L’Inter e Pirelli

Visto che ogni evento ormai viene collegato allo scandalo intercettazioni è il caso di fare un po’ di chiarezza attorno alla cessione o meglio al ritorno nelle mani di Massimo Moratti del 15,26% pari a 13,5 milioni di euro, forse nemmeno gli stipendi lordi di Adriano e Toni per la prossima stagione, del pacchetto azionario di FC Internazionale che apparteneva a Pirelli & C. E’ fuori strada chi collega tale vicenda allo sconquasso del calcio italiano, Inter esclusa, è bene ribadirlo. I colleghi che si occupano di economia m’insegnano che, nell’ultimo consiglio di amministrazione della Pirelli, è stato stabilito un rapido riposizionamento del gruppo sul suo core business, che restano i pneumatici (Pirelli Tyre), ben prima di tutte le altre attività finanziarie considerate non strategiche. Negli ultimi anni Pirelli non ha fatto solo le gomme, ma si è proposta in molti, direi pure troppi, settori di attività, dalle tecnologie (Pirelli Broadband Solutions), alle fibre ottiche (Pirelli Labs), dal recupero di materiali energetici (Pirelli Ambiente) al mercato immobiliare (Pirelli Real Estate). Come non bastasse, il suo Presidente Marco Tronchetti Provera, si è esposto enormemente dal punto di vista finanziario in tanti altri settori, primo tra tutti la telefonia (Telecom). Da tempo l’esigenza della ‘base’ del gruppo era di tornare al primo amore: le gomme! Così, Tronchetti Provera sta preparando per il prossimo 21 giugno l’ingresso in Borsa della controllata Pirelli Tyre, accanto a Pirelli & C. e Pirelli Real Estate, già quotate da tempo e ha bisogno di far rientrare alla base tutto il denaro disperso nelle innumerevoli partecipazioni, tra cui non c’è solo l’Inter , ma anche Mediobanca e Capitalia. Il valore unitario delle azioni di Pirelli Tyre è già stato stabilito e oscillerà tra i 7,4 e i 9 euro. Detto tra noi, Massimo Moratti non vedeva l’ora di riappropriarsi di quelle quote e si riprenderebbe pure il 5,1% dell’amico di famiglia Giulini, tornato secondo azionista di FC Internazionale. Ora Moratti possiede di nuovo oltre il 90% del pacchetto azionario dell’Inter. Ci sono poi anche tanti piccoli azionisti, che si dividono il restante 0,7% del pacchetto azionario Tra questi ce ne sono molti che detengono quote del valore di 1.000-2.000 euro a testa, e che, ad ogni Assemblea, chiedono a Moratti il fuoriclasse del momento, delegandogli poi però l’intero ripianamento delle perdite della società: siccome accade sempre di dover tirar fuori molti più euro di quelli posseduti in azioni, loro lasciano che sia Massimo Moratti a sostituirli, come se avesse l’intero pacchetto azionario. A dirla poi tutta, Pirelli e Tronchetti Provera non escono dall’Inter, restando comunque terzi azionisti con il 4,2%. La sponsorizzazione, con la scritta ‘Pirelli’ sulle maglie, ultimamente pure in cinese, vale almeno 10 milioni di euro a stagione e, scaduto il contratto decennale, si è già proceduto al suo rinnovo con un ritocco verso l’alto per i prossimi anni. Quindi i 13,5 milioni di euro sono già in cassaforte, con la differenza che le azioni ora le ha di nuovo Massimo Moratti. Se proprio si vuole malignare un po’, si può supporre che Tronchetti Provera si sia pure stufato di non essere mai ascoltato dall’amico Massimo, che ha sempre gestito l’Inter in prima persona, infischiandosene delle proposte dell’amico Marco, che due stagioni orsono propose Capello per la panchina e vi ritrovò seduto Mancini. E c’è di più: Moratti in questi giorni è euforico per la quotazione in Borsa della sua Saras, che ha portato una nuova considerevole liquidità. Oggi infatti il denaro per il mercato non manca, magari manca la voglia di spenderlo!

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