Inter-Inter per il mondo

Chi vive ossessionato dalla semplice parola ‘Inter’ verso la fine dell’anno rischia di avere una vera e propria crisi di nervi. Già, perché dall’8 al 18 dicembre ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, è in programma la sesta edizione del Mondiale per Club e ci sono buone probabilità che la finalissima in programma negli dall’8 al 18 dicembre sia Inter-Inter: quella di Milano contro quella di Porto Alegre. Scherzi a parte, vediamo come funziona il Mondiale per Club, al quale partecipano 7 squadre. Oltre agli europei vincitori della UEFA Champions League e ai sudamericani detentori della Coppa Libertadores, che fino al 2004 si contendevano in gara unica la Coppa Intercontinentale, alla competizione da qualche anno prendono parte anche i campioni centro-nordamericani, africani, asiatici e oceaniani delle rispettive Champions continentali, oltre ai primatisti del campionato nazionale della federazione che ospita il torneo. Il torneo si disputa ad eliminazione diretta in due stadi il Mohammed Bin Zayed, capienza 42.000 spettatori e lo Sheikh Zayed , capienza 50.000 spettatori, scelto per la finale. La formula è talmente astrusa, che qualche anno fa Roberto Mancini arrivò a definire il torneo Coppa dell’Amicizia ed in effetti ci un paio di circostanze restano piuttosto bizzarre. Non si capisce per esempio perché vi debba partecipare l’Al-Wahda, che è campione nazionale degli Emirati Arabi Uniti, ma non ha vinto alcunché in sede continentale. O forse si capisce anche troppo bene, visto che rappresenta il Paese ospitante per volere degli sponsors milionari arabi. E che dire del pastrocchio nel continente americano? Siccome i messicani del Pachuca si erano già garantiti la partecipazione in rappresentanza della Concafaf, ossia della Confederazione dell’America del Nord e Centrale e dei Caraibi, i connazionali del Chivas di Guadalajara non avrebbero potuto parteciparvi nemmeno se avessero vinto la Coppa Libertadores, perché non avrebbero comunque avuto titolo per rappresentare la Confederazione Sudamericana, la Conmebol, essendo il Messico affiliato alla Concacaf, al centro-nord America. In parole povere i brasiliani dell’Internacional di Porto Alegre avrebbero comunque partecipato al Mondiale per Club anche se non avessero vinto la Libertadores, ma in ogni caso l’hanno vinta. Meglio così. Tra l’altro caso l’Inter di Porto Alegre ha già vinto il Mondiale per Club nel 2006 superando di misura il Barcellona e in quella squadra c’era anche il milanista Pato. Al momento sono cinque le altre squadre certe di giocare il Mondiale per Club: gli italiani dell’Inter di Milano, campione d’Europa, i brasiliani dell’Internacional Porto Alegre, campione del Sud America, i messicani del Pachuca, campione Concacaf, i neo-guineani dell’Hekari United, campione d’Oceania e l’Al Wahda, che rappresenta gli Emirati organizzatori del torneo. Conosceremo invece a metà novembre i campioni d’Asia e d’Africa. In lizza ci sono i soliti egiziani dell’Al-Ahly, da non confondere con gli arabi del Al-Ahli, la squadra di Fabio Cannavaro. Tra gli asiatici sono ancora in corsa, con una pattuglia di squadre sud-coreane i noti arabi dell’Al-Hilal. Dopo una serie di turni a eliminazione diretta, dalle semifinali toccherà alle due Inter, quella di Milano e quella di Porto Alegre. A questo proposito per conoscere meglio i probabili avversari del Mondiale per Club vi rinvio al pezzo L’altra Inter di Andrea Ciprandi nella sezione Calcio Estero

3 Commenti su Inter-Inter per il mondo

  1. ho letto che l’avrebbero chiamata internacional
    proprio in omaggio all inter,perché fu fondata da un
    gruppo di emigranti.
    ciao

    • Nell’ Internacional di Porto Alegre gioca anche un ex giocatore dell’Internazionale di Milano, tale Gonzalo Sorondo, per chi lo avesse visto giocare con la nostra maglia non c’è molto da aggiungere, per gli altri dico solo che spero giochi titolare contro di noi.

  2. chissà che incubo per i gufi rosiconi!!!!!!!!!

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