Lo sciopero della vergogna

Sciopero? Lo sciopero da che mondo è mondo è un’astensione collettiva dal lavoro che comporta la rinuncia ai propri emolumenti. Nella nostra Serie A invece, e solo nella nostra Serie A, visto che tutti gli altri giocano tranquillamente, la giornata verrà recuperata poco prima di Natale e i milionari non perderanno un euro. Anzi, a completare la presa per il culo, alcuni giocano in amichevole nei giorni in cui avrebbe dovuto esserci il campionato. Quando si sciopera non si lavora. Nel loro caso non ci si dovrebbe neppure allenare. E la verità è che il vero motivo della sicopero è quello di dare un segnale contro il pagamento dell’imposta di solidarietà che, peraltro, il governo non ha ancora neppure disposto. Perché la gente normale ha il dovere di contribuire alla crisi del Paese, non loro, che guadagnano in un anno quello che la gente normale non guadagnerebbe in dieci vite. Purtroppo però, passata l’indignazione del momento, torneranno tutti a venerarli come idoli e magari a saltare vacanze e ristoranti pur di fare l’abbonamento allo stadio o, peggio ancora, alla pay per view! Molti, disponendo di un vocabolario d’italiano molto limitato usano spesso la parola vergogna per vicende, che magari sono solo antipatiche o deludenti. Stavolta però la parola è proprio quella: vergogna!

11 Commenti su Lo sciopero della vergogna

  1. In Inghilterra giocano il 26 Dicembre, il chè è giustissimo visto che la gente è a casa e loro sono strapagati lo stesso, in Germania iniziano il campionato alla prima settimana di Agosto, così anche in Francia, in Spagna iniziano più tardi, però bene o male ogni anno hanno sempre una squadra in semifinale di champions league. Qui? Piangono per non pagare un imposta, tanto ci saranno altri milioni di poveracci che la pagheranno per loro, con la differenza che quei poveracci arrivano a fatica a fine mese.
    che amarezza.

  2. Paolo Sabiu // 27 agosto 2011 a 17:37 // Rispondi

    Aspettavo di gustarmi finalmente anche la prima del ‘mio’ Novara, dopo 55 anni di assenza dalla Serie A, e invece…sciopero!…ma sciopero de ché?!?! Il vero sciopero lo dovrebbero fare tutti quelli che si emozionano nel vedere da vicino un loro beniamino e che gli chiedono, spesso senza nessuna speranza di riceverlo, un autografo; quelli che esultano per una vittoria o che addirittura soffrono per una sconfitta, quando proprio i primi a fregarsene sono proprio i calciatori. Questi sì che si meriterebbero zero spettatori sia agli stadi e agli allenamenti, e zero abbonati alla tv! Difficile però: questo è il Paese dei ‘pallonari’, e gli unici a fare le spese di questa scelta ingiustificabile sono soltanto i tifosi… Sono ormai entrato nella retorica, perciò mi fermo qui.
    Saluti!
    Paolo – Novara

  3. Tutto vero peccato che la memoria è corta e settimana prossima come dici te siamo tutti la a venerare gli idoli…Non andare più allo stadio o non abbonarsi è impossibile..ma almeno protestare astenendosi dal tifo per una volta non credo sia impossibile…

  4. franco da Udin // 27 agosto 2011 a 18:02 // Rispondi

    Se le società avessero un qualche peso, in questo calcio di proprietà di sceicchi e procuratori, avrebbero schierato domani le formazioni allievi, come l’Inter di un giovanissimo Mazzola contro la Iuve in quegli anni eroici.
    Invece siamo qui, a sentirci dire che Pandev fuori squadra a Roma era mobbing, che i fuori rosa hanno questo e quel diritto, che i signorini non vogliono pagare eventuali contributi di solidarietà, ed altre amenità del genere.
    Damiano Tommasi sta dando ragione a Andy Warhol: tutti prima o poi hanno il loro quarto d’ora di celebrità. E lui, da ragazzo intelligente, ne sta approfittando. Se ne sente parlare più ora che durante un’onesta carriera da decente rappresentante della classe operaia pedatoria.
    Non nutro alcun rispetto per la categoria dei calciatori: questa “bigiata” conferma la mia idea (lo sciopero è una cosa seria, questa no), e cioè che una manica di mercenari meriterebbe piuttosto un calcio nel deretano che l’affetto di migliaia di tifosi, che spesso si sobbarcano lunghe gite per seguire la squadra del cuore.
    Dice Tommasi “non siamo viziati, siamo lavoratori con i nostri diritti”. Bene. Ma non esiste altra categoria di lavoratori che possa rescindere un contratto à la volée, così, perché di là mi dan di più, senza rispettare i termini dell’accordo, anzi bellamente fregandosene.
    Se poi sta loro così a cuore il destino dei colleghi meno fortunati, si tassino per il 10% dello stipendio netto, costituiscano la propria cassa di sussistenza e ci pensino loro.
    Poveretti… Sarà mica il caso che ognuno di noi invii alle famiglie dei tapini un pacco di pasta ed un litro di latte?
    Demagogico, lo so, ma vero..

