Addio Ronie

Quando un grande lascia o trapassa, noi giornalisti usiamo dedicargli il cosiddetto ‘coccodrillo’, un pezzo mieloso che ne ripercorre le gesta, ma per l’addio al calcio di Luis Nazario da Lima in arte Ronaldo ho deciso di scrivere qualcosa di diverso. Del Ronaldo che ho conosciuto io e che per lavoro ho frequentato quasi quotidianamente per cinque anni tra il luglio 1997 e l’agosto 2002, quando facevo molto più di oggi il cronista d’assalto che, armato di microfono, insieme al cameraman di turno, gli è stato spesso alle costole alla ricerca di un’intervista più o meno esclusiva. Ronaldo era ‘fenomeno’ anche a sfuggire agli inseguimenti e mi ha fatto sputare sangue, anche se per queste cose chi ho detestato davvero è Adriano, uno che quando era in volo aveva la pessima abitudine di sparire improvvisamente nei cieli di mezzo mondo. Quante giornate buttate via a Malpensa e quante telefonate all’amica Carla dell’Ufficio Stampa Sea alla ricerca dell’Imperatore volante! E, pensandoci bene, buona parte della mia avversione per i calciatori brasiliani è dovuta proprio ad Adriano!
Tornando a Ronaldo, lascio ad altri il compito di collocarlo gerarchicamente tra Maradona, Platini o Van Basten. Non m’interessa neppure inserirlo nelle ipotetiche formazioni di ogni tempo tra Pelè, Di Stefano e compagnia, anche perché, tra i fuoriclasse di ogni tempo, riesco a risalire al massimo a Cruijff e Rivera, che ho avuto la fortuna di vedere dal vivo, nella fase già calante della loro carriera.
Il ‘mio’ Ronaldo è quello di una diretta esclusiva a San Siro nel luglio ’97, appena arrivato, quando fu presentato al pubblico interista: Telelombardia prese l’esclusiva dell’evento e fui l’unico giornalista a stare in campo con lui, con più di cento bambini in maglia nerazzurra che lo circondarono toccandogli la testa pelata, cosa che lui ha sempre odiato! Poi qualche mese più tardi alla Pinetina sfruttai l’idea di un nostro sponsor, ‘La Casa della Pelle’ di Monza: il titolare lo voleva assolutamente conoscere e gli regalò un elegante giaccone firmato col quale mi rilasciò un’intervista esclusiva. Roba che a provarci oggi, ad Appiano Gentile ti prenderebbero a fucilate, ma erano altri tempi!
E come dimenticare quella sfida a calcetto per beneficenza al Palalido tra giornalisti e gente dello spettacolo del gennaio ’98? Lui era l’ospite d’onore, io segnai il gol decisivo per i miei e corsi a festeggiare inginocchiandomi davanti a lui e se non ci credete beccatevi il filmato qui sotto!

