RitSFCI: Udinese-Inter 2-2

Santiago Solari si conferma il bomber della Coppa Italia: un gol a San Siro contro l’Udinese e un altro al Friuli, quello che in apertura mette virtualmente al sicuro la qualificazione nerazzurra. Il 2-2 finale, con altra marcatura dell’ex Pizarro, vale la seconda finale di Coppa Italia consecutiva e, come un anno fa, potrebbe anche esserci la rivincita contro la Roma, ma questo traguardo non sposta di una virgola l’attenzione sul difficile momento tecnico e societario di casa Inter. Ovviamente anche dopo una gara tranquilla come quella di Udine, con pochi intimi sugli spalti, per la serie ‘all’Inter ce n’è sempre una’, un episodio sta facendo discutere: Giovanni Galeone ha detto che avrebbe voluto vincere solo per quel grosso imbecille che con la maglia dell’Inter che lo ha insultato per tutta la gara. Il pensiero, anche se il tecnico non ha fatto nomi, è subito corso a Materazzi per via di alcuni trascorsi suoi a Perugia e di papà Giuseppe con Galeone qualche anno fa. E Materazzi ha confermato l’antipatia per Galeone negando tutto ma minacciando querela se solo questi si azzarda a nominarlo. Ma, come dicevo, ci sono cose sfortunatamente più importanti in casa Inter. Prima di tutto perché Massimo Moratti ha fatto l’ennesima operazione di ‘outing’, come si dice oggi, confidando e confermando la sua stanchezza da proprietario dell’Inter. E’ già successo e succederà ancora, ma da qui a intravedere uno scenario futuro, sinceramente, ce ne corre. Anche perché chi frequenta Moratti ne conosce bene i turbamenti interiori: da una parte c’è la voglia di piantare tutto, che ricorre ogni qual volta i risultati si fanno tremendamente deludenti, dall’altra c’è la tenacia di non voler lasciare da sconfitto, dandola vinta a coloro che impietosamente confrontano i suoi anni di presidenza con quelli di papà Angelo, che cedette l’Inter solo dopo tre scudetti, due coppe dei Campioni e due Intercontinentali. Moratti figlio vorrebbe uscire di scena vincendo almeno uno scudetto, ma gli ultimi eventi, tra cui gli eccessi a Malpensa, lo hanno nuovamente ferito. Senza contare che, anche immaginando un fantomatico mister X pronto all’acquisto dell’Inter, nulla può muoversi finchè Moratti non risana la società almeno dal punto di vista economico. Al di là del conflitto interiore di Massimo Moratti, nella realtà dei fatti un passaggio di consegne a breve non è possibile. La realtà è invece un derby che si preannuncia comunque ‘caldo’ e che per questo motivo è stato anticipato alle 18 di venerdì. Alla fine, anche la grande Milano, ex capitale morale, che sorrideva con sufficienza di Roma e della sua incapacità di gestire la violenza da stadio, si è piegata alle ragioni di ordine pubblico. Per il prefetto Lombardi giocare il derby della Madonnina alle tradizionali 20.30 è un rischio. E ovviamente chissenefrega della gente normale che di pomeriggio lavora. Bello schifo, per il quale bisogna ringraziare chi ha usato violenza a Malpensa, senza alcun rispetto per tutti coloro che hanno acquistato abbonamenti e biglietti per una partita fissata in altro giorno e soprattutto in ben altro orario. Una volta le esigenze TV, un’altra l’ordine pubblico: potesse davvero parlare, la Madonnina…

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