2009-10: il punto oltreconfine

di Andrea Ciprandi Calciotradotto

Inghilterra
Ha vinto sul filo di lana il Chelsea di Ancelotti. La corazzata dei Blues si è così liberata da una presunta sindrome da Mourinho visto che dopo il titolo del ’55 a Stamford Bridge erano riusciti ad aggiudicarsi il campionato solo col portoghese (2005 e 2006). L’affermazione in Premier, oltretutto, ha contribuito all’ottenimento del primo double nella storia del Club, dato che a ruota è arrivato anche il successo in FA Cup grazie a un gol di Drogba, capocannoniere stagionale d’Oltremanica. La notizia principale, però, è che le Big Four non ci sono più. Il merito va al Tottenham di Redknapp, che ha preso il posto di un Liverpool orfano di Xabi Alonso e con un Torres a mezzo servizio. Sono proprio gli Spurs la squadra dell’anno: il loro meraviglioso gioco, a tratti migliore di quelli del Manchester United arrivato secondo (e consolatosi con la Coppa di Lega) e dell’Arsenal terzo, gli è valso un posto fra le grandi d’Europa a spese del City ereditato da Mancini a metà dicembre, comunque in netta ascesa. Per restare agli italiani, in attesa di scoprire cosa farà Capello in Sud Africa si è salvato il West Ham di Zola (che ha comunque perso il posto) e Diamanti, mentre Roberto Di Matteo ha ottenuto col suo West Bromwich Albion la promozione in Premier League.

Germania
Ventiduesimo titolo per il Bayern di van Gaal, che prima della Finale di Madrid si aggiudica anche la Coppa di Germania battendo un Werder Brema già clamorosamente qualificatosi per la prossima Champions in virtù di un fenomenale girone di ritorno nel quale è invece crollato il Leverkusen. In Champions va anche lo Schalke, secondo, con Magath che a Gelsenkirchen ha sfiorato il bis dopo che l’anno scorso aveva guidato addirittura il Wolfsburg alla conquista del Meisterschale. E’ importante sottolineare che questo è il Bayern di van Gaal perché il focoso tecnico olandese ha fatto scelte nette per modellarlo e adattarlo al modulo che predilige, dalle cessioni di Lucio e Toni alla fiducia dimostrata al giovane attaccante Thomas Muller, passando per la scommessa Robben (i cui frequenti infortuni avrebbero potuto rappresentare un problema) e il ruolo centrale affidato al belga van Buyten, autore di numerose e determinanti reti nonostante sia un difensore.

Francia
Dopo 18 anni torna a vincere il Marsiglia, questa volta con Deschamps in panchina e non più nel cuore del centrocampo. Dopo il quasi decennale dominio del Lione (arrivato secondo in volata) e l’exploit nella stagione scorsa del Bordeaux di Blanc, i biancocelesti sembrano aver gestito al meglio i cambi strutturali culminati nell’arrivo della coppia argentina di qualità Lucho Gonzalez –Heinze (fra l’altro entrambi andati a segno nel decisivo 3-1 sullo Stade Rennes che ha dato la matematica certezza del titolo) per riempire i vuoti tecnici lasciati negli ultimi due anni dalle cessioni a catena di Ribery, Nasri e Cissé. Al Marsiglia anche la Coppa di Lega, mentre quella di Francia è andata ai rivali di sempre del PSG.

Spagna
Vince il Barcellona. Al Real Madrid non è bastato fare 96 punti per strappare il titolo ai blaugrana, che ne hanno fatti 99, e nemmeno aver vinto 18 delle 19 partite disputate al Bernabeu. L’unica sconfitta interna, infatti, è arrivata contro il Barcellona, risultando decisiva. Per giudicare la stagione della squadra multimilionaria voluta da Florentino Perez vanno comunque considerate le assenze prolungate di Kakà, Cristiano Ronaldo, Benzema, Guti e Pepe, benché per motivi diversi, oltretutto in un gruppo rinnovatissimo e al primo anno insieme, che Pellegrini non ha saputo o forse potuto plasmare. Nel Barcellona che veniva dall’en plein dello scorso anno vanno invece sottolineati l’acquisto tatticamente sbagliato di Ibrahimovic e l’infortunio di Iniesta ancora una volta in un momento cruciale della stagione: quest’ultimo l’anno scorso regalò la finale europea ai suoi col famoso gol a Stamford Bridge per poi riuscire a giocarla solo grazie a un recupero fulmineo, mentre in questa edizione ha saltato entrambe le partite di semifinale. Su qualsiasi panchina siederà l’anno prossimo, poi, ancora da verificare la maturità da tecnico di Guardiola: ha dimostrato di saper gestire una grandissima squadra ma è pur vero che per esempio nella semifinale di ritorno di Champions non è riuscito a prendere le contromisure alla scomoda scelta tattica di Mourinho, che proprio nella Liga e per giunta a Madrid è appena arrivato. Per concludere, la Copa del Rey è andata al Siviglia, che ha superato in finale l’Atletico Madrid fresco della conquista dell’Europa League.

