4C: Inter-Chievo 4-3

Che in undici minuti si riescano a prendere tre gol fa parte del sempiterno fascino suicida di casa Inter. Quant’è dolce dormire quando si sta sul 4-0 a meno di un quarto d’ora dalla fine! E quanto sarebbe bello star svegli fino al fischio finale! Comunque la prestazione della squadra di Mancini resta eccellente, anche se avevo previsto che il Chievo sarebbe stato superato solo di misura. Certo mi aspettavo il 2-1, o al limite l’1-0, ma l’Inter stupisce sempre. Non farei una tragedia: la prestazione c’è stata e sinceramente non ho mai creduto che il Chievo potesse pareggiare, nemmeno nei minuti di recupero. Mancini mi pare si sia un po’ calmato, anche se sono stato proprio io a polemizzare con lui in sala-stampa a proposito dell’annosa questione del portiere. Mi pare che nell’immaginario collettivo Toldo abbia perso il posto per il gol subito a Lisbona. Sul tiro da lontano di Tiribocchi Julio Cesar secondo me poteva fare di più, ma non volevo certo rimettere in discussione una gerarchia così faticosamente stabilita. Il Mancio ha scelto il brasiliano e, per carità, vada avanti con lui tutta la stagione sperando che sia io a convincermi che Toldo ha meritato un’esclusione che resta un po’ brutale. Intanto il primato solitario in classifica è senz’altro positivo e mi piacerebbe che l’Inter da lì sopra non si muovesse più. Sono giorni in cui sentiamo mischiare tutto per la monumentale vicenda Telecom, che tira dentro l’ultimo biennio della nostra Repubblica, dal Sismi al rapimento di Abu Omar, dalla politica alla finanza, dall’economia al calcio. L’ex arbitro De Santis accusa Moratti di essere stato pedinato e intercettato per conto dell’Inter e il patron nerazzurro fa ironicamente notare che, anche fosse, evidentemente non era un visionario. In effetti vorrei sapere chi può oggi credere che De Santis abbia esercitato correttamente la professione di arbitro di calcio. La Giustizia Sportiva, anche quella un po’ confusa, degli ultimi processi, evidentemente la pensa in modo molto chiaro, visto che De Santis ha chiuso. Nessuno al momento è in grado di spiegarmi in nome di quale principio l’Inter abbia commesso un illecito sportivo, a differenza delle altre squadre condannate per reati sportivi, non da uno ma da diversi gradi di giudizio. L’Inter c’entra perché lo dice De Santis in Tv? Lo dica ai magistrati. Tocca a loro provare il coinvolgimento sportivo dell’Inter. Certuni tifosi avversari, privi di cultura e funzione giuridica, non fanno testo! Mi spiace per loro perché rosicano per i loro guai, acclarati da fatti, cioè da sentenze dei tribunali. Più o meno sfumatamente, tirano in ballo l’Inter in Tv anche gli indagati De Santis e Bergamo, finora incapaci però di dar seguito alle loro accuse presso la Giustizia Ordinaria. Invece per ora, silenzio di tomba da quelle parti, dove poi si rischia davvero grosso. Ultimamente mi pare che pure Moggi si sia arreso all’evidenza, ma aspetto con curiosità i risultati di eventuali procedimenti che stavolta appartengono più alla Giustizia Ordinaria che a quella sportiva. La prima inchiesta si chiamava Calciopoli, o Moggiopoli fate voi, questa pare si chiami ‘Operazione Ladroni’. E allora aspettiamo di vedere chi sono i ladroni. Sinceramente sono molto più interessato al Bayern in Champions, dove vorrei rivedere in campo Hernan Crespo, capace di due gol in tre partite. Con il Chievo ha segnato in diagonale da una parte e dall’altra, anche se il gol più bello rimane quello di Stankovic: una ‘minella’ da 30 metri, con lancio di maglia e conseguente ammonizione che ha mandato in bestia Mancini! Ma è Crespo l’idolo di questi tempi e pensate se l’avesse preso il Milan, che l’aveva cercato prima di Ricardo Oliveira! Intanto, a proposito di Milan, il campionato si serie A è iniziato e Livorno, come volevasi dimostrare, resta una piazza difficile. Per l’Inter col Chievo, al di là del risultato roboante, non è stato poi così difficile. Lo sarà molto di più contro il Bayern, anche perché l’Inter deve assolutamente battere i tedeschi se non vuole complicare il suo cammino verso la qualificazione agli ottavi di Champions League.

