Calciopoli/Lo scandalo continua…

Quando si è appreso dell’intercettazione telefonica del colloquio tra Facchetti e Pairetto l’ignoranza e la malafede di alcuni si è unita alle immotivate preoccupazioni di altri. La mia posizione è da tempo nota: in questo agghiacciante scandalo desidero si vada fino in fondo, sulla Juve, sul Milan, sull’Inter, sul Treviso e via dicendo. La telefonata di Facchetti a Pairetto sui papabili arbitri di Champions League non arriva dalla Procura di Napoli ma da quella di Torino ed esattamente come nella prima telefonata di Moggi a Pairetto, non vi è nulla di illecito. Pairetto, ex designatore con Bergamo per il campionato italiano, in sede Uefa era solo membro della Commissione arbitrale e non decideva gli arbitri ma ne discuteva con gli altri colleghi europei, spagnoli, inglesi, francesi, eccetera. In sede Uefa, ogni squadra cerca di tutelare al massimo se stessa appellandosi al delegato connazionale ed è assolutamente legittimo e, oserei dire, persino dovuto. Ogni delegato è chiamato a garantire al meglio nelle Coppe Europee i migliori direttori di gara possibili per la squadra del suo Paese. In questo non ha commesso illecito Moggi e non lo commette Facchetti, come tutti coloro che hanno stimolato Pairetto a far sentire la sua voce soprattutto con i colleghi spagnoli, tedeschi, inglesi e francesi. Si parla di tessere-stadio? Ogni designatore ha tessere di più società e non solo lui: tanto per fare un esempio lontano da tutti, se Collina avesse avuto bisogno per le sue PR di una tessera o di una maglia del Torino, non gliel’avrebbero data? Puerile, vittimista e disperato è il tentativo di chi cerca con questo pretesto di aggravare le posizioni di chi è coinvolto marginalmente o di coinvolgere nel marcio chi non lo è? Se Moggi avesse fatto solo la prima telefonata a Pairetto, sarebbe innocente e siederebbe ancora rispettato sul suo alto scranno nel mondo del calcio. Per fare un altro esempio diretto anche a chi legge qualche giornale diverso da quelli calcistici, basti dire che erano quotidiani i colloqui tra i nostri politici e Prodi, quand’era Presidente della Commissione Europea e sedeva sui banchi di Bruxelles. In ogni campo, l’italiano eletto in Europa è lì anche per garantire l’Italia e gli italiani. Il grosso guaio non sono le telefonate intercettate dalla Procura di Torino, dove al momento non vi sono situazioni imbarazzanti per alcuna società, ma quelle della Procura di Napoli: lì c’è tutto, anche se on c’è peggior cieco di chi non vuol vedere! Ad esempio non ravvisa alcun illecito in alcuna indagine di alcuna Procura l’ex capo dell’Ufficio Indagini della FIGC Corrado De Biase. Giova ricordargli l’articolo 6 comma 1 del codice di giustizia sportiva, che recita quanto segue: “IL COMPIMENTO, CON QUALSIASI MEZZO, DI ATTI DIRETTI AD ALTERARE LO SVOLGIMENTO O IL RISULTATO DI UNA PARTITA OVVERO AD ASSICURARE A CHIUNQUE UN VANTAGGIO IN CLASSIFICA, COSTITUISCE ILLECITO SPORTIVO”. Complimenti all’ex De Biase, con lui eravamo in buone mani, ma evidentemente la Procura di Napoli la pensa diversamente. Al proposito, la stessa procura aveva dichiarato che le società maggiormente coinvolte fossero Juventus, Fiorentina, Lazio e Milan, anche se il ruolo dei rossoneri al momento è marginale. Non si dica che Leonardo Meani, il cui telefonino era tra quelli intercettati, nel Milan non contasse nulla. E’ un’offesa all’intelligenza pensare che la società più organizzata del mondo affidasse un ruolo delicatisismo qual è quello del dirigente addetto agli arbitri ad un signor nessuno, ma è certo che al momento, per quanto Meani sia indagato, dal suo cellulare intercettato la posizione del Milan resta la più sfumata: al momento non sono coinvolti legali rappresentanti della società, ma una figura di secondo piano, che nel suo piccolo prova a fare il ‘Moggi’ strappando alla ‘Cupola’ almeno un paio di guardalinee favorevoli. Se ci fermiamo davvero qui, il Milan rischia al massimo una penalizzazione per responsabilità oggettiva e null’altro. Anzi, se sarà davvero così, Galliani conserverà intatta la sua credibilità in questi anni burrascosi, anche se a volte pare che su quella poltrona della Lega calcio ce l’abbiano legato! Mi dispiace per quei tifosi juventini incapaci per la loro intelligenza di beceri tentativi di tirar dentro tutto e tutti pur di nascondere le responsabilità dei dirigenti da cui sono stati traditi: loro sono le prime vittime diuna situazione terribile e meritano rispetto. Mai come oggi vedo in Alex Del Piero la faccia pulita della Juventus e spero sia lui l’uomo della rinascita. Ma credo sia giusto andare fin dove si può per capire che cosa è realmente successo nel calcio italiano degli ultimi anni, a prescindere dalle squadre interessate. Juve, Milan, Inter e tutte le altre siano accuratamente passate al setaccio e se qualcuno ha sbagliato paghi! Ci fosse dentro anche l’Inter, come dice il mio amico Stefano Masci, siamo pronti a restituire tutti gli scudetti dell’era Moratti! E, almeno una battuta in chiusura, fatemela fare no?

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