Mi ricordo poi quando l’Inter Club di Vercelli mi chiamò a presentare una serata in una discoteca davanti a tutti gli Inter Club del Piemonte. Come ospiti d’onore erano attesi proprio Ronaldo e Roberto Baggio. Arrivarono in ritardo e salirono sul palco solo per dire al mio microfono “ciao a tutti e forza Inter” prima di fuggire inseguiti da una folla inferocita. Tra l’altro si vociferava che per il disturbo ai due avessero regalato un paio di rolex da trenta milioni l’uno. C’ero alla Madonnina quando il 6 aprile 2000 Milene Domingues diede alla luce il piccolo Ronald e lui si fece immortalare da fotografi e cameramen con in braccio il neonato.
E c’ero anche sei giorni dopo all’Olimpico di Roma, quando rientrò in campo e gli saltò subito il tendine rotuleo del ginocchio destro. Non aveva ancora compiuto 24 anni! Tra l’altro la foto che vedete qui a fianco è una rarità che mi inviò qualche giorno dopo un tifoso e ritrae Ronaldo che fugge in barella verso spogliatoi. All’epoca ai giornalisti al seguito dell’inter era ancora permesso di viaggiare sull’aereo della squadra e non dimenticherò mai la sua espressione sul volo di ritorno: stava sdraiato in prima fila con la gamba destra fasciata ripetendo a tutti che sarebbe tornato presto. Nessuno di noi ci credeva, ma non avevamo fatto i conti con la sua forza di volontà  E infine ricordo perfettamente la giornata campale del 31 agosto 2002 davanti alla sede dell’Inter via Durini: restai in attesa dalle 10 del mattino fino alle 9 di sera che scendesse a spiegare le ragioni del suo divorzio dall’Inter, prima di venire rimpiazzato da un collega. Poco prima di mezzanotte fuggì in auto dal garage inseguito di corsa dai giornalisti e da una folla inferocita.
Per me Ronaldo è finito lì e posso dire di essermelo goduto al meglio, come nella notte magica della finale con la Lazio al Parco dei Principi di Parigi quando l’inter conquistò la Coppa Uefa 1997-98. Non feci neppure caso al suo ritorno in Italia, sponda Milan, qualche anno più tardi. Mi ricordava Buffalo Bill che, dopo essere stato il più grande cacciatore di bisonti di ogni tempo, campava come attore nel suo Wild West Show. Pochi sanno che Buffalo Bill nel 1890 fece anche una tournèe in Italia tra Brescia, Genova, Udine e Roma, dove con i suoi pards perse addirittura una sfida nella doma di puledri con i butteri dell’Agro Pontino. Il Ronaldo del Milan era già l’ombra del fuoriclasse ammirato nell’Inter. Ora che ha lasciato davvero piangendo come un vitello scenderà in campo un’ultima volta per la tipica partita d’addio in Brasile l’estate prossima. Dalla sua avrà sempre la ragione di numeri impressionanti: 62 gol in 95 partite con la Nazionale del Brasile, dove vanta il record di miglior marcatore ai Mondiali con 15 reti tra il 1994 e il 2006. Di Mondiali ha vinti due: nel 1994 senza giocare neppure un minuto e nel 2002 da capocannoniere.
E nei club? 65 gol in 66 partite nel Cruzeiro, 55 in 57 nel PSV Eindhoven, 47 in 49 nel Barcellona, 59 in 100 nell’Inter, 104 in 177 nel Real Madrid, 9 in 20 nel Milan e ancora 35 in 69 col Corinthians, ormai impresentabile per stazza e stravizi: altro miracolo di una carriera che avrebbe potuto essere ancora più fortunata. Addio Ronie!

21 Commenti su Addio Ronie

  1. unico. Sono tornato allo stadio, allora, perchè c’era lui. Ricordo ancora le prime partite il primo anno a San Siro: palla a lui e lo stadio in silenzio. ricordo Inter Fiorentina. Il primo gol al Bologna. e tutti gli altri. Che bel vedere.

  2. Ciao Gian Luca,
    nonostante tutto (perchè sono interista) voglio fare un plauso alla grande carriera di Ronie,
    comunque poco vincente in rapporto alle sue qualità di giocatore. Uno che comunque detiene ancora il record di gol segnati ai mondiali rimane un grande campione.
    Ricordo l’entusiasmo quando Moratti lo strappò al Barça nell’estate del ’97. Quello che capitò poi nel 2002 potrebbe dare ancora qualche fastidio ad alcuni, ma i calciatori di oggi si sa come sono… Beh, preferisco ricordare i gol e le splendide giocate esibite in maglia nerazzurra!
    Ciao e nerazzurri forever!

  3. Gian Luca, nella foto in alto se ti rasi i capelli e ti abbronzi un pochino sei identico al Fenomeno! Purtroppo per te, penso che i piedi non assomiglino ai suoi neanche se trattati con Photoshop… :-)
    Un saluto e un abbraccio, sei sempre il migliore!! (questa valeva sia per te che per Ronie)

  4. …detto questo, mi ha fatto innamorare del calcio!

  5. Ronaldo :
    ” figlio del lampo degno di un re ” ( Samarcanda di Vecchioni ).
    Impressionante la sua velocità.
    ” e come tutte le più belle cose vivesti solo un giorno come le rose ” ( La canzone di Marinella di De Andre) .
    Purtroppo il vero Ronaldo è stato solo quello della stagione 97/98 .
    Buona vita Ronnie

  6. IL CALCIATORE CHE PIU’ HO AMATO E IL CALCIATORE CHE PIU’ HO ODIATO.
    2 FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA.
    FENOMENO IN CAMPO, MENO NELLE SCELTE DI VITA.
    L.

  7. Già…addio Ronie
    Certo che a guardare le medie-gol bisogna solo togliersi il cappello: anche i 9 gol in 20 partite col Milan, nelle condizioni fisiche in cui era, fanno capire quanto era veramente Fenomeno.
    Date un’occhiata alla media gol (carriera, non della singola stagione) di qualsiasi attaccante attualmente in attività, nessuno credo sia minimamente paragonabile.
    L’addio in quel modo all’Inter a me brucia ancora, e tanto.

