6C: Inter-Bologna 2-1

interbologna08Si è sempre detto che allo stadio ci si va per lo spettacolo, mentre invece ne vediamo sempre meno. Ma il gol di Ibra che ha sbloccato la gara col Bologna è forse uno dei più belli della storia del calcio, sicuramente il più bello visto a San Siro da almeno dieci anni a questa parte. Vedrete che lo vedremo nelle sigle dei programmi di calcio almeno per i prossimi tre anni. L’ultima volta che, guardandomi in giro, avevo visto la gente a bocca aperta a San Siro era il 5 gennaio 1997 quando Youri Djorkaeff segnò alla Roma un gol in rovesciata, straordinario gesto tecnico che finì riprodotto sulla tessere d’abbonamento all’Inter della stagione successiva. Il bello è che Ibra e compagni si sono mangiati gol molto più semplici: è anche il cruccio di Mourinho, rivelato in sala-stampa. Anche il Mancio un anno fa diceva che l’Inter sbagliava i gol stupidi, a conferma si una mia vecchia tesi: Mourinho e Mancini sono molto più simili di quanto sembri. Il raddoppio è arrivato ad inizio ripresa per un calcio di rigore che non c’era segnalato dal guardalinee Rubino all’arbitro Ciampi. In compenso ce n’erano altri due per l’Inter.. L’errore di capitan Zanetti, tradito dal salto di Cordoba, ha spalancato la via del gol bolognese di Moras, che ha tenuto l’Inter in apprensione fino al fischio finale, ma va bene così, perché la squadra stavolta mi ha convinto, avendo giocato la sua miglior partita dell’era Mourinho. All’inizio, quando ho visto Cambiasso in panchina, mi è sembrato di avere le traveggole, poi ho pensato che col Werder aveva riposato Vieira e quindi per il momento l’esclusione sta sotto la voce ‘turn-over’. Cambiasso ha comunque avuto modo di farsi valere da difensore centrale dopo l’uscita per infortunio di Nelson Rivas. Adriano, tornato al gol in campionato dopo quasi un anno, seppure su rigore, è stato il migliore in campo con Ibra. Benone Muntari e Vieira, mentre Quaresma, a differenza di Amantino Mancini, ha raggiunto la sufficienza. Commovente Zanetti che, dopo l’errore, si è buttato avanti anima e corpo pur di farsi perdonare. Mourinho ora accetta serenamente domande e critiche, perché è intelligente e ha capito da solo di aver un po esagerato, anche se c’è chi pensa che stia stato lo ‘shampoo’ di Moratti a suggerirgli un profilo più basso. E, siccome solo gli stupidi non cambiano mai idea, sta correggendo i difetti emersi nella ultime partite, a cominciare dal modulo. Occhio però all’interminabile serie di infortuni: da luglio, e parlo solo di guai muscolari, si sono bloccati Julio Cesar, Materazzi due volte, Rivas, Chivu, Figo, Cruz, Jimenez, Adriano e Maxwell, che pare non sia stato agevolato nel recupero dallo staff medico. La scelta di una preparazione impostata sulla velocità più che sul fondo si sta pagando a caro prezzo.

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