Inter Nos 11

Pubblicato su San Siro Calcio, martedì 13 marzo 2012

BUON COMPLEANNO INTER – Venerdì scorso, nel giorno del suo 104° compleanno, l’Inter è tornata a vincere, superando 2-0 il Chievo a Verona. Un regalo da tre punti in classifica che mancava da 47 giorni, la prima vittoria da dieci partite a questa parte, proprio alla vigilia del ‘dentro o fuori’ di Champions. E d’incanto si sono pure guadagnati tre punti su due rivali nella corsa al terzo posto, Lazio e Udinese, entrambe sconfitte a sorpresa.
E nel finale col Chievo si sono viste altre lacrime sulla panchina nerazzurra: non quelle di sconforto di Cambiasso della domenica precedente, quand’era stato sostituito col Catania, ma quelle di commozione di Ranieri, che aveva vanamente provato a mascherare con una certa sicumera il terribile stress nervoso di un ambiente disabituato a vincere da quasi due mesi.
A Ranieri gli occhi si sono fatti lucidi proprio dopo il raddoppio di Milito allo scadere. E il vantaggio nerazzurro a Verona era arrivato solo tre minuti prima con un altro colpo di testa, quello di Samuel su angolo di Sneijder, il migliore in campo, l’unico centrocampista a cui questa attempata squadra non può e non deve mai rinunciare. Dell’ottima gara al Bentegodi dell’olandese resta anche un bel diagonale stampato sulla traversa nel primo tempo.
Una vittoria di carattere quella contro il Chievo, lo stesso carattere che servirà per far fuori il Marsiglia ed entrare ancora una volta nelle migliori otto d’Europa.
L’Inter ha i numeri per riuscirvi, anche perché il Marsiglia sta vivendo la fase più negativa della sua stagione: esattamente come i nerazzurri fino a qualche giorno fa, la squadra di Deschamps continua a perdere e a non segnare gol.

Se non altro Moratti, che non andava in trasferta dallo scorso settembre a Novara, ha lasciato il Bentegodi rinfrancato in vista del Marsiglia.
Era dal derby dello scorso 15 gennaio che l’Inter non finiva una partita senza subire gol e non poteva esserci miglior viatico per provare adesso a ribaltare lo 0-1 dell’andata a MarsigliaDiego Milito a Verona ha segnato il suo 15° gol stagionale e Claudio Ranieri si è bevuto un brodino di quella fiducia di Moratti che ultimamente stava venendo meno, ma per rinsaldare la sua panchina dovrà obbligatoriamente vincere questa partita da ‘dentro o fuori’, altrimenti rischia davvero di salutare l’Inter già al 90°.

IL RESOCONTO DELL’ANDATA – Si dice che quando piove di traverso, si possono aprire ombrelli a raffica, ma si finisce per bagnarsi lo stesso. A Marsiglia Claudio Ranieri aveva forse tirato a sorte le due maglie dell’attacco prima di consegnarle a Forlan e a Zarate. Il tentativo di impattare il match sullo 0-0 era però clamorosamente naufragato a 15” dalla fine su un’incornata di Andrew Ayew, figlio dell’ex granata Abedi Pelé. Fa ridere solo a scriverlo, ma in fondo un po’ di anni fa, con l’Alavés a San Siro, l’Inter prese gol pure da Jordi Cruijff, figlio dell’insuperabile Johann. Quella al Vélodrome era stata l’ennesima partita persa senza nemmeno segnare un gol.
Eppure Diego Forlan, su invito di Sneijder, volonteroso e confusionario, aveva avuto la palla giusta per sbloccare la gara dopo poco più di dieci minuti, ma Mandanda si era salvato: per l’uruguaiano, all’esordio in Champions League, quell’occasione era stata l’unica cosa decente di una partita insufficiente. Mauro Zarate, dal canto suo, non si era praticamente mai visto, se non per una conclusione troppo moscia su invito di Cambiasso nel primo tempo. Tra gli invisibili pure Maicon, uscito all’intervallo per il solito guaio al ginocchio destro, stavolta di natura tendinea, per far posto a Nagatomo. Il centrocampo dei ‘matusa’ con Zanetti, Cambiasso e Stankovic, che insieme arrivavano a102 anni, quella sera soffrì neppure troppo il timoroso Marsiglia in una partita inguardabile tra due squadre inguardabili.
Da quella sera l’Inter ha poi perso ancora a Napoli, ha pareggiato in extremis col Catania e ha vinto a Verona col Chievo, ma la Champions continua a restare a rischio, perché il Marsiglia a San Siro parte comunque dal gol di vantaggio dell’andata e all’Inter per restare in Europa ne servono almeno due mantenendo inviolata la propria porta.

L’ORA DELLA VERITA’ –  Inter-Marsiglia ha già avuto il potere di congelare ogni discorso sul domani dell’Inter, a cominciare da quelli su Claudio Ranieri.
Qualcosa, se non molto, del futuro di squadra e società, dipenderanno proprio dalla gara di San Siro col Marsiglia. Il fatto che l’Inter sia appena tornata a vincere in campionato a Verona non può bastare a rimettere definitivamente in sella Claudio Ranieri, che resta a rischio esonero.
Non a caso il plotone d’esecuzione è già convocato da settimane e se l’Inter dovesse fallire la qualificazione europea il tecnico sarebbe il primo bersaglio del fuoco di Massimo Moratti. Da lì partiranno le successive valutazioni sulla squadra, di concerto con il tecnico della prossima stagione che, al di là del chiacchiericcio di mercato, non è stato per nulla individuato. Il lavoro più urgente dovrà essere quello di stabilire tra i reduci del Triplete quali siano realmente arrivati a fine corsa e quali abbiano invece ancora molto da dare, ma non siano riusciti a sfuggire alla mediocrità di una stagione comunque deludente. Ma ora è inutile pensare male: ci sarà molto tempo per farlo in caso di eliminazione dall’Europa. Ora serve pensare positivo ed eliminare il Marsiglia che resta comunque avversario di rango assolutamente inferiore. Mai come questa volta, in casa Inter, l’Europa è l’ora della verità.

 

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