2C: Inter-Sampdoria 1-1

Nel calcio non c’è nulla di facile, ce l’hanno ripetuto alla nausea. Il vero problema è non rendere le cose ancora più difficili. Da quando la giustizia sportiva ha relegato la Juventus in serie B e penalizzato il Milan, sembra che l’Inter debba vincere sempre, annichilendo qualsiasi avversario. Non c’è pronostico che non dia l’Inter favorita per la vittoria finale, almeno in campionato. E invece, ci si sta accorgendo di quanto ogni partita sia difficile ed è meglio che i problemi arrivino subito, con tanto tempo per rimediare. Il pareggio con la Sampdoria non può essere spiegato nè con le occasioni da gol sprecate nè con l’insicura direzione di Tagliavento, che ha annullato all’Inter due gol e ha sbagliato pure nell’occasione del rigore blucerchiato. Se c’era rigore, e per Tagliavento c’era, Cordoba andava espulso, invece ha continuato la partita. Il mezzo passo falso con la Sampdoria, che ha inevitabilmente mirato al disturbo della manovra nerazzurra più che alla proposta di un calcio coraggioso, è figlio dell’incapacità dell’Inter di essere travolgente, come tutti si aspetterebbero. Rispetto a Firenze, dal punto di vista del gioco, l’Inter ha fatto un passo indietro, incontrando difficoltà impreviste. Ed è bene che Mancini e i suoi sappiano che sarà sempre così, perché troveranno quasi sempre squadre che penseranno più a difendersi che a costruire. Da qui a dire ch’è già tutto da buttare, mettendo subito in croce l’allenatore, ce ne corre, ma è chiaro che in questa settimana l’Inter si gioca buona parte della sua tranquillità, con tre gare impegnative: la trasferta di Roma e le casalinghe con Chievo e Bayern in Champions. Mancini deve risolvere subito le questioni interne che danno pensieri, come quella relativa al portiere: tra i pali Julio Cesar è il titolare. Lo ha detto lo stesso Mancini in sala-stampa. Non condivido, ma mi adeguo: Toldo paga esageratamente il gol subito a Lisbona e secondo me è ancora più affidabile o, se preferite, meno rischioso del collega brasiliano, ma può darsi che Mancini abbia visto giusto. Avrei solo preparato meglio il siluramento di Francesco, che proprio non se l’aspettava. Vederlo già in panchina ha sorpreso tutti. Attacco e modulo penso siano al momento falsi problemi: in reparti come attacco e centrocampo il turn-over è permesso più che tra i portieri. Ora Ibrahimovic e Crespo sembrano più affidabili e Adriano deve pensare a rincorrere gli altri due, mentre a centrocampo c’è talmente tanta qualità per cui stare in linea o a rombo è più un argomento di discussione che un problema. La questione vera sta nel saper gestire il peso del favore di tutti i pronostici. Diversamente da altri, all’Inter non sono consentiti passi falsi. L’Inter deve subito vincere, convincere e, se possibile, stravincere. Se riesce a gestire la pressione, questa Inter è la migliore squadra italiana, anche se al momento pare la solita vecchia storia.

Lascia una risposta

Le 4 regole del commentario:
1. Siate educati: i commenti ad personam saranno ignorati
2. Scrivete in italiano, il congiuntivo non è una malattia degli occhi!
3. Non è una chat: se volete conversare tra voi, io che ci sto a fare?
4. La lunghezza del commento non può superare i 500 caratteri (spazi compresi)
Viva l’Inter!


*

 caratteri disponibili