Scozia: Hearts, cronistoria di un trionfo

di Andrea Teruzzi, presidente del Lombardia Hearts Supporters Club

Trionfo è l’unica parola che mi viene in mente! Vincere, anzi stravincere contro i cugini in finale di Scottish Cup non ha veramente prezzo! Un 5-1 senza storia, nella seconda finale all Edinburgh di tutti i tempi – la prima fu nel lontanissimo 1896 – in un Hampden Park stracolmo di un entusiasmo impareggiabile. E noi del Lombardia Hearts SC eravamo presenti, ma andiamo con ordine.
E’ venerdi 18 Maggio e già alle 5 il contingente italiano del Lombardia Hearts SC si mette in movimento. Fabio da Parma si dirige in treno a Malpensa, mentre Roberto dalla Garbatella raggiunge Ciampino! Il Presidente invece si sveglia un po’ più tardi, ma è il primo a raggiungere l’aeroporto e poi si parte!
Appena varcato il gate, una lieta sorpresa ci attende. Una rimpatriata con vecchi amici come Stuart e Jonathan!
Atterrati ad Edinburgh, io e Fabio ci riuniamo a Roberto, arrivato 20 minuti dopo, prendiamo la macchina e ci dirigiamo dal nostro immenso Guy! Qui veniamo accolti come sovrani con panini, muffins, biscotti, tè e caffè.
Giusto il tempo per incontrare Jools e bere la nostra prima pinta e già dobbiamo dirigerci verso l’aeroporto di Glasgow Prestwick per portare nella Capitale gli altri due partecipanti alla spedizione provenienti da Verona: Marco e l’incantevole Virginia!
Al ritorno, ci aspetta un sontuoso fish & chips di benvenuto per prepararci alla serata al ‘nostro’ Diggers Pub.
La serata trascorre divinamente, tra birra, risate, battute, cori e soprattutto tanti amici, vecchi e nuovi!
Dopo una veloce nanna, alle 7 siamo già in piedi e carichi come cannoni! E’ il giorno, anzi è il grande giorno! Alle 8 abbiamo già ordinato la nostra colazione, ovviamente un bel full scottish breakfast.
Alle 10 siamo sul pullman che ci porterà ad Hampden! In un paio d’ore tra il traffico di Glasgow e il nostro conducente non abituato alle strade della seconda città del Paese, eccoci al locale messoci a disposizione dalla società con rinfreschi e belle cameriere! Ma la nostra testa è solo alla partita! Beviamo una pinta con Johnny e Graeme e poi via! Un quarto d’ora a piedi ed eccoci a Hampden Park.
L’atmosfera è già spettacolare: 50.000 tifosi da Edinburgh, equamente divisi tra jambos e hibbies, con la stessa voglia di vincere, lo stesso entusiasmo e, soprattutto, lo stesso spirito sportivo. Nessun incidente, nè all’esterno nè all’interno dello stadio.
Tre quarti d’ora prima del fischio d’inizio, ci sediamo ai nostri posti e cominciamo a cantare!
Nell’attesa delle squadre in campo, ci giriamo e dietro a noi chi è tranquillamente seduto con la sua maglia maroon?  Il nostro mitico Craig Gordon e la foto è d’obbligo visto che il grande uomo si ricorda ancora di noi!
E finalmente, ecco il calcio d’inizio della Scottish Cup Final 2012.
Si capisce subito che la differenza fra le due squadre è pesante. Noi partiamo concentrati, aggressivi e determinati a raggiungere il risultato. Loro sono timorosi e assolutamente disorganizzati. Bastano solo 14′ a Darren Barr per scardinare la debole difesa biancoverde e la metà di stadio maroon esplode di gioia. Pochi minuti ancora e il grande Rudi Skacel incrocia col sinistro da 20 metri gonfiando ancora la rete! 2-0 e partita in ghiaccio. Suso potrebbe triplicare, ma il suo diagonale è respinto sulla linea da McPake. E proprio il Capitano dell’Hibernian al 41′, trova la rete della speranza capitalizzando al meglio l’unica nostra distrazione difensiva. Si va quindi al riposo in vantaggio 2-1, ma i jambos non sembrano affatto preoccupati.
