Tra rosiconi e sportivi

C’è un mondo interista in brodo di giuggiole e c’è un altro simpaticamente disperato, molto rossobianconero, costretto ad arrendersi all’evidenza stagionale. L’Inter ha chiuso da Campione tra i campioni, ha vinto tutto e nei prossimi anni minaccia di rivincere comunque troppo per chi la vive come un’ossessione. Eppure ci sarebbero sempre le bocce, sport dignitosissimo, praticato a lungo anche dagli interisti quando vincevano gli altri. Battute a parte, è legittimo gufare il rivale, purché si resti nei termini civili degli sfottò e dell’ironia, come nella vignetta pubblicata qui, con i tre gufi rivali freddati da una luna nerazzurra! L’hanno fatto tutti e tutti quelli che continueranno a farlo hanno la mia approvazione. Poi alla fine è giusto fare i complimenti a chi vince e devo dire che su questo sito non sono mancati esempi di grande sportività da parte dei tifosi avversari che ringrazio. In passato è toccato anche a me fare i complimenti a Milan e Juve per i loro successi e non mancherò di tornare a farli quando torneranno a vincere. Io lo sport lo vivo così: per me resta sempre un gioco, in cui si vince e si perde, ma l’importante è sapere che, almeno per noi, dovrebbe restare pur sempre un gioco e che le cose che davvero contano nella vita vanno bel al di là della propria squadra di calcio. Tra i tanti post ho apprezzato in particolare quelli di coloro che hanno scritto di aver gufato nella finale di Madrid fino all’ultimo istante, ma che poi hanno riconosciuto i meriti della squadra migliore, l’Inter. Per saper davvero vincere bisogna aver imparato a perdere e in questo credo che molti interisti abbiano avuto modo di ‘studiare’ per molto tempo. C’è anche chi ha detto che mai si sarebbe aspettato in una squadra così straniera, com’è l’Inter, di vedere tanta commozione proprio negli stranieri: le lacrime di Cambiasso, di Zanetti, di Milito. In effetti questo ha colpito anche a me. Ho verificato proprio a Madrid che in certi casi non conta poi molto essere italiano o argentino o camerunese, se poi ci si identifica tutti in un gruppo con certi colori. Ho anche un retrogusto un po’ polemico in questo successo, ma in questo non mi riferisco certo a chi vive il calcio sulla mia stessa lunghezza d’onda, ma a chi lo intende come una propria rivincita personale, nella speranza di uscire da un’esistenza grigia e inutile. Da tempo ho spazzato via certa gentaglia da questo sito, pure dai miei contatti a TL, grazie ad uno studio legale informatico efficientissimo, che impedisce a certe mail di giungere non solo a me, ma neanche al gestore dei miei spazi in rete. Per non parlare dell’ottima collaborazione con la Polizia Postale di Milano che qui ringrazio. Quando usavo io Facebook coi miei amici americani, qui non lo conosceva nessuno ed era utilissimo. Ora è diventato un immondezzaio di umanoidi capaci solo d’insultarsi in vigliacco anonimato, al di là delle proprie simpatie calcistiche. Mi raccontano pure di qualche sfigato con moglie e figli, anche se in realtà la signora l’ha piantato da un pezzo: insomma un Rotolo di merda senza fine. In Facebook sono presente solo indirettamente, per volontà del mio web-master con un Official Fan Club gestito autonomamente. Da anni non entro più neppure nei tanti blog in cui il più colto non arriva al battesimo, quanto a titolo di studio, ma grazie al nuovo reato di stalking informatico, qualcosa di serio si comincia a fare anche in Italia per farla sparire definitivamente. Ho già visto gente pisciarsi addosso dalla paura, una volta trascinata in tribunale da qualche mio collega e non ho provato alcuna pietà. Per capire per come intendo io lo sport, sapete una delle cose che mi sono davvero piaciute a Madrid? La sportività dei tifosi tedeschi dopo la sconfitta. Per loro è stata comunque una festa e non era raro vedere interisti e bavaresi bersi una birra allo stesso tavolo intorno al Bernabeu. La stessa birra la bevo idealmente qui con tutti i simpatici rosiconi che hanno gufato l’Inter fino all’ultimo istante, ma si sono poi congedati con sportività! Alla prossima. E vinca il migliore!

16 Commenti su Tra rosiconi e sportivi

  1. Oh mamma, GLR, un po’ lugubre, come vignetta…
    Però rende l’idea, e quei gufi fanno scompisciare! 😀 😀 😀
    Ciao
    R.

