Le pagelle dei Campioni d’Italia

Pubblicato su Il Giornale, domenica 17 maggio 2009

JULIO CESAR 10
Pochi anni fa stava in parcheggio al Chievo, portinaio più portiere. Oggi è il numero 1 al mondo nel ruolo.  Un bel pezzo di quest’ennesimo scudetto sta nelle sue mani.
MAICON 8
Meno straripante di un anno fa e colpito da infortunio nell’ultima parte del torneo. Resta però un punto fermo, la certezza di oggi e di domani.
CORDOBA 7
Esposto al pubblico ludibrio da Mourinho dopo un paio di erroracci. Riabilitato non appena lo Special One si è accorto che all’oratorio è meglio mandarci Rivas.
SAMUEL 9
Nel ruolo si può discutere se sia uno dei più bravi del mondo o il più bravo in assoluto. Certamente se sta bene lui, si sentono più sicuri anche i compagni di reparto.
CHIVU 7
Un po’ intermittente, ma la sua parte l’ha comunque fatta. Se poi si ragiona un attimo su altri prelievi dalla Roma, tipo Amantino Mancini, Chivu tutta la vita.
MAXWELL 7
A causa di Santon ha corso il rischio di comparire solo nella foto della squadra, che peraltro arriva sempre a marzo. A proposito, ma la stampano o la dipingono? Dopo qualche tensione con Mourinho, si è ripreso.
SANTON 9
Prodotto del vivaio nerazzurro e rivelazione della stagione. Ora l’Inter è un po’ più italiana, come bofonchiano quelli che poi vorrebbero Messi, Cristiano Ronaldo e Torres.
ZANETTI 9
Capitano di lungo corso con il grande merito di esserci sempre, malgrado il nostro sia un calcio assai infortunistico. A quanto ne so, sta correndo anche mentre scrivo.
CAMBIASSO 10
L’anima dell’Inter. Sa fare tutto, perfino il centrale difensivo meglio di quelli che lo fanno di mestiere.
Sarebbe da clonare. E l’anno prossimo magari farà la punta.
MUNTARI 8
L’unico del trio di nuovi acquisti a non aver sfigurato. Il gollonzo di San Siro alla Juventus resterà scolpito per sempre nella memoria degli interisti più goduriosi.
STANKOVIC 9
Da fedelissimo di Roberto Mancini a uomo di fiducia di José Mourinho. Ha sofferto come un cane per il cambio di guida tecnica, arrivando ad un passo dall’addio. Grazie al cielo è rimasto.
FIGO 6
In pensione da tempo, ma comunque capace di incidere in momenti fondamentali per lo scudetto: a Udine come a San Siro con la Lazio. Ora però smetta.
BALOTELLI 8
Spesso in castigo per problemi caratteriali. Più che il gioco, il suo tallone d’Achille è il modo di porsi. Ma sarebbe peggio il contrario. In attesa di cambiare registro, ha cambiato la normativa sul razzismo negli stadi.
IBRAHIMOVIC 10
Quinto scudetto consecutivo tra Juventus e Inter, tra revocati, riassegnati e vinti sul campo.
Anche con i suoi mal di pancia, vale mezza Inter. Con i suoi gol ha cannibalizzato l’intero attacco.
ADRIANO 6
Il numero in realtà indica i giornalisti che ogni volta l’hanno atteso alla Malpensa di ritorno dal suo amato Brasile. Dove l’Inter finalmente lo ha rispedito. L’ultimo gol, di avambraccio nel derby, è per Peppino Prisco.
QUARESMA  sv
Non mi risulta abbia mai giocato nell’Inter. Ne ho sentito solo parlare quest’estate come possibile colpo di mercato. Poi però l’ha preso il Chelsea. Chiedete a chi segue i Blues.
LE SECONDE LINEE 6
Da dietro le quinte hanno cercato il palcoscenico anche Toldo, Materazzi, Rivas, Burdisso, Vieira, Jimenez, Mancini, Cruz, Crespo e Obinna. Ognuno ha fatto quel che ha potuto, qualcuno con risultati disastrosi. Ma l’Inter ha vinto il campionato anche per l’apporto di comprimari che non hanno combinato danni. Tanto vale ricordarli con un con sei politico collettivo

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