19C: Atalanta-Inter 3-1

atalantainter09Nell’ultima giornata del girone di andata, ecco l’Inter più brutta, un coacervo senza senso logico, un prodotto addirittura pre-manciniano. Insomma un’Inter preistorica che si credeva dimenticata e se sia il frutto velenoso di un pomeriggio da cani, o peggio di una crisi, lo capiremo presto. In mezz’ora era già finito tutto: tre gol in un quarto d’ora: prima Floccari e poi la doppietta di Doni, con errori da oratorio, ma Mourinho farebbe bene a non esporre i suoi, Cordoba per primo, al pubblico ludibrio. Troppo facile prendersela con i difensori quando tutta la sqaudra non ha raggiunto la sufficienza. Difficile capire anche i cambi, a parte Adriano che nella ripresa è stato l’unico a guadagnarsi la sufficienza, se non altro per aver provato un paio di conclusioni. Assolutamente ininfluente nella giornataccia interista l’arbitro Rizzoli, che ha comunque ammonito Ibrahimovic per proteste, cosa che gli permetterà di saltare la prossima partita recuperando forze preziose. Proprio Ibra all’ultimo minuto di una ripresa brutta come il primo tempo, ha segnato il cosiddetto gol della bandiera, alleggerendo minimamente un passivo comunque pesante per l’Inter. E francamente il margine su chi insegue è secondario davanti alla flessione di gioco, e ora anche di risultati, cominciata prima della pausa natalizia. Sulle ragioni del pessimo inizio d’anno il dibattito è aperto: chi dice che la testa sia già al Manchester, chi punta l’indice contro il lacunoso richiamo di preparazione durante la sosta. Comunque sia, Mourinho deve recuperare al volo coloro che per un motivo o per l’altro sono stati via via spinti ai margini del progetto: non si capisce bene perché per far spazio ad Adriano, Crespo e Obinna si debba rinunciare a Balotelli, Mancini e Quaresma. Una rosa è ricca quando sa fronteggiare gli inevitabili alti e bassi di una stagione estenuante. Sentire il gruppo di incontentabili tifosi, alla vista di Crespo, rimpiangere Quaresma, di norma insultato senza pietà, è bizzarro. Certo, quando la barca va a picco, quelli che restano a terra hanno sempre ragione, ma lo Special One deve individuare una nuova rotta, perché nel mare grosso e c’è modo e modo di naufragare.

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