo della primavera di 17 anni non succede nulla mentre se muore un ragazzo di serie B titoli di giornali,aperture di tg ecc ecc???Sono forse due morti diverse?
    P.s spero solo che sabato e domenica durante il minuto di silenzio ci sia silenzio ASSOLUTO! E non applausi! Ricordiamo che si chiama minuto di silenzio…non minuto di applausi!

  26. Questo triste evento ha riempito i media negli ultimi due giorni, ha riempito le nostre teste di riflessioni sulla sicurezza e organizzazione dei soccorsi sui campi sportivi, fiumi di parole e di pensieri. Spero che le tante persone competenti che ho sentito essere pronte a migliorare le cose riescano veramente a farlo, e che le persone che hanno potere decisionale glielo permettano.
    Sarà banale, sarà stupido, ma servono sempre questi episodi per farci riflettere, e anch’io solo sabato ho pensato che quando mia figlia gioca la sua partita il sabato pomeriggio tra i pulcini FIGC non c’è un medico o un ambulanza a bordo campo solitamente (me lo ricordo solo per alcuni tornei) Ma non c’è neanhe un defribillatore. E ancor più grave non mi pare proprio che ci sia alcun requisito di preparazione al pronto soccorso per allenatori e dirigenti vari. Insomma, se non vogliamo affidarci solamente al destino forse margini di miglioramento ce ne sarebbero parecchi.

  27. L’altro giorno attraversavo un parco. Si è alzato un vento freddo potente che ha staccato miriadi di foglioline verdi dai rami. Foglie cui sarebbe spettata un’estate. Gli alberi non hanno commentato, le foglie nemmeno. Ha cominciato a piovere e io mi sono sorpreso in un silenzio raro. Senza giudizio. La vita certe volte recide le gemme. Semplicemente. gio.

  28. La scelta di sospendere tutti i campionati è da applauso… per una volta se ne sono “fregati” delle scommesse, schedine e diritti Tv! I tifosi non contano niente … sempre… Credo anche che l’Italia sia all’avanguardia per quel che concerne la sanità e controlli rigidi (ricordiamoci che abbiamo salvato la vita a Kanu). Non ci sono soluzioni…è stata una tremenda fatalità…

  29. Massimo Inter // 17 aprile 2012 a 14:49 // Rispondi

    Quanto accaduto mi ha colpìto come tanti. Ancora di più quando ho letto il passato di questo ragazzo che avrà certamente sofferto moltissimo. Il week-end, lo ammetto, mi è servito per riflettere su tante cose.
    Ciao Piermario.

  30. ArchAndrea // 17 aprile 2012 a 16:33 // Rispondi

    Volevo riportare semplicemente una notizia molto bella sul sito dell’Inter. Nei giorni scorsi “Udinese Calcio” e la Onlus “Udinese per la Vita” avevano avviato una raccolta fondi per garantire il vitalizio a Maria Carla Morosini. Ora, grazie al Presidente dell’Atalanta Antonio Percassi è stata sospesa perchè lui stesso si occuperà in prima persona e in piena autonomia, per tutto il resto della vita della sorella del compianto MORO.
    Che dire? Grazie Presidente Percassi.

  31. Giusto così il calcio deve venire sempre dopo cose e fatti più importanti nella vita.
    Il rispetto per la perdita di un giovane sportivo era il minimo sindacale, le più vive condoglianze per una perdita così tragica.
    RIP

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