  5. La indignazione di GLR, espressa senza giri di parole, non fa una piega.
    Però credo anch’io che questo pseudosciopero non avrà l’impatto negativo e la riprovazione generale che meriterebbe. Per diversi motivi, tra cui quelli detti nell’articolo e anche altri. Ne cito due:
    1) Perché i giocatori sono stati così abili da far apparire (mediaticamente) che la colpa è dell’intransigenza della Lega, avendo come sponda persino il vertice federale (Abete) che addirittura ha avuto l’idea balzana di mettere nella controversia soldi della FIGC, quindi soldi pubblici, pur di evitare la falsa partenza;
    2) perché anche nella Lega qualcuno (se non erro Galliani non mi sembra granitico nel sostenere la tesi che il contributo lo pagheranno i giocatori) è andato fuori linea disorientando l’opinione pubblica;
    Alla fine ho l’impressione che prima ancora dei tifosi gli stessi dirigenti si caleranno le braghe. Spero di sbagliarmi.
    Henryk

  6. roberto scib // 27 agosto 2011 a 22:41 // Rispondi

    Vergogna veramente. Che schifo.
    Visto l’andazzo di questi meschini signorotti e la meravigliosa campagna acquisti nerazzurra, penso che sia giunta l’ora di dedicarsi ad altre amenita': alcol, donne, curling, badmington, golf, bridge, ogni cosa va bene except for football
    R

    • Io per la verità, al di là del lavoro, mi ci sono sempre dedicato ad altro: tranne l’alcol, il golf, il badmington, il bridge e il curling.
      GLR

  7. Ma poi… per scioperare non bisognerebbe prima avere un “lavoro”?

  8. Claudioeffedeejay // 28 agosto 2011 a 11:32 // Rispondi

    La verità come al solito sta nel mezzo. Più che sciopero trattasi di clamorosa forma di protesta messa in atto dai calciatori di serie A perché pare ovvio che se si ferma la prima categoria non ne parla nessuno. Gli attori principali dell’italia pallonara non sono riusciti a trovare uno straccio di accordo in un anno di non tavoli di confronto: le colpe quindi sono di tutti e non solo dei calciatori. Riguardo al contributo di solidarietà è uscito un bell’ articolo sul corriere della sera che spiega che il problema eventualmente si porrebbe solo per Juve e Milan che stipulano contratti in base al netto: stratagemma che penalizza nel caso di aumenti di aliquote irpef o introduzione di tributi speciali ma che spesso comporta la possibilità di beneficiare degli sgravi fiscali che in questo caso sono a totale vantaggio delle società. In buona sostanza la società che accetta i contratti al netto per i benefici di cui sopra deve accollarsi i rischi di eventuali contributi di solidarietà. Per le società che stipulano contratti al lordo il problema non si pone: pagano i calciatori.

  9. Cito solo un dato, senza quindi entrare nel merito della questione sciopero.
    Preliminari delle coppe europee (quelli che si giocano a luglio ed agosto….)
    Palermo eliminato in un turno intermedio dei preliminari di europa league
    Roma eliminata al play off di europa league
    Udinese eliminata dal peggior arsenal degli ulmini 20 anni nei play off di champions league
    Lazio qualificata.
    3 squadre italiane su 4 vengono eliminate nei preliminari delle coppe europee, potrebbe sembrare lo score delle squadre cipriote di qualche anno fa ed invece è il risultato delle squadre italiane in Europa.
    Buono sciopero a tutti, che poi dovrebbero spiegarmi che razza di sciopero è quello in cui non si gioca il campionato ma si giocano le amichevoli……..

  10. Massimo Inter // 30 agosto 2011 a 08:13 // Rispondi

    Si è verissimo.Se io sciopero, non ricevo i soldi e non mi fanno mica recuperare la giornata.Evidentemente, il sindacato calciatori ha regole scritte ad hoc a discapito di un qualunque CCNL…Ma il calcio è una mega industria del nostro paese e quindi i calciatori fanno leva e ne approfittano.Sanno bene che al massimo leggeranno qualche striscione d’insulto allo stadio e poi…tutto nel dimenticatoio.
    Se facessero un passo indietro sarebbe un bel segnale ma è come predicare nel deserto.

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