Mourinho contro tutti

terremouTerreMouto!Quasi una crasi tra terremoto e Mourinho, perché stavolta lo Mourinho ne ha per tutti. Per il giornalismo sportivo italiano, che tra “grandi manipolazioni” e “prostituzione intellettuale” non lo ha certo colpito per la sua imparzialità. Per i colleghi Spalletti e Ranieri, eternamente alla ricerca di popolarità analoga, solidali nel proporsi come ‘coglioni’ pur far passar lui come ‘cazzone’, almeno fino al prossimo incontro tra Roma e Juve. Mourinho contro tutti, neanche fosse Goldrake. E dire che gli estremisti nerazzurri lo accusavano di scarso interismo rispetto a Mancini e gli juventini negazionisti di Calciopoli, distorcendo certe sue frasi uscite da Appiano, addirittura qualche tempo fa lo applaudivano. Come lo applaudivano i soloni dell’informazione il giorno della sua investitura: chissà come se la caveranno ora, dopo che lo Special One ha insolentito l’informazione sportiva italiana, anzi calcistica, perché i colleghi che seguono discipline meno popolari non c’entrano nulla. Per quanto mi riguarda, ho la coscienza a posto: tolti i pochi che dichiarano apertamente da che parte stanno e non si atteggiano a soloni, non ho stima per la mia categoria. Adesso mi darete del classista, ma sono sincero: dei giornalisti di calcio che ho conosciuto, meno del dieci per certo unsa con disinvoltura il congiuntivo, meno del cinque per cento ha uno straccio di laurea, meno del due per cento conosce i rudimenti di una lingua straniera. Non conosco nessuno davvero al di sopra delle parti. Non lo sono io, lo dichiaro apertamente, e non lo sono soprattutto coloro che ve lo fanno credere. Quindi se Mourinho pensa e parla di manipolatori spara nel mucchio in una categoria in cui oggi è difficile distinguere i giornalisti dai tifosi. Come in tutte le professioni, anche tra i giornalisti ci sono i buoni e i cattivi, come ci sono buoni e cattivi architetti, e cosi via. Su questo però l’ultima parola spetta al pubblico e non a Mourinho che è liberissimo di pensarla come vuole. Certo sputtanare Ranieri raccontando di una chiamata non risposta il giorno successivo non sarà elegante, ma chi tra i colleghi, dietro i loro sorrisi patinati, è poi stato sempre elegante nei confronti di Mourinho? Non mi piace chi dice una cosa in pubblico e poi corre a scusarsi via telefono e privatamente con l’interessato. Forse Ranieri temeva la reazione che poi Mourinho ha avuto? Al momento Inter e Juve sono l’una contro l’altra armate, a suon di comunicati, ma presto tutto tornerà nella normalità. Come sempre. Mourinho aveva detto che il calcio italiano non lo avrebbe cambiato. In realtà è cambiato parecchio: ormai pare più italiano di un guaglione di Posillipo nei suoi continui e strategici richiami agli arbitraggi. Ha capito presto il giro del fumo nel Paese del sospetto? La madre di tutte le domande però è un’altra: è sempre lui a dominare quello che lo circonda o sta finendo stritolato? L’esternazione sui 91 giorni che mancano alle sue vacanze è stata accostata al manciniano “credo che tra due mesi, eccetera eccetera!” Esistono esegeti del pensiero dell’allenatore dell’Inter di turno: li aveva Mancini, li ha Mourinho. La mia sensazione è che lo Special One, più del Mancio, ci prenda tutti per il culo. E continua ad essere il grande mattatore di giornali e programmi TV. Non riesco però a capire se alla fine riuscirà a gestire il carico di merda che puntualmente gli arriva addosso o finirà per togliere il disturbo a giugno, scegliendo un ingaggio simile a quello percepito dall’Inter in un calcio più bello, più civile, più divertente in un Paese non più bello né più divertente ma sicuramente più civile del nostro: l’Inghilterra. Dipende anche dai risultati, ma intanto vi anticipo le notizie dei prossimi giorni: se come credo l’Inter settimana prossima l’Inter saluterà la Champions League, preparatevi alla fucilazione mediatica di Mourinho e all’imminente ritorno di Mancini. Dal primo giorno chi conosce l’Inter sa che se Mourinho dovesse lasciare anzitempo può tornare solo Mancini, perché ha ancora quattro anni di contratto che valgono una fortuna. Il rapporto tra Moratti e Mancini si ricomporrebbe in un baleno semplicemente perché conviene ad entrambe le parti e non solo economicamente. Ma sapete qual è l’incredibile fascino di casa Inter? Che basta un’idea improvvisa di Moratti per sparigliare tutte le carte. Ma questo ve lo racconto la prossima volta.

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