2 Commenti su 4C: Inter-Chievo 4-3

  1. Angelo Annoni, Appiano Gentile (CO) // 23 gennaio 2010 a 18:28 // Rispondi

    Ciao! Ieri ho seguito il dopopartita di Inter-Chievo su TL, volevo farti i complimenti per la domanda rivolta al Mancio sull’avvicendamento Toldo-Julio Cesar. Complimenti, perchè ieri ho visto un giornalista davvero professionale che va al di là della fede calcistica. Tra l’altro la risposta del Mancio la dice lunga su quanto abbia le idee chiare, si fa per dire…Sono stanco di vedere giornalisti che difendono sempre e comunque la propria squadra del cuore, persone che non appena si tocca la loro squadra del cuore scattano sulla sedia, persone per le quali nella loro squadra sono tutti amici, tutti fenomeni, ecc…Seguo TL dai tempi di Damascelli e Plastino e ti stimo per come fai giornalismo, sempre al di sopra della fede sportiva, mai offensivo verso gli altri, mai un’illazione anche quando c’era materiale per farne a tonnellata (vedi Moggiopoli o Calciopoli). Con stima, Angelo.

    • Angelo mi perdonerà se ho tagliato parte della sua lunga mail, ma il senso è più o meno raccolto in queste poche righe. Prima di tornare sulla mia piccola discussione con il Mancio, serve un chiarimento. Come tutti coloro che lavorano in TV, sono un po’ un ‘mignottone’, che nel nostro gergo corrisponde ad una via di mezzo tra vanitoso e furbacchione. Diffidate di coloro che dicono: “Vado in Tv solo perché mi invitano ma non mi piace, e i complimenti nemmeno li sento!” Balle! Balle grandi come il sistema solare! In realtà, a noi della Tv piace da morire mettere il faccione e c’è gente che farebbe carte false pur di andare in Tv. Spessissimo, chi appare poco, più che per timidezza o snobismo, resta nell’ombra perché è la Tv che non lo cerca. Complimenti come quelli di Angelo mi fanno quindi molto piacere: il sito è mio e decido io cosa metterci, perché sono sincero e pure un po’ ‘mignottone’, come dicevo! Angelo mi dà l’opportunità di spiegare che io amo il mio lavoro ben più del mio tifo. E, tornando alla discussione in sala-stampa col Mancio, il tifo finisce laddove comincia il mio lavoro. Sarà anche perché sono cresciuto in una famiglia che amava poco il calcio e, per di più, era pure tiepidamente tifosa di Rivera e quindi indirettamente del Milan. E se l’Inter gioca male, così come le altre due grandi, non vedo perché non doverlo ammettere. Naturalmente esprimo delle opinioni e sono troppo contento del lavoro che faccio per diventare come quei vecchi tromboni del giornalismo sportivo sempre pronti a negare di aver sbagliato un pronostico. So bene di essere molto fortunato e ringrazio il cielo tutti i giorni della fortuna che ho avuto: c’è gente che si sveglia alle 4 del mattino per andare in un altoforno ed io dovrei rovinarmi la vita perché l’Inter non vince il campionato? Così, difficilmente rinuncio all’allegria e all’ironia e chi si prende troppo sul serio, nel mio mestiere, è davvero patetico! Quanto al mio personale rapporto tra giornalismo e tifo, ritengo assai più esaltante portare a casa una grande intervista, quando sono in esterna o, meglio ancora una grande trasmissione, quando conduco, piuttosto che sdraiarmi in adorazione dell’Inter o chiudermi in casa per quattro giorni senza mangiare dopo una sconfitta. Faccio volutamente un esempio particolare, difficilmente comprensibile per chi mangia pane e Inter Channel: il 5 maggio 2002, al di là della delusione da