  8. Il giocatore che mi ha fatto innamorare del calcio e dell’inter. Me la ricordo perfettamente quella magica annata 97-98 (primo anno da abbonato), i suoi numeri, i suoi scatti, i dribbling ubriacanti e impossibili, i doppi passi, i suoi gol, le sue magie uniche e inimitabili, che non ho mai più visto fare a nessun altro su un campo da calcio. E’ un vero peccato che la sua carriera sia durata così poco, perchè per me il vero Ronaldo è finito quella sera all’Olimpico contro la Lazio, dopo non è più stato magico come prima. Avrebbe potuto regalare al calcio ancora di più di quello (tanto) che ha dato. Ho anche io un ricordo personale del Fenomeno: finale di Parigi al Parco dei Principi, il fenomeno fasciato nella bandiera brasiliana che corre sotto la curva a un paio di metri da me a raccogliere sciarpe e bandiere dai tifosi per poi correre a festeggiare con la coppa in mezzo al campo!

  9. Un grande campione, certo non un grande interista.. Ha smesso? Chi se ne frega, per me è inesistente da quando – appena vinto il Mondiale – non ebbe una sola parola di ringraziamento per i 50mila a Inter-Enyimba.

  10. Complimenti, Gian Luca, per il paragone con Buffalo Bill: sono un appassionato della storia del West, e l’ho trovato azzeccatissimo! 😀
    Se ripenso a come Ronaldo se ne andò dall’Inter dico che mi ha dato molto, moltissimo fastidio. E se da Ibrahimovic un arrivo al Milan te lo potevi aspettare, beh… quando arrivò Ronaldo, per quanto ingrassato (i maligni dicevano che aveva scelto il 99 perché erano i suo chili!), per quanto tutto… Vederlo con la maglia rossonera addosso mi dette ancor più fastidio di quel 31 agosto 2002 quando scappò, letteralmente…
    Ma in quell’anno e mezzo che ce lo siamo goduto noi… Che spettacolo! La sua carriera ad alto livello a “pieno fisico” è durata in pratica due anni e mezzo (1 al Barça, il resto all’Inter) e a livello di club ha vinto tutto sommato poco
    I numeri (e in soli tre anni di carriera al 100%), però, sono lì a dimostrare come sia stato uno dei calciatori più grandi di tutti i tempi. Quello che gli riusciva in velocità (e che velocità!) palla al piede, agli altri non riusciva nemmeno da fermi.
    Buona fortuna, Ronie, e grazie di tutto comunque!
    Ciao, Roberto

  11. Anch’io non ho voglia di giudicare se Ronaldo abbia o non abbia raggiunto l’Olimpo dei Pelé e dei Maradona, forse perché mi fa male sospettare che se negli anni nerazzurri non avesse dovuto stare più tempo in infermieria che in campo avrebbe raggiunto il traguardo senza difficoltà. Il dato fuori discussione è che di tutti i giocatori che ho visto giocare è l’unico che ha saputo regalarmi emozioni simili. Vedere la palla arrivare fra i suoi piedi era una sensazione unica, un misto di esaltazione, ammirazione, stupore, attesa del numero incredibile… Anche solo riguardare i vecchi filmati mi suscita qualcosa dentro, qualcosa che nient’altro di legato al calcio riesce a darmi, qualcosa di simile a orgoglio e nostalgia di aver assistito dal vivo alle magie dell’ultimo vero Fenomeno, e un pizzico di dispiacere al ricordo di quel lungo e doloroso addio accompagnato da promesse non mantenute di ritorno all’apice in nerazzurro. Forse proprio perché speravo di vederlo entrare nell’epica del calcio con la maglia dell’Inter, e nel maggio 2002 mi sono dovuto arrendere all’evidenza che non sarebbe successo. Allora mi tengo stretto il ricordo del primo Ronie, il Fenomeno (quello che “ce l’abbiamo noi”), e i dolci sogni che mi faceva fare ad occhi aperti! Ciao campione!

  12. Tralascio anche io paragoni illustri e commenti mielosi, dico solo che Ronaldo, ha giocato da fenomeno solo nella stagione 1997-98, poi per un motivo o per un altro ha vissuto di rendita, (vincendo però un mondiale) a noi interisti invece ha dato molti più dolori che gioie, per questo motivo non lo rimpiango PER NIENTE!

