21C: Catania-Inter 0-2

cataniainter09Che partita, ragazzi! E che vittoria! Una serata da incorniciare con tre punti pesanti come il metallo più prezioso. Tre punti che in realtà ne valgono otto, considerando anche i tre guadagnati sulla Juventus e i due sul Milan. E quante facce tristi vedono intorno a me, ch insegue credeva che Catania sarebbe stata un’altra Bergamo e invece è stato un trionfo. Ma io i rivali nemmeno li considero, perché so di avere la squadra più forte e forse al loro posto farei lo stesso, perché in fondo nel calcio non sempre vince il più forte. L’Inter ultimamente non ha giocato un grande calcio, l’ho ammesso, ma le altre non giocano poi tanto meglio e l’Inter di Catania mi è piaciuta moltissimo, come a Roma con Roma e Lazio e a Palermo, per limitarmi alle trasferte. Il 2-0 finale con due perle di Stankovic e Ibrahimovic sono il risultato classico di una partita pressoché perfetta, giocata un’ora in inferiorità per l’esagerata espulsione di Muntari da parte del fiscalissimo Rocchi. Mi spiace per chi rosica ribadire che al Catania non è stato annullato un gol perché il fischio dell’arbitro si riferisce al contatto tra i due kamikaze Morimoto e Burdisso. Ma sapete che vi dico? Che l’Inter questa partita l’avrebbe vinta comunque. A luglio avevo scritto a proposito di Stankovic, allora a rischio cessione, che la storia del calcio trabocca di anatroccoli diventati cigni. Stankovic anatroccolo non lo è mai stato ma il suo feeling con Mancini pareva una colpa e invece Mourinho, qui va riconosciuto, ha avuto l’umiltà e l’intelligenza di non seguire il suo istinto. Stankovic è stato il migliore in campo a Catania per il gol che ha sbloccato la partita dopo pochi minuti e per l’assist per Ibra che l’ha chiusa nbella ripresa. Stankovic da mesi è una certezza per l’Inter di Mourinho. Tutti promossi. Bravo Beppe Baresi, bandiera di un calcio che ho amato davvero e che in panchina non ha fatto notare l’assenza di Mourinho, che dalla tribuna-stampa stavolta ha deciso senza sbagliare un colpoBravo Cruz, che ha fatto un sacrificio straordinario per raccordare in inferiorità numerica centrocampo a attacco. Bravi Cordoba e Maxwell a rispondere sul campo alle critiche di Mourinho. Bravo Santon, per la tranquillità con cui ha interpretato in uno stadio difficile e in una partita difficile un ruolo non suo: non sembra certo uno alle prime armi e credo che sappia capire il valore di una convocazione nell’Inter, a differenza di Balotelli, che sarà anche perseguitato da Mourinho ma non può rifiutare a 18 anni una convocazione nell’Inter. Ma non ho voglia di fare polemiche. Gongolo sulla conferma del mio inguaribile ottimismo testimoniato dallle mie risposte non sempre garbate alle solite mail difattiste prima di questa straordinaria partita. Anzi invito i pochi fanfaroni pessimisti per definizione che pronosticano sempre risultati più brutti di loro ad avere la decenza di non scrivermi nulla almeno per tre giorni. Almeno fino a domenica pretendo mutismo e rassegnazione intorno a questa squadra che ha dimostrato di avere i coglioni più duri dell’acciaio. Ci sarà tempo, alla prossima partita storta per riproporre i soliti ribaltoni in panchina, le solite formazioni senza senso, insomma per fingersi presidenti-allenatori a tempo pieno anziché nelle poltrone di casa. Da Catania torna un’Inter viva e vegeta e se questo è il risultato del casino delle ultime settimane, sia benedetto il casino, perché la grande squadra vi si carica. Un atto conclusivo di terrorismo psicologico me lo si conceda, visto che l’Inter ne subisce a decine ogni giorno e persino da parte dei suoi tifosi. Ci mancherebbe che il campionato si fosse chiuso alla terza di ritorno, visto che non sono nemmeno convinto che l’Inter sia davvero uscita dal periodo di luna calante, però sappiate che la Juve inseguiva a -6 anche dopo la quattordicesima giornata di andata: sono passati sette turni e il distacco è identico. Che vuol dire? Boh, l’ha detto un noto giornalista sportivo in Tv e mi sembrava che allo juventino al suo fianco lì per lì fossero cascate un po’ le braccia. L’avevo preannunciato: è solo terrorismo psicologico. Provare a prenderci è un obbligo per chiunque, anche per il Bologna dell’amico Mihajlovic che intanto sta lentamente risalendo la china.

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