tifoso, ho vissuto un’ottima giornata da giornalista! Quel giorno dall’Olimpico di Roma portai a casa alcune delle interviste più interessanti della mia vita di cronista sportivo e, a modo mio, sentivo di aver vinto, da cronista, il mio scudetto! Allo stesso modo, pur continuando a considerare Roberto Mancini il miglior allenatore dell’era Moratti, albo d’oro alla mano, non rinuncio ad esprimere i miei dubbi quando una scelta non mi convince: per me l’Inter quest’anno deve assolutamente vincere lo scudetto ed è certamente secondario chi tra Toldo e Julio Cesar sarà titolare fino alla fine del campionato. Logico quindi che ieri in sala-stampa abbia incalzato il Mancio per capire le ragioni del siluramento di Francesco fino a farlo stizzire! Ma non era cattiveria, ma pura curiosità giornalistica! Angelo dice tra l’altro che non sono mai offensivo verso gli altri: beh, dipende! Su una media di 100 mail al giorno ricevute a questo sito, un terzo provengono da tifosi non interisti, e mi sforzo di rispondere a tutti educatamente, tranne che ai beceri. A questi, anche interisti, ammetto di rispondere male. Internet pullula di siti e blog dove c’è gente che s’insulta dietro l’anonimato di una tastiera e non capisco perché uno debba venire a scrivere idiozie anche qui. In questi giorni, senza sapere davvero nulla di quello che sta accadendo nella gigantesca inchiesta Telecom, c’è chi, in assoluta malafede, cerca di usare ogni pretesto per trascinare l’Inter in mezzo ai guai e il sottoscritto in una rissa verbale e io non dovrei nemmeno rispondere, invece a volte mi parte qualche fulmine! Al proposito non vedo l’ora che si pronuncino i tribunali, ma non prendo nemmeno in considerazione coloro che, puniti più o meno severamente da sentenze sportive, cercano, senza sapere nè di diritto penale nè di diritto sportivo, di alleggerire artatamente le responsabilità della propria squadra coinvolgendo tutti. E nemmeno prendo in cosiderazione gli inibiti De Santis e Bergamo, che hanno tutto il diritto di andare in Tv a difendere se stessi non ad accusare gli altri senza prove. E se le hanno si rivolgano alla Magistratura, anche se il mondo dello sport li ha di fatto espulsi. Dovesse andar male anche questa volta, si accuserà l’Inter di traffico d’armi? Le accuse si provano in tribunale, altrimenti è fuffa e a me la fuffa non interessa. Ho un altro difetto, già che ci siamo: non sopporto chi, pensando di celarsi dietro l’anonimato di una tastiera, si diverte a scrivere insulti gratuiti. Io quando sento una cosa in Tv che non condivido, esprimo il mio parere con educazione oppure cambio canale. Ecco, su questo non sono poi così paziente, e un paio di fenomeni che scrivevano a TL ripetute ingiurie sono stati denunciati alla Polizia Postale, con la quale c’è un rapporto di straordinaria collaborazione. Incredibile che ci sia ancora chi crede di non poter essere individuato su Internet perché si nasconde dietro un nick-name! E non mi sono certo commosso quando i signorini, dopo la denuncia, tremavano di paura alla sola idea del tribunale. In questo genere di cose, ho la pessima abitudine di andare fino in fondo, allo scopo della completa rieducazione dei soggetti in questione. La ritengo quasi una missione. Vedi caro Angelo che, oltre ad essere un po’ ‘mignottone’, ho qualche altro difetto. E, in ogni caso, grazie davvero per i complimenti!
      GLR

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