Colonia del Sacramento

A 11.150 km da Milano, fuso orario -5
15 giugno 2009

Quinta e ultima parte del SudAm Tour 2009
Ad un’ora da Buenos Aires navigando sul Buquebus il Rio de la Plata, confine naturale tra Argentina e Uruguay. Giro della cittadina a bordo di una simpatica vetturetta noleggiata a ore con la guida personale señora Ines. Pranzo alla Bogedas del Castillo Nuevo con specialità Pancho, Chivito uruguayo al pan e cerveza Pilsen.

Colonia del Sacramento (ab.25.000) in Uruguay (ab.3.500.000) sul Rio del la Plata è una bella cittadina tipicamente sudamericana che ha il vantaggio di essere ad un tiro di schioppo dall’Argentina

Aeroporto
Montevideo
Aeroparque Jorge Newbery a Buenos Aires in Argentina

Highlights

In Barrio Historico:

  • Plaza Mayor
  • Casa Museo Nacarello
  • Faro
  • Basilica Sanctisim Sacramento
  • Casa Virrey
  • Calle de los Suspiros
  • Portòn del Campo
  • Iglesia Matriz

Memento
L’intero centro storico è stato dichiarato patrimonio Unesco. La Casa Virrey era la casa del Vicere, mentre il Portòn del Campo è la porta cittadina con ponte levatoio. La Iglesia Matriz è la più antica e risale al 1695, mentre la casa Museo Nacarello è una tipica casa portoghese del XVIII secolo. 1 euro equivale a 33 pesos uruguayos

3 Commenti su Colonia del Sacramento

  1. Gian Luca perchè non dai qualche opinione personale in più sul paese-luogo visitato ? Sei molto oggettivo nelle descrizioni, capisco che spesso capita che la bellezza di un luogo sia resa tale anche da particolari situazioni, ma, almeno a me, farebbe piacere conoscere un tuo parere più soggettivo in proposito.

    • Caro Luca, la sezione In Viaggio è in perenne aggiornamento, ma di norma la prima parte, sopra la galleria fotografica, è proprio un piccolo archivio per ricordarmi quello che ho fatto. In effetti dovrei scrivere di più, ma non è facile soprattutto sui luoghi visitati tanto tempo fa. Certe cose non me le ricordo più, e appena mi vengono in mente le aggiungo

  2. Ciao, Gian Luca.
    Ho vissuto 1 anno in Uruguay nell’ormai lontano 1999 e devo confessarti che è un paese splendido. Non ci sarà forse molto da visitare (Colonia però è davvero unica nel suo genere, ma la gente è davvero squisita, simpatica e generosa. Adoro le distese di parati all’interno, paesini deserti alla Sergio Leone come Paso de los Toros (città natale del calciatore O’Neill), Salto, Artigas, solo una piazza ed un binario morto del treno, un saloon ed una Chiesa. Campi tutt’attorno con mucche che pascolano libere, le stalle non esistono. Le spiagge più a nord del paese, molto dopo Punta del Este, come Punta del Diablo, Barra del Chuy, al confine col Brasile, sono selvagge e spettacolari. I bungalows sulla spiaggia qui sono equipaggiati di brandine, letti a castello, un bagnetto, e soprattutto l’immancabile parrilla per le solite comidas di carne. Al fine settimana organizzavamo a Montevideo coi colleghi partite di calcetto nel Centro Sportivo Wanderers, dove Francescoli aveva iniziato a giocare e, dopo la doccia, fiumi di cerveza Norteña, ad aspettare che il cabritos ordinato a Paysandù, arrostisse a puntino sulla griglia. Ogni domenica regolarmente a vedere giocare Ruben Sosa ed il suo Nacional nel mitico Estadio Centenario, dove pure ebbi l’occasione d’assistere al derby Peñarol-Nacional, tutto esaurito e folklore sudamerico esasperato all’inverosimile! Qell’anno vidi giocare El Chino praticamente solo con la nazionale per le eliminatorie mondiali, in Uruguay ma mai a MIlano con la mia Inter. Ci tornerò un giorno, da turista, ma temo l’atmosfera allora vissuta, non sarà più la stessa…
    Ciao, Marco.

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