Eduardo come Totò e Peppino-38

Οι διάλογοι ovvero Racconti da tifosi da Bar – sabato 30 ottobre 2010

Il sabato è il tradizionale giorno delle pulizie al bar Sport prima della chiusura domenicale e di norma lo scenario è ancora più triste del circo o del lago d’inverno. L’Armida, moglie del barman Pinuccio, trascorre l’intera mattinata a pulire con stracci e spazzoloni il locale fino negli angoli più reconditi. E’ lì che si rinvengono le cose più strane: arachidi dello scorso millennio, patatine che negli anni hanno prodotto addirittura fiori di zucca, persino monete da 50 e 100 lire, perse da non si sa chi prima dell’avvento dell’euro. Poco tempo fa, sulla mensola che ospita il vecchio Tv Mivar, tra il tubo catodico e il muro scrostato, la povera donna scoprì persino una confezione di Pringles con la faccia del presidente USA Jimmy Carter!

Al sabato, solo il parrucchiere juventino Tonino e l’ortolano milanista Gaetano, rispettivamente titolari dei negozi contigui Toni Spazzola Coiffeur e Tano Frutta&Verdura, riescono a far una capatina al bar, giusto per un amaro o per un rapido cafferino, perché la Cimbali da museo qui è sempre in pressione. E in attesa di Milan-Juventus i due commentano stizziti la fortunosa vittoria dell’Inter a Genova in anticipo. “Quel portiere Eduardo – lamenta il Gaetano – è lo stesso dei film di Totò e Eduardo” mentre il Pinuccio subito lo corregge: “Totò e Peppino – precisa – Eduardo era il fratello di Peppino De Filippo. O forse il padre!”  Il Tonino invece già immagina la faccia del borioso interista Walter: “Lunedì verrà qui a dirci ch’era un tiro calcolato – profetizza – che lo sapete che quello c’ha la faccia come il culo! E stasera tocca pure scannarci tra di noi!”

Al bar si rivede anche il pensionato interista Artemio, carico di borse della spesa come una bestia da soma, in compagnia della moglie Gisella, detta Lagise, con la quale ormai apre bocca solo per un una serie interminabile di “Sissignora” prima di litigarci. Davanti alla Gisella, presa a confrontarsi con l’Armida per chi abbia sposato il marito peggiore, all’Artemio è proibito bere alcolici e parlare di calcio. E il povero Artemio, tirato come un cane alla catena, ha solo il tempo di dedicare una rapida strizzata d’occhio ai due compagni di bevute, che rivedrà lunedì in santa pace: “Uè ragazzi – sussurra – visto che colpo di biliardo il Muntari?” Ma non fa neppure in tempo ad accennare un sorriso beffardo che la Gisella lo ha già trainato fuori dal bar: “Del pallone – tuona la kapò – ne parlate lunedì, fannulloni che non siete altro!” E in un battito di ciglia il povero Artemio è gia sparito (38-continua, purtroppo…)

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