Il Superclasico in Argentina

di Andrea Ciprandi da http://andreaciprandi.wordpress.com/

Martedì sera andrà in scena al Monumental di Buenos Aires l’ennesimo capitolo della sfida che qualche anno fa fu definita la più bella al mondo: River-Boca.
Nello stadio ove gioca anche la Nazionale argentina, in un clima difficile e teso come non capitava da anni, si affronteranno per la 327esima volta le due più grandi d’Argentina. Questa stessa definizione, figlia di una serie infinita di successi in Patria e nel mondo, stona però con le condizioni attuali di entrambi i Club, entrati da due anni a questa parte in una crisi profonda che potrebbe avere conseguenze clamorose. Il River Plate, dopo la vittoria del Clausura 2008, ha inanellato una serie di tornei locali deficitarii il peggiore dei quali l’ha visto arrivare ultimo in classifica e salvo dalla retrocessione solo in ragione del sistema che tiene conto dei punti raccolti negli ultimi tre anni solari. Il Boca, da parte sua, ha avuto un colpo di coda grazie al quale nel 2008 è riuscito ad aggiudicarsi Apertura e Recopa Sudamericana, ma da quel momento in poi l’andamento delle sue prestazioni ha ricalcato in tutto e per tutto quello dei rivali.
Arriviamo così alla partita di settimana prossima, condita dal fresco esonero del tecnico del River, quell’Angel Cappa che con l’Huracan delle meraviglie identificato con Pastore, Defederico e Bolatti aveva sfiorato un titolo che sarebbe stato miracoloso appena un anno e mezzo fa. Esattamente come sotto la precedente presidenza, quella di Aguilar, ora che a capo di tutto c’è Passarella a Nuñez si stanno avendo enormi difficoltà a mettere sotto contratto un allenatore di peso e magari anche gradito ai tifosi. Ramon Diaz, il più amato di tutti, resta al San Lorenzo ed è impensabile che possa tornare sulla panchina ‘millonaria’ fintanto che Passarella sarà presidente; un altro idolo, il ‘Tolo’ Gallego, è un tipo duro e non ha gradito l’approccio avvenuto attraverso portavoce del Club; ugualmente difficili sono le trattative con Bielsa, recentemente affrancatosi dalla Federazione cilena. Morale della favola, ad allenare per ora c’è J.J. Lopez, responsabile del settore giovanile, un fedelissimo.

Ma se Sparta piange, Atene non ride. Al Boca il tormentone che dura da inizio campionato è la permanenza di Claudio Borghi, capace di guidare l’Argentinos alla conquista dell’ultimo campionato ma spesso rivelatosi incompatibile ai meccanismi del Club ‘xeneize’. Con lui, la squadra ha perso quanto praticamente mai prima, già 6 sui 13 incontri fin qui disputati. La buona notizia sponda oroblù è il rientro di Riquelme dopo mesi di convalescenza, anche se non è bastato a evitare la sconfitta interna nell’ultimo turno e così la squadra naviga in acque non troppo tranquille, con appena 17 punti contro i 30 dell’Estudiantes capoclassifica e una lunghezza di ritardo rispetto al River. Ma il River sta molto peggio nella graduatoria del cosiddetto Descenso, quello che decide chi resta in Primera Division, visto che a oggi, quartultimo, dovrebbe giocare gli spareggi.
Detto di Riquelme, quello che sta per arrivare sarà anche il Superclasico dei giocatori storici. Il River dovrebbe schierarsi sull’asse Carrizzo-Almeyda-Ortega; per il Boca invece potrebbero andare in campo Clemente Rodriguez, Battaglia, Riquelme e Palermo. Intorno a loro, va detto, tantissimi giovani di entrambi i vivai, che se per i ‘millonarios’ rappresentano una costante per gli ‘xeneizes’, più propensi a lanciare stelle cresciute altrove, sono invece indicativi di condizioni economiche non paragonabili a quelle garantite dall’ex presidente Macri. Da un lato potrebbero esserci, fra i tanti, Funes Mori, Lamela, Affranchino, Pereyra e Lanzini; dall’altra Viatri, Erbes, Cañete, Gaona e Araujo.
Comunque andrà a finire, già questi presupposti sono sufficienti a fare ancora una volta un evento di questo duello senza fine, iniziato nel lontano 1908. E se per l’ennesima volta in anni recenti dal risultato non dipenderà il titolo, un legame con la supremazia, benché indiretto, resta sempre: i due allenatori erano infatti stati compagni di squadra nell’Argentinos che alzò la Libertadores nel 1985, col Club della Paternal che dopo di allora è tornato a vincere solo cinque mesi fa e oggi è campione d’Argentina in carica.

PS: il Superclasico è poi andato al River grazie al gol di Maidana al 9′ della ripresa

1 Commento su Il Superclasico in Argentina

  1. speriamo vinca il River

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