Inter Nos 5

Pubblicato su San Siro Calcio, sabato 9 gennaio 2010 per Inter-Siena

CAMPIONI D’INVERNO – La Befana con orario all’inglese a Verona ha portato un altro successo all’Inter insieme al platonico titolo di Campione d’inverso con una giornata d’anticipo. Ora a San Siro con il Siena, appena suonato forte dalla Fiorentina, si apre per i nerazzurri la possibilità, in caso di successo, di ulteriore allungo, visto che le due rivali storiche che inseguono, Juventus e Milan, s’incrociano in questo turno a Torino. L’ottima classifica non svela però i problemi di una squadra che non riesce mai ad essere la stessa, causa infortuni e squalifiche. Se rientrano Stankovic e Thiago Motta ecco che escono Mario Balotelli, squalificato e Christian Chivu, operato alla testa dopo lo scontro con Pellissier a Verona. Mourinho dovrà dimostrare ancora una volta tutta la sua bravura nella gestione del gruppo, adesso davvero al minimo sindacale, nel periodo più duro della stagione, tra campi ghiacciati e partite ravvicinate, senza contare che tra poco più di un mese tornerà la Champions e con il Chelsea occorrerà essere al top.
ANCORA SUL MERCATO – A fronte di Eto’o in Coppa d’Africa, Vieira al capolinea nerazzurro, Mancini in uscita se si trova il giusto incastro, Muntari, Santon e Khrin infortunati, Cambiasso e Samuel convalescenti, è arrivato il solo Goran Pandev, ma l’infortunio di Chivu , pur essendo meno grave di quello occorso più di tre anni fa a Petr Čech, prevede tempi di ripresa lunghissimi e impone a Massimo Moratti un ritorno sul mercato di gennaio in grande stile. Piace Kolarov, non è un segreto, ma le trattative con Lotito sono sempre dispendiose in termini di risorse economiche e di tempo. E l’Inter di tempo ne ha poco per tornare con la rosa competa in tutti i reparti. L’idea di partenza era quella di impegnarsi su operazioni che non prevedessero esborsi ma solo parametri zero. Purtroppo adesso non si può più andare per il sottile e la proposta alla Lazio per il ‘pacchetto’ Kolarov-Ledesma è una via che si sta provando a percorrere. Per il centrocampo, dopo l’addio di Vieira e quello possibile di Amantino Mancini, piacciono Julio Baptista e Inler, ma se al primo ci si può arrivare attraverso la formula del prestito, per il secondo l’Udinese pretende solo contanti, cosa che scoraggia l’Inter. Tra i ‘desiderata’ c’è anche Daniele Galloppa del Parma ma l’intesa con il presidente Ghirardi era di parlarne a giugno. Vedremo. Le due prossime settimane si preannunciano comunque caldissime sul fronte mercato e se si vuole davvero puntare forte anche sulla Champions, la rosa nerazzurra va completata.
BALOTELLI – Il 2010 dovrà essere l’anno della consacrazione di Mario Balotelli, lo dicono un po’ tutti, dimenticando però che il ragazzo ha appena vent’anni e ci sono campioni affermati che alla sua età scorrazzavano ancora in Primavera. In ogni caso, da SuperMario ci si attende una maggior presa di coscienza dal punto di vista intellettuale. Soprattutto qui il ragazzo deve assolutamente imparare ad essere più responsabile. Quando Mourinho alla fine dell’anno scorso ha detto che Balotelli, sotto diffida, ci avrebbe messo poco a beccarsi un altro cartellino giallo, speravo che Supermario gli dimostrasse di arrivare a fine gennaio, al ritorno di Eto’o dalla Coppa d’Africa, per intenderci, senza beccarsi la squalifica. Mi sbagliavo. E di grosso. Perché Balotelli è riuscito nell’impresa di farsi ammonire alla prima occasione utile, cioè alla ripresa del torneo. E a chi pensa che si sia fatto punire strategicamente per non rischiare di dover saltare il derby, gioca ricordare che prima della stracittadina c’è la trasferta a Bari. A Verona Supermario è riuscito persino nell’impresa di rubare la scena a Mourinho anche in Tv, dichiarando il suo schifo per il pubblico veronese. Apriti cielo: ecco tuonare il presidente clivense Campedelli e il sindaco di Verona Tosi. Mario avrà magari i suoi motivi, ma avrebbe dovuto fare qualche distinguo, tantopiù che stavolta ad essere stata multata per i cori razzisti contro Luciano dei suoi sostenitori è stata l’Inter. Anche Mario è stato sanzionato dal giudice sportivo con una multa di 7.000 euro per aver applaudito provocatoriamente il pubblico del Chievo, ma si è scusato. La speranza è che l’incidente sia chiuso e che si torni a parlare di Balotelli solo per i suoi gol: già 23 con la maglia dell’Inter, insieme a 22 ammonizioni, altro dato piuttosto esemplificativo sulla tenuta psicologica del simbolo nerazzurro di oggi e di domani.
PANDEV E’ TORNATO – Quando Goran Pandev lasciò l’Inter, nell’estate del 2002, era solo un giovane di belle speranze. Ora è tornato da campione. Lele Oriali, presentandolo ad Appiano, lo ha confessato: “ fu un errore cedere Goran” – ha detto il direttore dell’area tecnica di casa Inter – “Avremmo dovuto trovare una formula per conservarne il cartellino”. In realtà né un prestito prolungato, né tantomeno diverse comproprietà avrebbero potuto legare a Pandev per tutti gli otto anni in cui è stato altrove, nelle fondamentali stagioni che lo hanno forgiato. E forse è stato proprio questo particolare percorso professionale a far rientrare Pandev all’Inter in pompa magna. Pandev piace a tutti, a Mourinho per la sua duttilità, ai compagni per l’umiltà con cui si è riproposto nei suoi primi giorni ad Appiano. E, a Verona, solo per pochi centimetri il gol di Balotelli non è stato assegnato a lui. Pandev piaceva molto anche all’estero, dove c’erano estimatori disposti a garantirgli un ingaggio superiore a quello attualmente concordato con l’Inter, ma il richiamo della casa madre è stato irresistibile. E Goran ha scelto l’Inter. Questa volta per rimanerci. Quasi vent’anni fa un altro macedone con un nome quasi uguale a Pandev giocò, si fa per dire, nell’Inter: si chiamava Darko Pancev, prima cobra e poi ramarro, ma Goran promette una vita interista migliore. Non ha giocato per cinque mesi, a causa della questione sindacale con la Lazio, ma il suo rendimento in Nazionale è stato comunque straordinario, con 7 reti in 4 partite, tra qualificazioni mondiali e amichevoli, contro avversari del calibro di Spagna e Olanda. E nei 70 minuti giocati a Verona con il Chievo Goran ha dimostrato quel che vale. Ora deve solo riprendere al più presto il ritmo partita e l’Inter avrà un altro straordinario attaccante in rosa

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