Torte, biscotti e addio al Delneri-121

Οι διάλογοι ovvero Racconti da tifosi da Bar – lunedì 23 maggio 2011

Al Bar Sport si discute animatamente sull’interpretazione della gara Udinese-Milan che, con una vittoria rossonera, avrebbe portato la Lazio ai preliminari di Champions League. Per l’elettricista interista Kevin Accetturo, tecnico manutentore del videopoker, lo 0-0 del Friuli “è stata un’altra bella torta, anche se confezionata da professionisti!”
Respinge con rabbia le illazioni il tassista milanista Gianni Budrieri: “A Udine non si sono visti né biscotti né torte, specialità interiste – tuona – Si è fatto talmente sul serio che si è fatto male pure Pato!”

Il rappresentante interista Walter Bordegoni è ovviamente di parere opposto: “Ma voi milanisti i magheggi si sa che li fate bene – ironizza – Nella vostra storia avete salvato e mandato in B decine di squadrette e a Marsiglia vi siete pure ritirati dalla famosa Coppa dei Lampioni perché era saltata una lampadina!”
L’ortolano milanista Gaetano Cacchione è sdegnato: “Ma fatela finita, campioni a tavolino – s’infiamma – e gli sta bene alla pure alla Lazio per la Saint Honoré che ha fatto l’anno scorso con voi!”
Per il pensionato interista Artemio Scannagatta l’Inter, se vince la Coppa Italia, diventa ufficialmente la squadra dei tre trofei all’anno, “perché a noi uno solo mica ci basta” – pontifica – “Noi siamo l’Inter, nobiltà del calcio, gente golosa di trofei per definizione, mica come voi del Milan che tirate fuori le bandiere impolverate una volta ogni morte di Papa!”
Lo insulta a pieni polmoni il postino milanista Donato Briscese, che difende strenuamente lo scudetto rossonero, “perché vinto sul campo” – ribadisce – “mica sul comò!”

Tra gli juventini del bar pare invece la festa della liberazione del 25 aprile, dopo l’ufficialità dell’addio di Delneri, anche se il parrucchiere Tonino Tafuri, preso da improvviso buonismo, non è tutta colpa sua E mentre lo studente fuori-corso Boris Abatangelo avanza sottovoce già i primi dubbi circa la convivenza tecnica di Pirlo con Antonio Conte, il carrozziere Ignazio Arfuso, agghindato con una storica maglia di Cuccureddu, preannuncia il pronto ritorno di una grande Juve: “Con Conte, juventino vero, la Vecchia Signora tornerà a dettare la sua legge – assicura – e prima di morire farò tempo a vedermi tanti altri scudetti e almeno due o tre Coppe dei Campioni!”
Il rugosissimo pensionato Ambrogio Spiffero però frena gli entusiasmi: “Il Conte serve a niente se poi gli fate una squadra di contadini – sentenzia – meditate gentaglia, meditate!”

 

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