Calciopoli/L’apocalisse del pallone

Se trovate che il titolo sia esagerato, andate a rileggervi sui siti di qualsiasi grande quotidiano italiano i testi delle intercettazioni dall’inizio di questa agghiacciante vicenda e, magari, rileggetevele non una, ma due o tre volte. Poi rileggetevi tutte le agenzie, le trovate sui siti dei principali quotidiani sportivi, tenendo presente che conosciamo ancora solo una piccola parte del materiale a disposizione delle procure e poi mi dite se sto esagerando. Ho spesso detto di non riconoscermi in un certo giornalismo sportivo italiano, che vanta molte colpe ma anche parecchie accuse ridicole: se i giornalisti non affrontano certi temi è perché li insabbiano, se li affrontano è perché hanno interessi e intenti persecutori. Insomma qualunque cosa succeda, è facile prendersela sempre con i giornalisti, come con il governo insomma. Questa volta credo invece che gran parte del giornalismo italiano stia facendo la sua parte: vedo i giornali affrontare con decisione l’argomento ed è un piacere, si fa per dire, leggerli. Tutti sapevano, dicono adesso gli sportivi da bar ai quali si deve sicuramente dar ragione, ma un conto è sapere che l’aria è a rischio d’inquinamento, un altro è non riuscire più a respirare perché qualcuno si è portato via tutto l’ossigeno. Ora è comparso pure il nome del Milan tra le squadre maggiormente coinvolte nel terremoto e non è un’indiscrezione giornalistica ma la voce della procura in una conferenza stampa. Poi la Fiorentina e la Lazio, solo per rimanere alla serie A, dove sappiamo che già 19 partite, ma sarebbe meglio pensare a 19 giornate del campionato di serie A 2004-2005 sono sotto inchiesta. Intanto i giudici istruttori di Napoli hanno inviato inviti a comparire a 41 persone, ma Filippo Beatrice, il pm della procura di Napoli che con Giuseppe Narducci sta seguendo il filone napoletano dell’indagine, ha subito precisato: “L’indagine non è chiusa, ci saranno altri indagati” tra dirigenti, arbitri, giornalisti e professioni varie. Secondo il teorema dei pubblici ministeri di Napoli comunque sarebbero Moggi, Giraudo, Bergamo, Pairetto, De Santis e il vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini i principali responsabili dell’associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva che avrebbe condizionato il campionato di calcio 2004-2005. A loro i pm contestano “l’aggravante di aver promosso, costituito ed organizzato l’associazione”. Come non bastasse, per Moggi e Giraudo è venuta alla luce dall’ennesima intercettazione anche un’incredibile ipotesi di reato per sequestro di persona. L’accusa si riferisce a un episodio avvenuto al termine della partita Reggina-Juventus del 6 novembre 2004, conclusasi 2-1 per i calabresi, ovvero quando i due dirigenti avrebbero chiuso a chiave negli spogliatoi l’arbitro Paparesta ed i suoi collaboratori Cristiano Copelli e Aniello Di Mauro. Siete già stufi? Pensate che ci sono ancora tonnellate di intercettazioni da rendere pubbliche. Conosciamo solo una piccola parte del materiale a disposizione delle procure e quasi dimenticavo le presunte violenze della Gea, le pressioni su Lippi per le convocazioni di giocatori in Nazionale e, soprattutto il multimilionario giro di scommesse nel quale sarebbe implicato addirittura il portiere della Nazionale Gianluigi Buffon. Impallidisco e ritengo che, vista l’incapacità del calcio di ripulirsi da solo, sia doveroso che lo facciano i magistrati. Sono fiero di vedere che l’Inter al momento non risulti coinvolta: c’è da essere comunque fieri di essere interisti in un momento come questo, al di là delle situazioni in cui non si è vinto esclusivamente per demerito proprio. In tutto questo c’è pure chi ha l’ignoranza di tifare per l’uno o per l’altro come fosse allo stadio, non capendo che il Tribunale è un luogo assai differente e chi è persino patetico nel tentativo disperato di ricordare agli interisti l’ormai archiviata vicenda del falso passaporto di Recoba, per il quale la società nerazzurra pagò con la sacrosanta squalifica dei protagonisti, ossia con il massimo della pena prevista dalle leggi calcistiche per questo tipo di irregolarità. Questa volta, in caso di condanna le pene potrebbero essere un po’ diverse, soprattutto per le società: dalla penalizzazione di punti fino alla retrocessione, con ulteriore penalizzazione per la stagione successiva e revoca dei titoli nazionali eventualmente conquistati. Per l’Avv. Mattia Grassani, esperto di diritto calcistico “Qualora venisse provato anche un solo illecito commesso da legali rappresentanti della Juventus, la sanzione minima prevede titolo revocato nel 2004-2005 e retrocessione all’ultimo posto nel campionato in corso, con sanzioni ulteriori in caso di reiterazione del reato”. Sanzione minima, afferma Grassani, perché “per la reiterazione e consumazione dell’illecito, possono esserci sanzioni ulteriori fino alla retrocessione in serie C1″. Apocalittico? Che vi avevo detto nel titolo?

