Inter Nos 6

Pubblicato su San Siro Calcio, sabato 10 dicembre 2011

SAN SIRO VIOLATO – San Siro nerazzurro solo un anno fa era lo stadio più imbattuto del mondo. Ora è diventato terra di conquista per chiunque si trovi a passare di qui. Una settimana fa ci ha vinto l’Udinese, mercoledì scorso il CSKA Mosca. Nell’ultima, fortunatamente  ininfluente, gara di Champions League, l’Inter ha perso ancora, di misura, almeno senza sbracare, come accadde un anno fa a Brema, quando rinunciò a giocare col Werder e beccò addirittura tre pere, accontentandosi in partenza della piazza d’onore nel girone. Allora però c’era la scusa dell’operazione Mondiale per Club in partenza proprio in quei giorni. Stavolta non c’era neppure da accontentarsi, perché l’Inter aveva già vinto il suo girone, unica tra le italiane. A tal proposito il nostro calcio quest’anno si ritrova con tutte e tre le sue squadre nella fase finale, meglio dell’Inghilterra che si è persa per strada i due Manchester e della Spagna, che ha smarrito Valencia e Villarreal. Chi pensa però che il calcio nostrano stia uscendo dalla crisi sbaglia. Inter e Milan hanno infatti portato a casa il minimo sindacale, visti i compagni di viaggio nei rispettivi gironi e la vera impresa l’ha fatta il Napoli. Alzi la mano chi all’indomani del sorteggio avrebbe scommesso sulla qualificazione dei partenopei!Tornando all’Inter, malgrado Ranieri col CSKA abbia ringiovanito la formazione durante la partita, c’è poco da stare allegri, perché di questi tempi si perde con chiunque. E anche se sul piano del risultato questa gara contava nulla, perdere sberle a ripetizione non fa certo bene al morale. Anche in Champions sono tornati i soliti alti e bassi del campionato: stavolta bene Ranocchia, soprattutto nel gioco aereo sui calci piazzati, tonico Nagatomo, dignitoso Obi e in crescita Faraoni. Da rivedere Luca Caldirola, che ha esordito subentrando a Chivu nella ripresa. Male invece Samuel, impalpabili Coutinho e Alvarez e da strozzare per  il solito eccessivo e snervante individualismo Mauro Zarate. Diego Milito merita un discorso a parte, purtroppo ancora negativo, perché davanti si è fatto trovare spesso, ma ha fallito tutto il fallibile: dalle rifiniture alle conclusioni, fino ad una clamorosa traversa, scheggiata di testa da due passi.Il momento no quindi prosegue insieme ai soliti incubi del campionato, ma sulla carta c’è da rallegrarsi per lo stuolo di piazzate con cui giocarsi gli ottavi: Zenit, Marsiglia, Bayer Leverkusen, Lione e Basilea. Da rallegrarsi per modo di dire, perché così com’è e se così rimarrà anche dopo il mercato di gennaio, l’Inter può perdere con chiunque. Ma in Europa è l’unica italiana che ha vinto il suo girone, difendendo al meglio il suo ranking europeo, e avrà il conforto di giocarsi in casa il retour-match degli ottavi, cosa che non accadeva da tre anni. Almeno quel poco che di positivo è rimasto, val la pena sottolinearlo.

INCUBO VIOLA – L’Inter vista coll’Udinese e con CSKA fa temere il peggio in vista dell’arrivo a San Siro della Fiorentina di Delio Rossi, tornata prepotentemente alla vittoria proprio nell’ultimo turno di campionato, dove ha schiantato la Roma. Qui le chiacchiere ormai stanno a zero, nel senso che di qui alla sosta natalizia l’Inter è attesa da un poker di partite dalle quali deve ricavare assolutamente almeno 10 punti, altrimenti si fa grigia per qualsiasi progetto di risalita. Il programma prevede Fiorentina e Lecce a San Siro, Genoa e Lecce in trasferta. I numeri sono impietosi: in campionato l’Inter ha giocato finora 12 partite e ne ha perse la metà; in Champions League, nonostante abbia vinto in anticipo il girone, i nerazzurri hanno perso altre due volte, entrambe davanti al pubblico amico; se poi ci aggiungiamo la sconfitta estiva in Supercoppa Italiana il totale diventa di 9 sconfitte in 19 partite. Si è scritto e detto moltissimo sulla riorganizzazione di difesa e centrocampo, ma il problema principale adesso è diventato l’attacco, perché le punte non segnano più: Giampaolo Pazzini, determinate nella seconda parte della stagione scorsa, è alla ricerca del gol perduto, Diego Milito è perennemente giù di forma e basta guardarlo negli occhi per capire che c’è pure un problema di natura psicologica. L’ex Principe, ogni volta che va in campo, pare vada al patibolo. Mauro Zarate per quel che ha fatto vedere finora sarebbe da rispedire immediatamente a Lotito facendosi restituire la caparra del prestito: altro che riscatto a giugno! Ci sarebbe Diego Forlan, ma è fuori da una vita e non tornerà in condizione prima di gennaio.Castaignos è qui soprattutto per fare esperienza come quinta punta, non certo per risolvere problemi più grandi di lui.

QUALE MERCATO? – La squadra continua a non stare in piedi e nessuno può dirsi promosso a questo punto della stagione. Proprio nessuno. Come non bastasse, le dichiarazioni di Marco Tronchetti Provera che ha ribadito che, al di là dei discorsi di mercato, l’Inter è forte così com’è, sono fuori dal tempo. Massimo Moratti continua a ribadire che a gennaio farà qualcosa, ma non sembra avere né le idee chiare né l’entusiasmo di un tempo. Non sono certo Kucka e Juan Jesus i rinforzi sognati dai tifosi. L’Inter un anno fa era in vantaggio su cassano e quest’estate du Tevez. Poi ha misteriosamente cambiato idea su entrambi spianando la strada al Milan. E per portare a casa certi giocatori alle migliori condizioni bisogna seguirli pervicacemente, non abbandonarli dopo la prima timida offerta! In questi giorni circola ancora il nome del capitano belga dell’Ajax Jan Vertonghen, capace di giocare difensore centrale, ma anche laterale sinistro di difesa e di centrocampo. E’ un’ottima opzione, ma l’eclettico 24enne costa già una fortuna! E poi si sa che gli olandesi, popolo di mercanti, in certe trattative sono ossi duri e l’Inter non ha tempo né soldi da perdere.Pescando alla rinfusa, il rischio di ripetere gli errori fatti con Alvarez, Jonathan e Zarate è altissimo e in un mercato di riparazione con i soldi contati bisogna essere anche fortunati.

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