Al primo minuto di ripresa, la partita si chiude. Suso salta due uomini e, poco prima di entrare in area da sinistra, viene vistosamente trattenuto da Kujabi già ammonito. L’arbitro concede un rigore generoso ed espelle il terzino biancoverde. Danny Grainger spiazza Brown e ci porta sul 3-1. Ancora un paio di minuti ed il parziale si fa ancora più corposo, grazie al goal di Ryan McGowan, che riprende una corta respinta del portiere hibbie e mette in rete di testa! 4-1 e partita chiusa.
Mentre il west stand e metà dei north e south stands continuano imperterriti ad intonare cori per tutti, tiriamo i remi in barca e non affondiamo il coltello nella piaga. L’Hibernian è alle corde, incapace di reagire, ma non è finita qui: al 74′ è ancora Rudi Skacel , probabilmente alla sua ultima partita con il club, a segnare il 5-1 con un tiro di precisione da fuori area che e si infila a fin di palo alla sinistra del frastornato Brown.
Giusto il tempo per salutare Ian Black, anche lui alla sua ultima apparizione, e Craig Thompson fischia la fine. Comincia il  tripudio!
Dopo che il Capitano, Marius Zaliukas, con una lacrima di commozione, alza al cielo il trofeo calcistico più antico del pianeta, la festa in campo e sugli spalti diventa ancora più frenetica! La voce si azzera, ma la voglia di cantare non si affievolisce:
WHEN THE HEARTS WAS UP TO LIFT THE SCOTTISH CUP, WE WERE THERE, WE WERE THERE!!!
LALALALALALALALALALA PAULO SERGIO, SERGIO, PAULO SERGIOOOOOOO!!!
RUDIIIIii, RUDIIIII, RUDIIIIIII, RUDIIIIIIIII!!!
THIS IS MY STORY, THIS IS MY SONG, FOLLOW THE HEARTS AND YOU CAN’T GO WRONG!!!
Sono solo alcuni degli inni che si alzavano nel cielo di Mount Florida, baciato da un sole primaverile e da una fiumana di jambos impazziti di gioia!
Dopo aver brindato ad un pub adiacente al parcheggio dei pullman, torniamo ad Edinburgh in notevole ritardo per un incidente tra un bus e un pedone. Poi tutti al Caley Sample Room, visto che il nostro Diggers era stracolmo! E rieccoci tutti insieme con Guy, Ray, John, Chris e Donald per celebrare la vittoria. What a day, today!
La domenica non poteva che cominciare con l’ormai famosa colazione da Jools. Uno dei nostri hibbie preferiti, Derek, ci fa l’onore della sua compagnia e ci ritroviamo in dieci per un’allegra riunione!
Dopo aver accompagnato Fabio in aeroporto (sigh), ci aspetta la parata dei vincitori a West End, naturalmente. In più di 100.000 si riversano nelle strade della Capitale che dalla cattedrale di St.Giles portano al quartiere di Gorgie. E’ uno spettacolo impressionante e bellissimo!
Il pomeriggio prosegue al Diggers dove incontro i nostri amici membri del LHSC in Scozia, mentre Marco, Virginia e Roberto tornano a casa per riposarsi. Ci ritroviamo qualche ora più tardi al Cafè Andaluz per una cena meravigliosa con Guy, Jools, Ray, Derek e Stevie: tapas, allegria e un senso di benessere dovuto alla profonda amicizia tra di noi in una serata che ci rimarrà nel cuore per sempre!
Ma le emozioni non finiscono qui! All’uscita dal ristorante, incontriamo l’uomo del giorno! Si, proprio il nostro manager Paulo Sergio, visibilmente provato. Ci parla per alcuni minuti e poi acconsente gentilmente a scattare una foto insieme: Ray è l’uomo più felice del Mondo!
Stremati ma felicissimi, torniamo a casa e ci addormentiamo come sassi.
La mattina di lunedi, io e Marco accompagniamo Roberto in aeroporto alle 5 (!) e poi ritorniamo a nanna per un paio d’ore. Salutiamo gli immensi Guy e Debbie e poi, per premiare la straordinaria pazienza di Virginia, visitiamo il Castello di Glamis e consumiamo un lauto pranzo nel nostro ristorante preferito, l’Old Brewhouse di Arbroath.
Dopo un viaggio di circa 3 ore, riportiamo la macchina ad Ayr e ripartiamo per casa, consapevoli di aver trascorso uno dei più bei weekend della nostra vita!
C’MON THE HEARTS!!!
Qui sotto trovate una piccola photogallery di questi giorni bellissimi

 

 

 

 

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