Inter Nos 8

Pubblicato su San Siro Calcio, sabato 20 febbraio 2010 per Inter-Sampdoria

ORA LA SAMPDORIA – C’è la Sampdoria. Lo so che lo sapete, ma credo sia opportuno ribadirlo. C’è la Sampdoria ora e non il Chelsea, che arriverà soltanto mercoledì prossimo. C’è la Sampdoria e lo scrivo ancora una volta perché voglio essere certo che l’Inter oggi si concentri soltanto su questo avversario e cominci a pensare al Chelsea non prima di stanotte, dopo questa partita. Tutti a dire che il campionato per l’Inter è già al sicuro, ma con 15 giornate e 45 punti ancora da assegnare io preferisco essere prudente e pensare ad una tappa per volta. Intanto, complice anche la direzione dell’arbitro Rosetti, che nella bolgia di Napoli ha sorvolato su un paio di rigori per i nerazzurri, l’Inter torna a San Siro dopo due pareggi esterni consecutivi, evento rarissimo. Diro di più: prendete a caso sei trasferte nell’era Mourinho e vi accorgerete che non era mai capitato che l’Inter ne vincesse soltanto una, quella a Verona col Chievo. Occorre quindi tornare a pigiare sull’acceleratore della classifica, tenendo a distanza una Roma che non ha nulla da perdere e che si candida ad essere l’ultima vera anti-Inter. Tra l’altro giova ricordare che nel girone d’andata la Sampdoria è stata l’unica squadra a battere l’Inter, complice una distrazione difensiva di Davide Santon che proprio lì perse di fatto il posto da titolare. Ora, dopo un intero girone tra alti e bassi, il ragazzo è tornato stabilmente titolare. Era ora. La Sampdoria, come la Juventus, dopo aver battuto l’Inter è invece incappata nella maledizione di Mourinho, per cui chi batte i campioni d’Italia pare poi destinato ad un travaglio senza fine. Ma i blucerchiati ora si stanno riprendendo ed è buona cosa non sottovalutarli. E soprattutto ricordarsi che la Champions e il Chelsea vanno in scena in questo stadio solo mercoledì prossimo.
POI IL CHELSEA – Inutile parlare troppo di una partita che è già sold-out non solo sugli spalti di San Siro, ma anche sui televisori di mezzo mondo. Mourinho proverà a battere Carlo Ancelotti anche in Champions e ad alzare l’asticella europea dell’Inter oltre i soliti ottavi. Gli ingredienti per far bene ci sono tutti, soprattutto se Dejan Stankovic tornerà disponibile. Ma quello di mercoledì sera sarà solo il primo tempo di una gara che si gioca nell’arco di 180 minuti, anche se si dovrebbe provare a non far tanti calcoli, a far finta che ci si giochi la qualificazione già mercoledì in una partita secca, contando sul pubblico amico. Un anno fa contro il Manchester l’Inter ebbe a San Siro un atteggiamento dimesso e provò poi a giocare all’Old Trafford la gara che avrebbe dovuto fare a San Siro, ma era già troppo tardi. Quest’anno, bando alle ciance, servono i fatti contro un avversario che, come da tre stagioni a questa parte, è fortissimo. L’obbligo non è di vincere la Champions ma di fare più strada possibile, superando questo durissimo ottavo di finale. I ‘cugini’, fino a qualche tempo fa esperti d’Europa, gufano alla grande, ma intanto potrebbero uscire prima dell’Inter.
CHI VINCE E’ SEMPRE ANTIPATICO – Felici di starvi antipatici, mi verrebbe da dire dopo una settimana di calcio giocato, ma soprattutto parlato. A volte a vanvera. Corrispondo ogni santo giorno con alcuni tifosi dell’Inter, invitandoli a guarire dalla perenne sindrome di accerchiamento dai media e a volare un po’ più alti di certi giudizi di parte, come sta facendo da qualche anno la squadra nerazzurra. Certi interisti mi ricordano il film Ipotesi di complotto con un allucinato Mel Gibson e, a loro partigiano giudizio, se con i nerazzurri non si usano sempre e comunque toni trionfalistici da Istituto Luce, si passa per anti-interisti! A volte però, sono costretto ad ammettere, obtorto collo, che qualche ragione ce l’hanno pure. Non a caso, il finale del film con Mel Gibson dà ragione al protagonista. Capisco che da qualche anno l’Inter stia esercitando un’autentica dittatura sul calcio italiano e che chi non è interista non veda l’ora di qualche novità. E’ successo all’inverso durante il triennio scudettato del Milan di Capello. Perché potete menarla finché volete con la storia dell’Europa, ma la realtà è che viviamo in Italia e qui per la stragrande maggioranza del tempo si discute sul campionato, che occupa l’anno da agosto a giugno e ogni lunedì nei bar, per nove lunghissimi mesi, si parla di Serie A. La prestigiosa Champions, quella a eliminazione diretta, che è poi l’unica che conta, si esaurisce nello spazio di un paio di mesi, quasi indolore. Tornando a bomba, devo dire che quando sento e leggo cose dell’altro mondo, devo dare ragione a chi resta perplesso, per non dire di peggio, davanti alle uscite di certi media. Nella settimana in cui il Milan ha perso in casa col Manchester, c’è chi si è preoccupato del paragone con lo spento 0-0 dell’Inter un anno fa. Per qualcuno, quando si parla del Milan e gira male, bisogna guardare alla prestazione e non al risultato. Mi viene da sorridere, perché all’Inter spesso non bastano nemmeno i risultati per convincere i soloni, altro che prestazione! Vedremo come andrà a finire, ma sono sicuro che il Milan avrebbe preferito recarsi all’Old Trafford con il risultato dell’Inter di un anno fa, anziché con i tre gol incassati a San Siro sul groppone. D’altronde, si sa che per alcuni il fallimento stagionale conclamato della Juventus e il serio rischio di eliminazione dall’Europa del Milan valgono quanto certe esternazioni inglesi di Mourinho, peraltro smentite, o come la presunta nostalgia di Eto’o per la Spagna. In realtà il camerunese è uno dei pochi stranieri che qui da noi si trovano benissimo. D’altronde, certi allenatori sono persone troppo educate e sembra pure brutto parlarne male, il buon Leonardo per esempio, mentre Mourinho, come ha acutamente osservato Gene Gnocchi, se lo guardi su un televisore in 3D sembra che sia incazzato con te, ma a tutto c’è un limite! In ogni caso felici di starvi antipatici!
MERCATO – Intanto, stando ai rumours, l’Inter sta già lavorando per il futuro su tre operazioni di mercato: due in entrata e una in uscita. Col Manchester City di Mancini i rapporti sono ottimi, come testimoniano gli affari Viera e Mariga, e c’è una prima ipotesi per la cessione di Maicon sulla base di partenza di 35 milioni di euro. Non è detto che si faccia, perché al momento Maicon è il miglior laterale destro del mondo e bisogna vedere che è davvero sostituibile da Santon, ma davanti a certe cifre, trattare diventa un dovere. In entrata, proprio a Napoli Marek Hamsik ha mandato qualche messaggio assai gradito all’Inter, mentre nei prossimi giorni c’è in agenda un appuntamento con il presidente del Genoa Enrico Preziosi per Andrea Ranocchia, al momento lontano dalla ribalta perché infortunato.

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