  2. i romanisti dicono che chi tifa roma non perde mai…è vero anche che chi tifa inter non solo non perde mai ma vince sempre loro stanno vivendo un sogno ma noi i sogni li realizziamo

  3. ciao GLR, sono d’accordo, ed ho apprezzato, la sera della finale, la stanza dei GUFI su TL.
    Credo che lo sport interpretato in questo modo, sia lo sport che vogliono vivere tutti i tifoni, che si ritengono tali.
    Sperando di diventare Gufi il più tardi possible in una finale di coppa, un saluto

  4. Io, Interista che son io // 29 maggio 2010 a 16:14 // Rispondi

    Caro Gianluca,
    sono con te sulla questione del diritto alla gufata. La premessa è, ovviamente, quella che fai tu: dopo la gufata, se non funziona, ci si complimenta con l’avversario o il rivale. Sempre fatto e sempre agito così… ahimè e ahinoi in tante (troppe) occasioni.
    Volevo soffermarmi, se mi consenti, su un passaggio del tuo intervento. Questo: “Per saper davvero vincere bisogna aver imparato a perdere e in questo credo che molti interisti abbiano avuto potuto ’studiare’ per molto tempo.”
    Io penso che su questo punto abbiamo ancora molto da lavorare… o da studiare. Abbiamo dimostrato, più volte nel passato, di non saper accettare la sconfitta… cercando sempre e comunque un colpevole esterno: gli arbitri, la sfiga, il destino cinico e baro, Moggi, le televisioni del Milan, la FIGC cattiva che non voleva farci vincere… etc.. etc.. Tutte cose che anche tu hai sentito più volte.
    Io sono sempre riuscito, nel mio piccolo, a farmi una ragione della sconfitta… proprio perché non andavo mai a cercare spiegazioni “esterne”. Mi bastava guardare Gresko, Vampeta, Lamouchi, Brechet, Martins etc… laddove gli altri avevano Maldini, Trezeguet, Ibrahimovic, Nesta. Mi bastava pensare, con raccapriccio, a Seedorf/Pirlo al Milan (e a noi Guly e Coco) o a Cannavaro alla Juve (e a noi Carini) per capire che non c’erano altre spiegazioni da cercare. Bisognava soltanto prendersela con se stessi e complimentarsi con chi, a differenza di noi, sapeva costruire squadre vincenti.
    Ecco, ti dico tutto ciò soltanto perché io ho il timore che la nostra tifoseria, a dispetto delle nostre speranze, non sia ancora pronta ad accettare la sconfitta… senza per forza accusare gli altri di “rubare”. E’ un mio timore… e aspetto di confrontare questo mio timore con la realtà quando, più tardi possibile, ci troveremo di nuovo a fare i conti con qualche delusione. Ti prego, fammi sapere cosa ne pensi. Hai anche tu questo timore? La nostra emotività e passionalità sportiva, il nostro modo di vivere il tifo e la squadra devono passare per forza dalle forche caudine dell’antisportività? Riusciremo, FINALMENTE, adesso che abbiamo STRAVINTO, a comprendere che quando gli altri vincono gli vanno fatti solo complimenti (dopo averli rigorosamente gufati, si capisce)?
    Grazie per la risposta… e perdona la lunghezza di questo intervento.

    • Se dopo tutte quelle che ha patito, la tifoseria nerazzurra non è pronta ad accettare la sconfitta siamo messi male. Ma io non credo. Se si perde dopo averci messo l’anima, gran parte dei tifosi capirà. Non si può vincere sempre tutto e credo che ci arrivi anche un bambino
      GLR

  5. Concordo: lo spirito sportivo dei tedeschi ha colpito anche me. In altri paesi (vedi Italia) la sconfitta in finale sarebbe stata accompagnata da ogni sorta di manifestazione, anche violenta: ma così non è stato a Madrid, anzi, un paio di giorni dopo erano tutti a festeggiare in Marienplatz le vittorie stagionali.
    Come sarebbe bello vedere queste cose a Milano, Torino e Roma…

  6. Ciao Gianluca,
    sono d’accordo con te, ma non del tutto, di antinteristi sportivi ne vedo pochissimi, ma ammetto che anche fra i tifosi interisti sia la stessa cosa; in parole povere, tutto il mondo è Paese!

  7. Francesco CANNIZZARO // 30 maggio 2010 a 12:34 // Rispondi

    Sono interista e sono felice!
    SONO FELICE PER QUELLO CHE ABBIAMO FATTO;
    SONO FELICE PER QUELLI CHE ABBIAMO RESO FELICI;
    SONO FELICE PER QUELLI CHE ABBIAMO RESO INFELICI.

