18C: Inter-Cagliari 1-1

Temo sempre due partite nel calendario: quella prima e quella dopo la sosta invernale. Dopo la vittoria sofferta a Siena avevo tirato un sospiro di sollievo, ma il pareggio col Cagliari ha confermato i miei timori. Per carità, dopo otto vittorie consecutive un mezzo passo falso ci può stare, ma se l’Inter non ha in campo tutti i titolari soffre di problemi di gioco ben più allarmanti del margine sugli inseguitori. L’Inter è grande solo in formazione-tipo, altrimenti si fa piccola: le assenza di Maicon e Stankovic, unite alla condizione generale della squadra non eccelsa alla ripresa hanno ridimensionato l’Inter oltre ogni previsione. Dopo un primo tempo al rallentatore, nella ripresa il gol di Acquafresca, nomen omen nel gelo di San Siro, è stato subito pareggiato da Ibrahimovic, ma l’Inter più che di vincere ha rischiato di perdere, ma Acquafresca e Cossu si sono mangiati due gol incredibili prima di quello di Muntari, giustamente annullato per fuorigioco dall’arbitro fiorentino Pierpaoli. E, in ogni caso, Mourinho che butta dentro tutte le punte è come quel giocatore di poker che chiede quattro carte: può essere divertente ma non è logico. Il dubbio vero è che la rosa dell’Inter nelle seconde scelte non abbia poi tutta questa grande qualità. In attacco, segnando solo Ibrahimovic, è fondamentale recuperare subito almeno uno tra Adriano, Balotelli e Crespo, comunque dignitoso nell’azione che ha portato Ibra al pareggio. O si recupera subito un attaccante affidabile, pescando magari anche tra Mancini e Quaresma, altrimenti è meglio tornare sul mercato ed è quello che penso accadrà entro fine gennaio.

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