I consigli da qui all’Epifania

Pubblicato su Libero, martedì 1 novembre 2011

Umità e scelte dure per raggiungere la salvezza. Il resto? Si vedrà…

Venerdì scorso Massimo Moratti ha annunciato all’Assemblea dei soci dell’Inter di essere pronto a tornare sul mercato. Rinaldo Ghelfi, da sempre amministratore delegato dei beni del Presidente dell’Inter non ha mai rilasciato un’intervista in vita sua, ma a denti stretti ha confidato di aspettarsi nuove spese. Il tesoretto, attorno ai 25 milioni di euro, verrà utilizzato per portare subito Kucka a Milano e per un paio di innesti tra difesa e centrocampo. Non potendo inseguire calibri tipo De Rossi, sarebbe opportuno pescare nel nostro campionato evitando, per qualche tempo, il Sudamerica, tra gli innumerevoli brasiliani dai nomi folcloristici. Basta con Ordinho, brasiliano certamente esplosivo, Vitinho, brasiliano dal dribbling ubriacante, Folihno, brasiliano di origine umbra.
Dopo gli ennesimi infortuni di Julio Cesar, Maicon e Coutinho, meglio rivolgersi a calciatori giovani, ma già verificati nella nostra Serie A.
Intanto per fronteggiare subito l’attuale emergenza, vanno messi alcuni punti fermi: Viviano, appena guarito, va subito testato come potenziale successore di Julio Cesar: Zanetti  deve rimpiazzare immediatamente Maicon, che per il solito stiramento di secondo grado non rivedremo prima di dicembre. A centrocampo, non appena sarà arruolabile Poli, tra Stankovic e Thiago Motta, ne può giocare solo uno. Cambiasso va subito liberato definitivamente dalla partecipazione alla fase offensiva, piazzandolo come incontrista davanti alla difesa. Con Milito occorre essere chiari e crudeli: al momento è solo la riserva di Pazzini. Alvarez va coinvolto almeno nelle gare in cui è più saggio tenere palla, dove l’individualismo di Zarate è un lusso che non ci si può permettere di fronte ad avversari che contrattaccano ripartendo in velocità. In difesa Lucio va agganciato con una catena alla porta interista, mentre Samuel dovrà essere saggiamente dosato insieme a Ranocchia e a Chivu, che avrà anche il compito di far rifiatare Nagatomo. Se la prendono tutti col nipponico senza capire che è l’unico in grado di recuperare in velocità, mentre i senatori stanno a sghignazzare mentre s’ammazza in campo di fatica. L’Inter di oggi deve imparare l’umiltà: non gioca né per lo scudetto né per la zona Champions, quindi via il fioretto e fuori la sciabola, almeno finché non si sono fatti i punti per una classifica più tranquilla. Inutile fare gli splendidi se non si hanno più la testa e le gambe per farlo. Last but non least, a Claudio Ranieri deve avere poteri straordinari anche nella gestione dei senatori. Troppe volte in passato calciatori onusti di gloria hanno alzato il ditino per rifugiarsi in infermeria al primo dolore, mentre la situazione stava precipitando. Guai se anche l’allenatore dovesse ritrovarsi ad alzare le braccia.

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