  8. Per anni siamo stati noi a dover subire e a dover “gufare” le altre squdre (durante la finale di champions Milan-Juve con mio padre abbiamo preferito guardare uno spettacolo noiosissimo piuttosto che vedere la partita in tv)!
    Adesso tocca a noi godere un po’! E sinceramente mi diverte, alla fine il bello del calcio è anche questo (finchè si rimane su un piano squisitamente giocoso e senza scadere nelle cattiverie), adesso sul carro dei vincitori ci siamo noi, con i nostri tre tituli!!!
    Ecco forse con un po’ di cultura sportiva in più e un pizzico in meno di cattiveria, davvero questo sport potrebbe essere fantastico!
    Per ora mi accontento di quei pochi che mi hanno fatto i complimenti!!

    • Ciao Davide…
      Il tuo post mi ricorda la vecchia battuta (era in lire, la trasporto nella valuta attuale): “Se uno per strada vi chiede 50 centesimi per un caffè non mandatelo al diavolo, anzi… Dateglieli, e seguitelo per vedere dove trova ancora un caffè a 50 centesimi”.
      Se non sono indiscreto, cosa avevate trovato tu e tuo padre di più noioso di quella partita (a detta di tutti i critici, la peggior finale di Coppa Campioni mai vista)? 😀
      Ciao
      Roberto

  9. Come al solito sono d’accordo con te, tranne nel fatto di gufare. Quando gioca una squadra tipo Milan o Juve in europa durante la partita tifo per loro, poi però se perdono il giorno dopo agli amici milanisti o juventini faccio il culo con gli sfottò.MM

  10. Buongiorno Gianluca e a tutti, non ho mai frequentato blog o communities. Su pessimo consiglio di un amico interista, che, beato lui, riesce a riderne, ho inziato a leggere i commenti ad alcune notizie di calcio su un paio di siti. Orrore. Orrore. Orrore. Luoghi/non luoghi in cui l’augurio di morte a quello dell’altra squadra sono “all’ordine del post”… Insulti, minacce, roba pesante. Se la libertà (evviva) è anche responsabilità, beh, la libertà andrebbe quantomeno controllata. E’ brutto a dirsi, ma è così. Piuttosto, meglio togliere la possibilità di commentare, e, quindi, privare della libertà chi non sa gestirla.
    Ciao e grazie, J.

  11. Sono nato in una famiglia di fede rossonera…su 5 persone solo io non ho mai tifato per il Milan…ricordo ancora anche se ero un pò piccolo le finali del Milan in Champion’s con Steaua-Benfica e Barcellona…e ricordo ancora che io ero l’unico a non festeggiare in casa..
    Non capivo perchè io non mi univo a quelle esultanze tra familiari e parenti tutti rossoneri…poi vidi l’Inter e me ne innamorai..forse per essere quella voce fuori dal coro…”la pecora nera” della casa..ma quei colori mi presero subito e da allora ho sempre lottato per tifare l’Inter..
    Mentre loro festeggiavano le Coppe dei Campioni io mi “accontentavo” delle Coppe Uefa quelle arrivate contro Roma-Salisburgo e Lazio..
    Ma nel mezzo tanti anni bui…e amarezze nel vedere gli altri vincere…per non parlare di alcuni derby persi 6-0 o persi mentre si vinceva 2-0…tutti vissuti accanto a milanisti….
    Ma l’amore per la mia squadra non è passato mai…non è mai dimunuito..anzi la difendevo sempre piu forte…anche nei momenti piu neri e quando tutti e tutto la prendevano in giro…
    E ogni anno si ripeteva sempre…”Quest’anno è quello buono”…ma a me non importava mai veramente…perchè l’Inter mi ha sempre emozionato ad ogni fischio d’inizio….
    Quindi credo che se non abbiamo imparato noi a perdere (o quanto meno io) siamo messi davvero male..hai ragione GL…ma ora di perdere non se ne parla…ora finalmente abbiamo VINTO..e possiamo farlo ancora….e ti lascio immaginare come abbia vissuto quest’anno tra i milanisti…=)…
    Forza Inter…Sempre e Comunque…

    • Poco male, anch’io sono cresciuto in una famiglia moderatamente milanista e sono fiero quando un mio amichetto d’infanzia mi dice che sono un rinnegato nerazzurro! Lo era anche Tex Willer!
      GLR

  12. Fabio Primo // 31 maggio 2010 a 17:40 // Rispondi

    La “mazzata” più grande per gli antinteristi è stata la champions….non se ne fanno una ragione , era l’unico appiglio per rispondere ai nostri scudetti a ripetizione…adesso è un incubo . Bisogna capirli , è crollato loro il mondo addosso….
    Un’ esempio personale e banalissimo…: ogni giorno al lavoro vado a mangiare con uno juventino inferocito (per tutto quanto…) che negli ultimi 4 anni mi ha ripetuto almeno 12mila volte: “la vera forza di una squadra si vede in europa !! quando vincerete una champions…” e giù a sghignazzare !! ……Da una settimana non ride +…non parla +…..

    Ciao

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