Il ritorno di Riquelme

di Andrea Ciprandi da http://andreaciprandi.wordpress.com/

Se non rientrerà questo fine settimana contro l’Argentinos, lo farà nell’occasione più importante del semestre, vale a dire contro il River Plate il 7 novembre: quel che conta però è che Juan Román Riquelme è pronto a calcare nuovamente i campi argentini dopo un lungo infortunio. E il destino gli ha riservato un ritorno sulle scene davvero speciale, direi meritato per quanto sarà comunque emozionante: contro la squadra con cui ha mosso i primi passi o il rivale dei rivali.
Trentadue anni e un passato a cavallo dell’Atlantico, fra Buenos Aires e la Spagna, Román è uno dei più grandi talenti mondiali dell’ultimo decennio a detta dei tifosi ma anche di stampa e addetti ai lavori, al punto da essere stato nominato per due volte sia miglior giocatore argentino che miglior calciatore della Copa Libertadores, nonché in un’occasione miglior giocatore sudamericano e giocatore più estroso della Liga spagnola. A questo si aggiunga che ha vinto anche un Pallone d’Oro del Sud America. Quattro anni (2000, 2001, 2005 e 2007), quelli dei premi individuali che si è aggiudicato, nel corso dei quali ha portato a casa 5 dei 14 titoli che si è aggiudicato in carriera: in totale si tratta di 4 campionati, 3 Coppe Libertadores, 1 Intercontinentale e 1 Recopa Sudamericana col Boca Juniors, 1 Intertoto col Villarreal e poi 1 Campionato Sudamericano e 1 Campionato del Mondo Under-20, 1 Oro Olimpico e 1 Torneo Esperanzas con la Nazionale argentina. Numeri importantissimi che se non fosse stato per gli infortuni e vicende legate allo sballottamento fra Boca e Villarreal avrebbero potuto essere anche maggiori. Basti pensare che a causa di un transfer arrivato in ritardo, la FIFA non gli consentì di giocare il Campionato del Mondo per Club del 2007, la cui finale un Boca al completo forse non avrebbe perso contro il Milan.
Già, il Boca. Il suo amato Boca, ma come nel caso di Maradona non il Club in cui si formò, che analogamente al Pibe de Oro è stato l’Argentinos Juniors. Sempre da lì, oltretutto, era uscito Juan Pablo Sorín, un trascorso con Juventus e Lazio, che Riquelme ritrovò nel Villarreal dopo averci giocato quando erano ancora nelle giovanili. A proposito degli spagnoli, fu anche grazie al contributo di Topo Gigio, com’è soprannominato, che il Sottomarino Giallo, da squadra di seconda se non addirittura terza fascia che era, raggiunse per la prima volta i piani alti della Liga, vinse l’Intertoto e fece grandi cose anche in Champions. Nel 2005-06, fra l’altro, dopo aver eliminato a sorpresa l’Inter nei Quarti sfiorò la Finale non fosse stato per un rigore che proprio lui fallì. E così sfumò l’occasione di confrontarsi con la terza squadra in cui abbia mai militato da professionista, quel Barcellona in cui giocò appena una stagione, la prima in Europa, che si rivelò travagliata per il Club e di conseguenza anche per lui.
Quel che stupisce della carriera di Riquelme è che sembra sempre essere in sospeso, alle prese con rinnovi contrattuali, rapporti difficili coi tecnici e infortuni. E così, data l’adorazione di cui è oggetto, nel corso delle lunghe pause che è costretto a prendersi dal calcio giocato è costantemente accompagnato da un’aspettativa febbrile che stride con le sue movenze lente e la sua espressione quasi rassegnata. Anche se forse dovremmo dire col suo modo di fare sornione e il suo sguardo impenetrabile, dietro il quale si cela una vera fabbrica di idee e conseguentemente spunti di gioco sorprendenti pronti a riprender forma non appena ritorna sui campi. I cattivi rapporti coi tecnici, a proposito, includono innanzitutto quelli con Pellegrini, allenatore cileno dai trascorsi anche argentini (vincenti, sponda San Lorenzo e River) prima di alcuni anni passati in Spagna e culminati nella frustrante panchina madridista del Perez bis, esperienza che in verità in pochi avrebbero accettato di fare. Includono però anche quelli con Maradona, incrinatisi al di là di quel che si è detto molto probabilmente a causa di una vicenda personale legata al clan familiare dell’allora c.t. dell’Argentina: sua figlia Gianinna (e non Giannina, ndr), infatti, sarebbe stata imprudentemente corteggiata dal fratello di Riquelme nonostante fosse già impegnata col Kun Agüero. Sia quel che sia, Riquelme in Sud Africa non c’è andato…
Ma ora Román è tornato e c’è da giurare che l’amore per il Boca gli consentirà di giocare ancora per parecchio tempo. Per la gioia dei suoi tifosi, la preoccupazione degli avversari ma in fondo la soddisfazione di tutti gli amanti del bel gioco. E innanzitutto sua.

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