3 Commenti su Calciopoli/L’apocalisse del pallone

  1. Remo Carabelli Varese // 21 gennaio 2010 a 23:42 // Rispondi

    Buonasera Dott. Rossi,
    la seguo da anni in Tv e la ammiro perché molte volte non predica nel coro e va, quasi sempre giustamente, contro-corrente nell’esprimere le sue opinioni.
    Sulla faccenda Moggi sarò uno dei pochi a non essere cosi ingenuo da pensare che questo signore sia un caso isolato in un mondo di mammolette…
    Vogliamo poi andare nello specifico e vedere gli arbitraggi scandalosi avuti dalla Juve in Champions negli ultimi anni?
    L’ arbitro russo di Liverpool-Juve del Marzo 2005 che annullò un gol validissimo a Del Piero o quello che nella finale ’98 Real-Juve non vide un mega-fuorigioco sul gol decisivo?
    In una telefonata si cita Meier in Juve-Aiax come aiuto divino, ma come mai questo stesso signore ammonì Nedved al 93° nella semifinale di Champions? E poi, la pioggia di Perugia, con attesa di 100 minuti mai vista nella storia del calcio, ma Collina tutto poteva fare.
    Il filmatino di un Cannavaro dopato parmense uscito con Cannavaro in maglia Juve…
    Potrei continuare e dovrei chiedermi se Moggi é davvero così un diavolo o cerca di fare bene il suo mestiere come tutti i dirigenti che non si accontentano di rubare solo stipendi senza lasciare traccia (Velasco interista piace come contro-esempio?).
    Oppure mi dovrò davvero convincere che Lucianone é davvero l’unico male del calcio italiano.
    La saluto molto cordialmente.
    Remo Carabelli

  2. Giovanni Bongiovanni, Cuneo // 21 gennaio 2010 a 23:43 // Rispondi

    Juventino ‘pentito’ ma fiero

    Caro Gian Luca, sono uno juventino pentito; non pentito di essere juventino ma di essermi spesso inalberato quando, durante le vostre belle trasmissioni televisive, sentivo i nostri nemici storici esprimere certe considerazioni critiche. Ma io, come quasi tutti, non sapevo; ora che quelle che mi sembravano maldicenze e illazioni, tali non sono, sappiate che potete dire tutto quello che volete sulla mia squadra e io non mi inalbero più. Possono anche squalificarci, toglierci punti e scudetti, va bene lo stesso. Eh sì, perchè io mi sento “parte lesa” e sono fiero di continuare a tifare per una squadra che, dopo aver fatto piazza pulita di quelli che l’hanno tradita, continuerà a vincere meritatamente e senza sotterfugi, come in passato. Grazie per l’ospitalità e cordiali saluti.

  3. Andrea Sala, Milano // 21 gennaio 2010 a 23:48 // Rispondi

    Sono un milanista distrutto, reduce da una giornata che pensavo di non dover mai vivere: prima la mia squadra coinvolta nel marcio e, come non bastasse, Sheva, dico Sheva, che se ne vuole andare. Alla fine, mercenario anche lui, come tanti altri.
    Andrea Sala

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