Inghilterra, il Liverpool è tornato

di Andrea Ciprandi da http://andreaciprandi.wordpress.com/

Non sono ancora i risultati a dirlo, ma il Liverpool ha ritrovato se stesso. Da quando Kenny Dalglish è tornato a sedersi sulla panchina dei Reds sono infatti arrivate nell’ordine due sconfitte, in casa del Manchester United per la FA Cup e sul terreno del Blackpool, quindi un pareggio casalingo nel derby e finalmente la netta vittoria al Molineux sul Wolverhampton.

Quello che stanno avendo gli uomini ora affidati allo scozzese è però un incoraggiante crescendo che dipende da svariati fattori. Primo fra tutti, e in tempi in cui la proprietà americana potrebbe far pensare a una perdita d’identità, il coinvolgimento che non può mancare quando si veste quella maglia e che forse solo King Kenny, coadiuvato da Sammy Lee, può spiegare e trasmettere a giocatori per la maggior parte approdati ad Anfield proveniendo da ogni parte del mondo. Il nuovo manager, subentrato a Hodgson che a sua volta aveva sostituito Benitez appena sei mesi fa, ha infatti già vinto col Liverpool 34 trofei: 25 di cui 3 Coppe dei Campioni quando giocava e 9 da player-manager, quando portò i Reds a conquistare il loro ultimo campionato, datato 1989-90, prima che iniziasse l’era della Premier League e il calcio inglese era ancora quello tradizionale che ispirò i movimenti sorti in ogni altro Paese. Con indosso la maglia rossa, fra l’altro, aveva diviso la maggior parte dei suoi trionfi proprio col suo attuale secondo.

A caratterizzare il Liverpool nato in questo 2011 è il ritorno al classico 4-4-2. La forma ritrovata dai suoi interpreti, però, è tale che spesso ci troviamo di fronte addirittura a un 4-5-1, con Kuyt arretrato lungo la fascia destra ma pronto con ogni suo compagno di reparto a fare continuamente su e giù per il campo come un rastrello largo cinquanta metri. Il gioco è tornato a essere disincantato, leggero, allegro. E lineare, diretto, verticale. Si affronta l’avversario alternando un pressing alto all’attesa del suo arrivo sulla trequarti quando è il caso di rifiatare, tanto poi la palla viaggia in pochi secondi dalla zona difensiva all’area avversaria ricordando le incursioni collettive dell’entusiasmante squadra degli anni Settanta e Ottanta. Guardando invece a un passato più recente, sebbene utilizzando un altro modulo e con tutto ancora da dimostrare il nuovo Liverpool fa tornare in mente per efficacia e praticità quelli che con Benitez avevano conquistato la Champions League del 2005 e sfiorato quella del 2007.

Pur nell’attesa che rientrino il loro profeta Gerrard, Carragher e Joe Cole, i Reds hanno già trovato il proprio equilibrio. Davanti a Reina si schiera la linea dei 4 difensori: da destra a sinstra il giovane Kelly, Agger, Skrtel e Glenn Johnson reinventato fluidificante sulla fascia opposta a quella che ha sempre coperto con un colpo di genio simile a quello di Lippi quando intuì che cambiando di fascia a Zambrotta avrebbe potuto creare un campione. La linea mediana è di competenza di Maxi Rodriguez, Poulsen, Lucas Leiva e Meireles, mentre Kuyt fa da collante tra il centrocampo, che taglia partendo dalla destra, e l’attacco affidato a un redivivo, di nuovo letale Torres. Fra tutti, chi sembra aver guadagnato maggiormente dal nuovo modulo è il portoghese Meireles, che oltre a muoversi a tutto campo ha già realizzato due spettacolari reti e fornisce assist a ripetizione.

Il ritardo in campionato, con l’attuale posizionamento a metà classifica e un incolmabile solco di punti dalle prime, di fatto taglia il Liverpool già fuori dalla corsa al titolo. Anche Coppa di Lega e Coppa d’Inghilterra sono sfumate, oltretutto entrambe al primo turno disputato, ma ai Reds resta ancora il palcoscenico europeo, quello in cui innanzitutto il Club e poi il suo nuovo manager tradizionalmente si esaltano. A prescindere dall’immensa qualità espressa dai più recenti padroni del calcio inglese ed europeo, allora, la speranza è che torni a dire la sua anche questa Società gloriosa, la cui grandezza sta nei risultati ottenuti in 119 anni di esistenza ma soprattutto nella sua interpretazione originale del gioco. Quella che è tornata con King Kenny.

1 Commento su Inghilterra, il Liverpool è tornato

  1. Speriamo continui cosi’, una squadra come il Liverpool non merita quel posto in classifica.

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