Brasile
Archiviati i campionati statali con le affermazioni, fra i tanti, del Santos a San Paolo, del Botafogo a Rio, del Gremio nel Rio Grande do Sul e dell’Atletico nel Minas Gerais, ha preso il via il Brasileirao 2010. Dopo le sette giornate che precedono lo stop per i Mondiali, guidano la classifica le due uniche squadre ancora imbattute: il quotatissimo Corinthians di Ronaldo e Roberto Carlos e il sorprendente Cearà. Terzo e decisamente lanciato dopo quattro vittorie consecutive nonostante sia ancora in fase di assestamento è il nuovo, interessantissimo Fluminense del tecnico Muricy Ramalho, alla sua prima esperienza a Rio dopo che col San Paolo aveva vinto tre degli ultimi quattro tornei nazionali prima di trasferirsi per alcuni mesi al Palmeiras. Seguono lo scoppiettante Santos di Robinho ma anche dei giovanissimi Wesley, André e soprattutto Neymar, che continua a segnare ma che Dunga non ha ritenuto di portare in Sud Africa, e un San Paolo partito come un diesel. I campioni in carica del Flamengo, sempre più dipendenti da Vagner Love e Petkovic dopo la cessione di Adriano, hanno vinto solo due partite e navigano così a metà classifica al pari di Botafogo, Palmeiras, Cruzeiro e Gremio. Fra le grandi, preoccupano le strisce negative dell’Atletico Mineiro e del neopromosso Vasco da Gama. Male anche l’Internacional, che dopo i Mondiali proverà a riscattarsi nel derby verdeoro (col San Paolo) di una delle due semifinali di Copa Libertadores, contemporaneamente alle quali si disputerà anche la finale di Copa do Brasil fra Santos e Vitoria.

Argentina
Rocambolesco finale nel Clausura. Vince l’Argentinos allenato proprio da quel Borghi, ex milanista, con cui 25 anni fa aveva conquistato la Libertadores. Decisiva è stata la penultima giornata, quando i futuri campioni avevano scavalcato in classifica l’Estudiantes di Veron rimontando l’Independiente da 1-3 a 4-3 negli utlimi venti minuti. Si verifica così l’ennesima sorpresa, dopo che l’ultimo titolo era andato al Banfield e a fine 2007 aveva trionfato il Lanus. Sono ormai lontani i tempi del dominio assoluto di River e Boca, che hanno finito entrambi con sonanti sconfitte e staccatissimi in classifica. I primi per volere del neo Presidente Passarella hanno se non altro già assoldato il tecnico Cappa, forse l’unico in grado di restituire alla squadra il bel gioco che storicamente la contraddistingue, mentre i secondi sono nel pieno di un cambio gestionale e generazionale caratterizzato da lotte interne fra clan opposti che fanno capo ai due giocatori più rappresentativi: Riquelme e Palermo. A mettere ordine è però sul punto di arrivare niente meno che il tecnico campione, Borghi.

Scozia
Cinquantatreesimo titolo per i Rangers. La squadra di Walter Smith, che bissa il trionfo della scorsa stagione dopo tre successi del Celtic, ha sbaragliato la concorrenza aggiudicandosi il titolo già a tre giornate dalla fine. Il successo si deve soprattutto all’esplosione del 22enne nordirlandese Lafferty, che ha firmato anche la rete che è valsa il titolo, e alla continuità degli attaccanti Boyd e Miller: di rinforzi, ad Ibrox, non ne arrivano infatti da quasi due anni. Nemmeno il Celtic aveva messo mano al portafogli, ma mastica amaro perché sta pagando l’attuale crisi societaria con la cessione dello scettro e la prospettiva di dover smantellare la squadra. Una curiosità: con quella appena conclusasi, sono addirittura 25 le stagioni consecutive che vedono trionfare una fra le due rivali dell’Old Firm.

Portogallo
Dopo quattro anni di dominio del Porto, è tornato a vincere il Benfica del gioiellino Di Maria, ma anche di Aimar e Saviola. Per restare in tema di ex stelle del River Plate, senza più Lucho Gonzalez ma con Farias, Belluschi e Falcao Garcia in attacco col brasiliano Hulk, i dragoni non sono riusciti a contrastare le aquile di Lisbona, finendo addirittura terzi dietro allo Sporting Braga, ma si sono consolati alzando la Coppa del Portogallo dopo aver ceduto nella finale di quella di Lega ancora una volta al Benfica.

Olanda
Stagione storica, col primo campionato in assoluto vinto dal Twente (allenato da Steve McClaren, ex secondo di Ferguson e c.t. dell’Inghilterra prima di Capello) che resiste all’assalto dell’Ajax, staccato di un solo punto. Considerato anche il trionfo dello scorso anno dell’AZ, il suo secondo di sempre a trent’anni di distanza dal primo, continua dunque a imporsi il nuovo dopo che per 27 volte di seguito aveva vinto una delle tre grandi: Ajax, PSV e Feyenoord. I lancieri di Amsterdam, trascinati dal giovane attaccante della Nazionale uruguagia Suarez, si sono comunque consolati con la Coppa nazionale e la qualificazione ai preliminari di Champions.

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