Inter Nos 4

Pubblicato su San Siro Calcio, sabato 3 dicembre 2011

IL PUNTO – Da stasera San Siro deve tornare ad essere la casa dell’Inter. Finora troppa sofferenza e pochissimi gol davanti al pubblico amico, gente dal palato fino e ulteriormente affinato da trofei a raffica. Ora per tutta la settimana, i ragazzi nerazzurri – ragazzi, si fa per dire – hanno l’opportunità di giocare a San Siro tre partite consecutive, due di campionato e una di Champions, ormai ininfluente ai fini della qualificazione, ma comunque utilissima come allenamento. Nell’ordine sono in programma Inter-Udinese, Inter-CSKA Mosca e Inter-Fiorentina, ancora in anticipo serale sabato 10 dicembre.
Dopo aver archiviato la pratica europea con un turno d’anticipo, le cose un po’ per volta sembrano in via di miglioramento anche in campionato. L’Inter è in serie positiva da quattro partite. Dopo la sconfitta con la Juventus, sono arrivati i successi con Lille e Cagliari, il pareggio a Trabzon per la qualificazione agli ottavi di Champions League con il primo posto aritmetico nel girone, e la vittoria a Siena col gol in extremis del giovane Luc Castaignos.
E a Siena, malgrado il gioco soporifero, la benzina l’hanno finita gli altri ed è stata la prima volta che è toccato agli avversari e non all’Inter ritrovarsi con fiato corto, segno che forse il lavoro atletico dello staff di Ranieri sta cominciando a farsi sentire.
I problemi dell’Inter comunque rimangono e sono sotto gli occhi di tutti. L’infermeria continua ad essere affollata e gli stiramenti di primo grado sono praticamente spariti per lasciare il posto a quelli di secondo grado, a quelli più gravi, purtroppo, con stop sempre più lunghi del previsto.
Ed è sempre un’impresa ipotizzare realisticamente le date dei rientri, soprattutto di Maicon e Sneijder, ovvero degli ultimi due fuoriclasse rimasti in rosa dopo la partenza di Eto’o. Per non dire di Forlan, che un giorno sembra bruciare le tappe e un altro dilatare i tempi del ritorno in campo.

I GIOVANI E IL MISTERO POLI – Chi è clinicamente pronto è Andrea Poli, ormai stabilmente convocato da Ranieri, ma finora mai impiegato, nemmeno un minuto in campionato. In Champions non è stato neppure inserito in lista. L’ex sampdoriano, arrivato in agosto con un infortunio al retto femorale della gamba destra, si è nuovamente bloccato  a metà ottobre per un risentimento agli adduttori della sinistra. Tra un guaio e l’altro, Poli è ancora in attesa della sua occasione e ha praticamente dovuto rifare l’intera preparazione. Difficile dire quando potrà essere impiegato da Ranieri con una certa continuità. L’Inter continua ad essere la sintesi di una squadra in cui alcuni giocatori non ci sono più, almeno per giocare a certi ritmi, e altri non ci sono ancora, anche se i giovani qualche segnale positivo lo hanno appena dato: i gol in successione di Coutinho col Cagliari, di Alvarez col Trabzonpor e di Castaignos col Siena testimoniano che il loro inserimento in prima squadra è cominciato. Ora deve proseguire, sperando che non subentrino altre complicazioni e altri infortuni.
Nella rosa dell’Inter ci sono parecchi calciatori nati negli anni ’70, e altri nati negli anni ’90: salvo qualche eccezione, manca un’intera fascia generazionale, quella degli anni ’80, ossia il fiore dell’età agonistica. Con impegni tanto numerosi e ravvicinati e con una classifica da rimontare il rischio di defezioni o di impreparazioni resta elevato. Il mercato di gennaio, visto che a quanto pare non vi sono le condizioni per l’arrivo di top-players, dovrà essere utilizzato anche per colmare questa lacuna.

IL MERCATO – I rumours sono i soliti. Qui più che altrove, l’imminente Financial Fair Play continua ad essere vissuto come un incubo. Quindi niente spese folli. Così il tesoretto di 20-25 milioni di euro che Moratti, a quanto si è saputo nell’ultima Assemblea dei soci, metterà a disposizione per il prossimo mercato invernale dovrà essere speso bene, anzi benissimo, con margini di errore da ridurre necessariamente al minimo.
I nomi più gettonati per il centrocampo, il reparto più in emergenza, oltre all’arrivo scontato dello slovacco Juraj Kucka dal Genoa, continuano ad essere quelli di Riccardo Montolivo della Fiorentina, in alternativa al belga del Cagliari Radja Nainggolan. Per la difesa Juan Jesus, terzino e all’occorrenza centrale difensivo dell’Internacional di Porto Alegre, continua ad essere corteggiatissimo. Nessun big, come si può intuire, anche se una confidenza di Massimo Moratti rimbalzata proprio nelle ultime ore potrebbe aprire ad una novità clamorosa. “Ci sarebbe bisogno – avrebbe confidato ad amici il presidente – di un attaccante al quale la squadra possa guardare con tranquillità e sentirsi più sicura!”
Uno come Eto’o, per intenderci, ma uno come Eto’o non esiste. A meno che l’idea del prestito dell’ex bomber per i tre mesi di pausa del campionato russo non stia diventando davvero un’ipotesi realistica. Altri grandi attaccanti in giro non ce ne sono, a meno di non buttarsi sul fantamercato immaginando un inserimento dell’ultim’ora su Carlitos Tevez, abbandonato alla fine dell’estate, o addirittura su Ricardo Kakà, sempre più in rotta con Mourinho.

 

 

 

 

 

 

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