  13. Al di là dei tradimenti e della vita dai mille vizi, quando ha annunciato il suo ritiro, è come se si è spenta una luce nel mondo dello sport.Non si può dimenticare o rinnegare quante ore di gioia ci ha regalato.Gol a ripetizione, giocate fenomenali, dribbling,scatti, rigori, punizioni, assist….un genio assoluto del calcio.Non scorderò mai la notte di Parigi, i derby e gli stadi come a Mosca in piedi in standing ovation come segno di rispetto e impotenza.Il migliore.

  14. Angelo Paterlini // 17 febbraio 2011 a 23:14 // Rispondi

    Con Ronaldo si sono vissute grandi emozioni , inutile negarlo, il primo anno straordinario .. da extraterrestri… E’ vero con lui non si è vinto molto ma rimarrà per sempre nella storia nerazzurra. Dopo 13 anni però l’Inter è sulle tracce di un certo Rolando!!Ve lo ricordavate al Mai Dire Gol interpreato da Aldo???

  15. Ciao Gianluca,
    a mio avviso per come si è comportato Ronaldo verso la tifoseria interista, non erita alcun saluto. poteva essere il nuovo Pelè, non lo è stato perchè si è buttato via coi suoi vizi. Dal 98 al 2002 lo abbiamo atteso per 4 anni, avrà avuto pre gli infortuni, ma ha sempre fatto che ciò che gli faceva comodo. ha vinto il mondiale nel 2002, senza ringraziare nemmeno l’ inter che lo ha aspettato e da quel momento ha cominciato a preparare l’ addio, scaricando la colpa su Cuper. Il talento non si discute, i comportamenti sì. Allo scoppio di calciopoli dice che è andato via perchè qui non si poteva vincere? Poteva rimanere per dimostrare di essere + forte, invece di fare come gli ha fatto comodo!
    Giulio

  16. frengo da udine // 19 febbraio 2011 a 00:21 // Rispondi

    Eh dai l’è minga mort!
    Comunque un gran bel giocatore. Non Maradona nè Zico, ma un gran bel giocatore. Per diventare grandissimo si sarebbe dovuto ritirare prima di arrivare al Bilan. Ho davanti agli occhi l’intervista ad un giocatore di football americano che si ritirò a 28 anni, all’apice della carriera, senza mai un infortunio, cui chiesero il perché del suo gesto. Rispose “sono uscito fra le urla del mio pubblico che mi idolatrava, non volevo uscire come un vecchio, pateticamente avvolto da lacrime e pacche sulle spalle”.
    Su Buffalo Bill a Udine, beh lo spettacolo andò in scena senza di lui. Il suo maniscalco era stato per anni un friulano, Castellarin, che battezzò il figlio Irobill (dalla storpiatura di Iron Bill). Bene, quando venne a Udine, Buffalo incontrò Irobill e con lui si prese una sbornia solenne, lunga diversi giorni…

  17. Non è la stessa cosa, lo sappiamo, ma l’ETO’O di questa stagione mi emoziona altrettanto e raggiunge quasi i suoi livelli.

  18. Claudioeffedeejay // 20 febbraio 2011 a 15:07 // Rispondi

    Smette di giocare a calcio “il Fenomeno”. Per gli amanti di questo sport non è una bella notizia. La prima volta che lo vidi dal vivo a S.Siro mi diede la sensazione di essere un alieno in mezzo a dei comuni mortali. Ogni volta che era in possesso palla face cose eccezionali e la gente tratteneva il fiato. Bisognava vederlo allo stadio per apprezzarne la grandezza. Era impressionante per velocità, tecnica e potenza: un fenomeno appunto. Non ho mai più visto un giocatore simile e al mondo non c’è nessuno con le sue caratteristiche.
    La mia cartolina di Ronaldo resterà sempre una azione in Sampdoria – Inter in cui superò in dribbling l’intera formazione blucerchiata facendosi tutta la fascia sinistra per poi convergere e tirare in porta. Non fece goal ma l’azione non la dimenticherò mai.

  19. Bellissimo quello che hai scritto, parole che credo nessuno può leggere altrove…emozione allo stato puro insomma…

  20. Sono d’accordo con te che il Ronaldo che abbiamo visto ed amato è quello che ha lasciato l’Italia nel 2002.
    E devo dire che quando arrivò all’Inter fu per me uno dei pochi momenit positivi di quell’anno e mi aiutò molto, sembra assurdo, a superare quel periodo di c…a.
    Andai anche a Bologna a vedere un amichevole estiva con Lui e Baggio dall’altra parte….
    Ho nella mia mente il numero fatto sulla linea laterale contro il Parma… cose che a quel tempo in Italia nessuno aveva mai fatto vedere……..
    Grazie Ronaldo!!!!

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