Inter Nos 5

Pubblicato su San Siro Calcio, mercoledi 7 dicembre 2011

CHAMPIONS, UNICA CONSOLAZIONE – Meno male che c’è la Champions verrebbe da dire, visto quello che è accaduto solo tre giorni fa in campionato in questo stesso stadio.
Ranieri contro il CSKA può far rifiatare chi ha giocato di più, ma stia attento a non esagerare col turn-over. San Siro non sopporterebbe un altro rovescio dopo quello ravvicinato con l’Udinese. Per questione di prestigio e di ranking, l’Inter in campo dovrà essere comunque una ‘prima squadra’ e non ‘una primavera’ e sarà così, anche perché Ranieri a parole continua a coccolarsi i giovani, ma poi si affida ai vecchi. L’ultima del girone di Champions avrebbe potuto essere un buon test almeno per il lungodegente Andrea Poli, ma l’ex-sampdoriano non figura nella lista europea. In ogni caso, guai a rimediare altre figuracce, tipiche dell’Inter a qualificazione già acquisita. Qualcuno si ricorda lo 0-3 di Brema un anno fa? Se non altro, quella volta c’era in ballo la preparazione al Mondiale per Club. Ora il fatto di poter giocare in scioltezza, avendo già in tasca il primo posto nel girone, non deve far sottovalutare i russi che sono ancora in corsa per  gli ottavi e arrivano a San Siro per giocarsela fino all’ultimo respiro, senza niente da perdere.

SPROFONDO INTER – La sconfitta casalinga con l’Udinese, la sesta in campionato, ha solo certificato per l’Inter quello che Massimo Moratti probabilmente in cuor suo aveva già capito, ma si rifiutava di ammettere apertamente. L’Inter del Triplete è finita e, perennemente flagellata da infortuni a catena, rischia di non avere nemmeno la minima europa, l’Europa League. Questa stagione sta inequivocabilmente sancendo la fine di un impero capace di arrivare ad estendersi su tutto il globo.
Nelle ultime sette stagioni l’Inter ha sempre alzato almeno un trofeo. Quest’anno con tutta probabilità sarà il primo a digiuno, a meno di un ennesimo exploit in Coppa Italia. In Champions, dove l’Inter con il Real Madrid è arrivata alla decima partecipazione consecutiva, impresa che non è riuscita nemmeno al Barcellona, anche quest’anno ci sono squadre decisamente più attrezzate anche per le altre italiane. Il sogno di una rimonta in campionato è invece tramontato ancor prima di cominciare, spazzato via da numeri impietosi:  6 sconfitte in 12 giornate, ovvero la metà delle partite giocate – peggio dei nerazzurri hanno fatto solo Lecce e Cesena – con la miseria di 14 gol segnati a fronte dei 18 subiti e soprattutto il quart’ultimo posto in classifica a +4 sul Novara terz’ultimo, anche se i nerazzurri devono recuperare la partita di Genova. Andando avanti così l’Inter rischia di chiudere il campionato intorno ai 45 punti! Per arrivare ai preliminari di Champions League, l’Inter dovrebbe fare almeno 56 punti, vincendo 17 partite delle 26 rimanenti. Quest’anno la quota europea, secondo gli statistici, dovrebbe aggirarsi attorno ai 70 punti: un’enormità, visto il passo da lumaca della squadra di Ranieri. E se fino a un anno fa San Siro nerazzurro era tra gli stadi più imbattuti del mondo, ora vi può vincere chiunque.

LA RIFONDAZIONE – Dire che sono tutti sono sotto esame è una frase fatta. In realtà non ci sono soldi veri per i grandi acquisti e finanziarli con qualche cessione eccellente è un’impresa, visto che parliamo di giocatori tanto chilometrati quanto strapagati. Prima di fantasticare su chissà quali colpi di mercato, bisogna premettere che senza un piazzamento in Champions League, l’Inter perderà 30 milioni di euro.
Una cifra più o meno simile è quella che Moratti ha calcolato di investire in gennaio. Il rischio però è sempre lo stesso: quello di incaponirsi in Sudamerica alla ricerca dei nuovi Maicon e Cambiasso, che peraltro vennero notati quando giocavano già in Europa. Trovarli in Brasile e Argentina equivale a pescare un jolly e gli ultimi arrivi, da Alvarez a Jonathan, sono forse proprio lì a dimostrare che non è tempo di colpi ‘esotici’.
Anche senza le disponibilità economiche di un tempo, Massimo Moratti comincerà in ogni caso a rifondare già da gennaio, con l’obiettivo immediato di ringiovanire la squadra. Intanto, il presidente ha cominciato a cercare all’estero soci di capitale, disposti ad impegnarsi con lui nell’Inter. Coi russi di Gazprom ci sono in piedi molti discorsi di petrolio, ma Moratti al momento ha sgombrato il campo dalle voci più estreme: «Non vendo e non lascio la società». Ciò non toglie che il numero 1 nerazzurro stia effettivamente cercando nuovi finanziatori anche per costruire un nuovo stadio tutto dell’Inter, un suo vecchio pallino, diventato ora un’esigenza assoluta, sulla scorta della crisi economica e del Financial Fair Play.

 

 

 

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