L’Inter romba col rombo

Se la miglior Inter è davvero un mix tra Torino coi granata e la ripresa di Palermo, Moratti potrebbe chiedersi la ragione dell’investimento di una quarantina di milioni di euro per Quaresma e Mancini, in staffetta a Torino e praticamente inutilizzati a Palermo, con il portoghese a riposo e l’ex romanista in campo a giochi ormai fatti. Insomma romba ancora l’Inter col rombo, ragion per cui Mourinho potrebbe chiudere cantieri ed esperimenti una volta per tutte. Piano però a convincersi che Quaresma e Mancini facciano solo numero perché nel calcio le certezze a volte durano un battito di ciglia. E come è tornato in sella Stankovic, presto potrebbe toccare anche ai due nuovi esterni. Adriano invece si avvia ancora una volta sul mercato e al proposito fa un po’ sensazione che sia stato il consulente del Milan per il mercato spagnolo Ernesto Bronzetti, in diretta Tv, a spostare il tiro da Sheva a Crespo per la sostituzione dell’infortunato Van Nistelrooy nel Real Madrid. Va bene la voglia di visibilità ma, da come parla, dettagliando pure sui mesi di contratto e opzioni per il futuro, sembra addirittura che sia lui il regista dell’operazione. Intanto occhio all’Ammiraglio Cobolli Gigli e al suo confronto di pura marina militare: per il presidente bianconero la Juve è una corazzata con le munizioni giuste per affondare la portaerei Inter. E poi il pronostico, anzi qualcosa in più. Per Cobolli Gigli la Juve invece 2-1 con vantaggio di Camoranesi, pareggio di Cruz e gol vincente di Amauri o Del Piero, con Ibra che non la becca mai, fermato dalla poderosa difesa bianconera. Il mondo del calcio è pieno di maghi, aruspici e fattucchiere. Cobolli magari ci prende e allora sarà stato fortunato, a meno che non crediate davvero agli indovini, ma il Medio-evo è finito da un pezzo. Se però non ci prende, temo che qualche battuta possa scapparmi.

1 Commento su L’Inter romba col rombo

  1. Massimo Suardelli, Milano // 23 gennaio 2010 a 03:04 // Rispondi

    Tra ragioni e memoria corta

    E’ comprensibile l’odio dei tifosi juventini nei confronti di noi interisti (anche se io, al posto loro, sarei più arrabbiato con una certa vecchia dirigenza). Ho sempre pensato che le prime vittime di Calciopoli fossero proprio i tifosi della Juve: senza aver nessuna colpa, si sono ritrovati in pochi mesi una bacheca più povera, ricordi macchiati da accuse e sospetti infamanti, un’umiliante retrocessione, l’ironia degli interisti beneficiari di una fortuna a lungo cercata. Ora è l’Inter la squadra da battere e questo attira antipatie ed invidie, ma in fondo è il ruolo che tanto desideravamo negli anni bui. Ben vengano le provocazioni e la voglia di rivincita bianconera. Ma quello che francamente mal sopporto, soprattutto se viene da addetti ai lavori (nella fattispecie giornalisti sportivi, opinionisti e vecchie glorie del calcio), è la distorsione della realtà e il ricorso a luoghi comuni che non trovano più alcun senso: nello specifico, mi irritano i vari “l’Inter vince grazie a Ibrahimovic e sappiamo come hanno fatto a prenderlo”, “Chi ha portato in Italia Ibra? Luciano Moggi!”, “L’Inter vince grazie agli ex-juventini” e altri dello stesso tenore. Tanto per chiarire: 1. L’Inter ha preso un giocatore che nella Juve era in piena crisi: solo 7 gol nella stagione 2005-06 con lunghi periodi di astinenza, polemiche con la società e Capello, problemi caratteriali, rinnovo del contratto a rischio (vedasi articoli, ad esempio, di Luca Curino sulla Gazzetta, tanto per citarne alcuni, ma ricordo anche qualche dibattito televisivo) 2. L’Inter ha vinto nei due anni precedenti senza disporre di Ibra e Vieira per lunghi tratti della stagione. 3. Le accuse da cui Moggi deve difendersi non sono certo quelle di incompetenza, quindi può pure avere i meriti che vuole, ma deve spiegare tante altre cose… Se Moratti vendesse Adriano alla Juve per esigenze di bilancio e Adriano diventasse un serio candidato al Pallone d’oro, tutti sarebbero pronti a sentenziare che l’Inter rovina i giocatori, Moratti li coccola troppo e non sa mitigarne le intemperanze, mentre le altre squadre sanno valorizzare i campioni presi a prezzi “stracciati” dalla spendacciona società nerazzurra. Ma in fondo l’Inter cosa ha fatto con Ibra, Maicon e Cambiasso? Grazie, Max

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